L’Atalanta torna da Amsterdam con una sconfitta che fa male soprattutto per il momento in cui è maturata. Alla Johan Cruijff ArenA, nella seconda giornata della fase campionato di UEFA Conference League, la squadra di Maurizio Sarri resta in partita per quasi novanta minuti, ma cede nel finale all’Ajax, che si impone 2-0 grazie alle reti di Tolu Arokodare all’87’ e di Abdellah Ouazane al 90’+3’. Dopo il successo per 3-1 sul Pafos all’esordio, per la Dea arriva così il primo stop europeo della stagione in questa competizione.
Il risultato racconta una partita rimasta a lungo in equilibrio, ma non una gara priva di occasioni. L’Ajax ha cercato con maggiore continuità la porta, mentre l’Atalanta ha provato a rispondere con le proprie ripartenze e con alcune combinazioni costruite soprattutto quando è riuscita a superare la prima pressione olandese. La differenza è arrivata nella capacità di trasformare gli episodi: i padroni di casa hanno trovato due gol pesanti proprio quando il pareggio sembrava ormai vicino.
Il primo tempo: Ajax più intraprendente, Atalanta vicina al vantaggio
L’avvio è favorevole all’Ajax, che prova subito a imporre ritmo e pressione. La prima grande occasione arriva al 5’: Lucas Rosa calcia verso la porta, il pallone viene deviato e finisce sul palo, con Marco Carnesecchi ormai battuto. È un campanello d’allarme per la difesa nerazzurra, chiamata a reggere una fase iniziale complicata.
La squadra di Amsterdam continua a farsi vedere, ma l’Atalanta non resta soltanto a guardare. Gianluca Scamacca prova a rendersi pericoloso dopo un calcio d’angolo, mentre Carnesecchi interviene sulle conclusioni avversarie e mantiene in piedi il risultato. L’Ajax trova spazi soprattutto quando riesce ad accelerare sulle corsie e a portare più uomini nei pressi dell’area.
Con il passare dei minuti, la formazione di Sarri riesce però a guadagnare campo. Gianluca Gaetano ha una buona opportunità prima dell’intervallo, dopo un’azione che coinvolge Charles De Ketelaere e Davide Zappacosta: la conclusione, da posizione interessante, termina alta. È una chance importante, perché avrebbe potuto cambiare il volto della partita proprio prima della pausa.
Lo 0-0 dell’intervallo lascia aperto ogni scenario. L’Ajax ha costruito le occasioni più incisive, ma l’Atalanta ha dimostrato di poter arrivare in zona gol. Per i bergamaschi, il problema non è ancora il risultato: è la difficoltà nel trasformare le situazioni favorevoli in conclusioni davvero pericolose con continuità.
La ripresa e il peso degli episodi
Anche nella seconda metà di gara l’Ajax riparte con intenzioni offensive. Carnesecchi deve farsi trovare pronto su una conclusione di Julian Brandt e su un tentativo di Rosa, mentre i padroni di casa continuano a cercare la giocata che possa spezzare l’equilibrio.
L’Atalanta prova a cambiare qualcosa con gli ingressi dalla panchina. Lazar Samardžić prende il posto di De Ketelaere, Nikola Krstović subentra a Scamacca e, nel finale, arrivano anche Mario Pašalić e Jonathan Rowe. Le sostituzioni danno alla squadra nuove soluzioni, ma la Dea non riesce a sfruttarle fino in fondo.
All’85’ si presenta una delle occasioni più pesanti per gli ospiti: Rowe parte da sinistra e serve Nicola Zalewski sul lato opposto. L’esterno entra in una posizione favorevole, ma la conclusione non trova lo specchio. Due minuti dopo arriva la punizione più dura.
Arokodare rompe l’equilibrio all’87’
L’Ajax trova il vantaggio all’87’ con Tolu Arokodare, entrato dalla panchina. Su un lancio lungo di Youri Baas, l’attaccante riesce a vincere il duello fisico con Relja Obrić, si presenta davanti a Carnesecchi e conclude con freddezza. È una giocata che premia la scelta di Míchel Sánchez di inserire un centravanti capace di attaccare la profondità e di contendere i palloni alti ai difensori.
Per l’Atalanta è un colpo difficile da assorbire, anche perché la squadra aveva avuto la possibilità di portare a casa almeno un punto. Il gol nasce da un duello perso in una situazione in cui la linea difensiva deve essere pronta a leggere il lancio e a proteggere lo spazio alle spalle.
Non sarebbe corretto attribuire tutta la sconfitta a un solo giocatore. L’episodio evidenzia però un problema concreto: nei minuti conclusivi, quando la lucidità diminuisce e ogni pallone può diventare decisivo, basta un errore di lettura o di posizionamento per compromettere una gara rimasta in bilico a lungo.
Ouazane chiude i conti nel recupero
L’Atalanta prova a reagire, ma non riesce a costruire una risposta efficace. Al 90’+3’ l’Ajax segna anche il secondo gol: Arokodare è ancora protagonista nell’azione, mentre Abdellah Ouazane attacca lo spazio, supera la pressione avversaria e conclude con un tiro potente che batte Carnesecchi.
La rete chiude definitivamente la partita e trasforma una sconfitta di misura in un 2-0 più netto. Per l’Ajax è una vittoria importante anche sul piano psicologico, dopo il ko della prima giornata contro l’Hajduk Split. I cambi di Míchel Sánchez risultano decisivi: entrambi i marcatori erano entrati a gara in corso.
Sarri: una prova da analizzare, non da cancellare
Il risultato obbliga l’Atalanta a interrogarsi sulla gestione degli ultimi minuti, ma la lettura della partita non può fermarsi al punteggio. Sarri ha riconosciuto che la squadra ha disputato una gara difensivamente solida e che il rammarico riguarda soprattutto il modo in cui sono arrivati i due gol. Il tecnico ha anche osservato che nella ripresa sono aumentati gli errori rispetto al primo tempo.
Il punto centrale è proprio questo: per competere in Europa non basta rimanere in partita a lungo. Occorre mantenere la stessa attenzione nelle fasi finali, quando l’avversario aumenta la pressione e gli spazi diventano più difficili da controllare. L’Atalanta ha avuto momenti in cui poteva colpire, ma non è riuscita a concretizzare le occasioni e ha pagato caro il calo conclusivo.
La sconfitta, inoltre, arriva in un contesto in cui Sarri deve gestire diverse assenze, soprattutto in difesa. L’emergenza limita le alternative e costringe a distribuire responsabilità importanti anche su giocatori giovani o con meno esperienza internazionale. Questo non elimina gli errori, ma aiuta a capire le difficoltà con cui la squadra è arrivata alla trasferta olandese.
Obric sotto pressione: un errore che non deve diventare un processo
Il duello perso da Obrić contro Arokodare è uno degli episodi chiave della partita. Il difensore non riesce a contenere la fisicità dell’attaccante e l’Ajax ne approfitta per passare in vantaggio. L’azione è un promemoria del livello richiesto in queste competizioni: un singolo confronto può pesare quanto decine di minuti giocati con ordine.
Ma trasformare quell’episodio in una condanna individuale sarebbe una semplificazione. Obrić è stato schierato in un reparto condizionato dalle assenze e ha affrontato un attaccante entrato proprio per sfruttare la profondità e i duelli fisici. La valutazione corretta deve tenere insieme l’errore, il contesto e la necessità di migliorare la comunicazione e la copertura difensiva quando la partita si avvicina alla fine.
Ajax, i cambi fanno la differenza
La squadra olandese ha avuto più iniziativa in diverse fasi, ma il risultato è arrivato soprattutto grazie alla qualità delle sostituzioni. Arokodare ha dato all’attacco un riferimento fisico diverso, mentre Ouazane ha sfruttato gli spazi del recupero con una giocata individuale efficace. La capacità di incidere entrando dalla panchina ha separato le due squadre nel momento decisivo.
Per l’Ajax, il successo vale anche come risposta alla sconfitta subita all’esordio. Per l’Atalanta, invece, la partita lascia una lezione precisa: l’organizzazione difensiva può tenere in equilibrio una sfida complicata, ma deve essere accompagnata da maggiore pericolosità offensiva e da una gestione più attenta dei momenti in cui l’avversario cerca l’ultimo assalto.
La classifica dopo due giornate: Atalanta a tre punti
Dopo il successo contro il Pafos e la sconfitta di Amsterdam, l’Atalanta ha tre punti e una differenza reti pari a zero, con tre gol segnati e tre subiti. La squadra bergamasca si trova al 15° posto nella classifica fornita per questa giornata. È una posizione ancora recuperabile: la fase campionato è appena iniziata e restano molte partite per risalire.
In testa ci sono Panathinaikos, Lugano, Brann, Trabzonspor, Twente, Monaco, St. Truiden e Hajduk Split, tutte a punteggio pieno con sei punti dopo due gare. Brighton e Copenhagen seguono a quattro punti, mentre l’Ajax raggiunge quota tre proprio grazie al successo contro la Dea.
La graduatoria non va letta come un verdetto definitivo. Con un numero limitato di partite disputate, la differenza reti può incidere molto sull’ordine delle squadre che hanno gli stessi punti. Per l’Atalanta la priorità è ripartire subito, evitando che la sconfitta diventi l’inizio di una serie negativa.
Tutti i risultati della seconda giornata di Conference League
| Partita | Risultato |
|---|---|
| Aarhus – Egnatia | 1-1 |
| Ajax – Atalanta | 2-0 |
| Borac Banja Luka – KuPS | 2-0 |
| Braga – Gent | 2-0 |
| Lincoln – Twente | 1-4 |
| Midtjylland – St. Truiden | 0-1 |
| Monaco – Friburgo | 3-0 |
| Thun – Hajduk Split | 0-1 |
| Getafe – Lugano | 2-5 |
| Iberia 1999 – Mjallby | 1-1 |
| Inter Escaldes – Universitatea Craiova | 1-3 |
| Jablonec – Brighton | 0-0 |
| Kauno Zalgiris – Brann | 1-4 |
| Nordsjaelland – CSKA Sofia | 2-2 |
| Pafos – Riga FC | 1-1 |
| Stella Rossa – FC Copenhagen | 2-2 |
| Trabzonspor – Hearts | 2-0 |
| Kairat Almaty – Panathinaikos | 1-5 |
Classifica Conference League 2026-2027 dopo la seconda giornata
| Pos. | Squadra | G | V | N | P | GF | DR | Pt |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Panathinaikos | 2 | 2 | 0 | 0 | 7:2 | +5 | 6 |
| 2 | Lugano | 2 | 2 | 0 | 0 | 8:4 | +4 | 6 |
| 3 | Brann | 2 | 2 | 0 | 0 | 6:2 | +4 | 6 |
| 4 | Trabzonspor | 2 | 2 | 0 | 0 | 6:2 | +4 | 6 |
| 5 | Twente | 2 | 2 | 0 | 0 | 5:1 | +4 | 6 |
| 6 | Monaco | 2 | 2 | 0 | 0 | 5:1 | +4 | 6 |
| 7 | St. Truiden | 2 | 2 | 0 | 0 | 3:0 | +3 | 6 |
| 8 | Hajduk Split | 2 | 2 | 0 | 0 | 3:1 | +2 | 6 |
| 9 | Brighton | 2 | 1 | 1 | 0 | 4:0 | +4 | 4 |
| 10 | FC Copenhagen | 2 | 1 | 1 | 0 | 5:2 | +3 | 4 |
| 11 | Universitatea Craiova | 2 | 1 | 1 | 0 | 4:2 | +2 | 4 |
| 12 | Mjallby | 2 | 1 | 1 | 0 | 3:1 | +2 | 4 |
| 13 | Ajax | 2 | 1 | 0 | 1 | 3:2 | +1 | 3 |
| 14 | Borac Banja Luka | 2 | 1 | 0 | 1 | 3:2 | +1 | 3 |
| 15 | Atalanta | 2 | 1 | 0 | 1 | 3:3 | 0 | 3 |
| 16 | Braga | 2 | 1 | 0 | 1 | 2:3 | -1 | 3 |
| 17 | Gent | 2 | 1 | 0 | 1 | 1:2 | -1 | 3 |
| 18 | Friburgo | 2 | 1 | 0 | 1 | 3:5 | -2 | 3 |
| 19 | Nordsjaelland | 2 | 0 | 2 | 0 | 3:3 | 0 | 2 |
| 20 | Egnatia | 2 | 0 | 2 | 0 | 2:2 | 0 | 2 |
| 21 | Riga FC | 2 | 0 | 2 | 0 | 2:2 | 0 | 2 |
| 22 | Stella Rossa | 2 | 0 | 1 | 1 | 4:5 | -1 | 1 |
| 23 | CSKA Sofia | 2 | 0 | 1 | 1 | 3:4 | -1 | 1 |
| 24 | Jablonec | 2 | 0 | 1 | 1 | 2:3 | -1 | 1 |
| 25 | Midtjylland | 2 | 0 | 1 | 1 | 1:2 | -1 | 1 |
| 26 | Aarhus | 2 | 0 | 1 | 1 | 1:2 | -1 | 1 |
| 27 | Pafos | 2 | 0 | 1 | 1 | 2:4 | -2 | 1 |
| 28 | Hearts | 2 | 0 | 1 | 1 | 1:3 | -2 | 1 |
| 29 | Iberia 1999 | 2 | 0 | 1 | 1 | 1:3 | -2 | 1 |
| 30 | Getafe | 2 | 0 | 1 | 1 | 3:6 | -3 | 1 |
| 31 | Kairat Almaty | 2 | 0 | 1 | 1 | 2:6 | -4 | 1 |
| 32 | Thun | 2 | 0 | 0 | 2 | 0:2 | -2 | 0 |
| 33 | Lincoln | 2 | 0 | 0 | 2 | 2:6 | -4 | 0 |
| 34 | KuPS | 2 | 0 | 0 | 2 | 2:6 | -4 | 0 |
| 35 | Inter Escaldes | 2 | 0 | 0 | 2 | 1:5 | -4 | 0 |
| 36 | Kauno Zalgiris | 2 | 0 | 0 | 2 | 1:8 | -7 | 0 |
Il prossimo appuntamento: Atalanta-Kairat Almaty
L’Atalanta avrà la possibilità di reagire nella terza giornata, in programma il 5 novembre, quando ospiterà il Kairat Almaty. Sarà una partita importante per tornare a fare punti e non perdere contatto con il gruppo di squadre che punta alle posizioni migliori della fase campionato.
La sconfitta contro l’Ajax non cancella il valore del successo all’esordio, ma rende più urgente trovare continuità. Sarri dovrà lavorare soprattutto sulla gestione delle situazioni decisive, sulla protezione dei palloni lunghi e sulla capacità di chiudere le azioni offensive con maggiore precisione. La squadra ha dimostrato di poter restare in partita, ora deve imparare a non lasciarla scivolare via negli ultimi minuti.

