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Francia-Italia 1-1: Donnarumma para tutto, Bastoni firma il pareggio che rilancia gli Azzurri

A Parigi l’Italia non vince, ma porta a casa qualcosa che in questa fase del nuovo ciclo di Roberto Mancini può pesare moltissimo: consapevolezza. Il pareggio per 1-1 contro la Francia allo Stade de France racconta una partita nella quale gli Azzurri hanno dovuto soffrire, difendere, ripartire e soprattutto resistere nei momenti in cui la squadra di Zinedine Zidane sembrava pronta a prendere definitivamente il controllo della gara.
Il protagonista assoluto, però, è stato Gianluigi Donnarumma. Il capitano azzurro ha risposto presente nei momenti più delicati, trasformando una serata che poteva diventare complicata in un punto prezioso per l’Italia. Davanti a lui Alessandro Bastoni ha trovato per la seconda partita consecutiva la strada del gol, rimettendo in equilibrio una sfida che la Francia aveva sbloccato con una splendida giocata di Michael Olise.
Il risultato finale è 1-1 e la classifica del Gruppo A1 dice Francia 7 punti, Belgio 6, Italia 4, Turchia 0. Non è ancora tempo di fare calcoli definitivi, ma dopo la sconfitta iniziale contro il Belgio, il 4-1 rifilato alla Turchia e il punto conquistato a Parigi rappresentano un percorso in crescita.

Donnarumma, la notte in cui il capitano ha tenuto in piedi l’Italia

Se bisogna scegliere un volto per raccontare Francia-Italia, quel volto è quello di Gianluigi Donnarumma.
Il portiere azzurro ha vissuto una delle sue serate più importanti con la Nazionale. La Francia ha avuto più possesso, ha costruito più situazioni offensive e ha costretto l’Italia a difendersi per lunghi tratti, soprattutto nella ripresa. In quei momenti è entrato in scena Donnarumma.
Gli interventi su Désiré Doué, Ousmane Dembélé, Michael Olise, Adrien Rabiot e, soprattutto nel recupero, su Eduardo Camavinga hanno contribuito a mantenere l’Italia dentro la partita. Secondo i dati Sofascore, Donnarumma ha chiuso con sette parate e 1,48 gol evitati, mentre Sky Sport lo ha indicato come migliore in campo con una valutazione di 8,5.
Non è soltanto una questione di numeri. Il valore della prestazione sta soprattutto nel momento in cui sono arrivati gli interventi. Dopo il vantaggio francese, l’Italia aveva bisogno di non perdere contatto con la partita e il suo capitano ha impedito che la pressione dei Bleus producesse un secondo gol.
È proprio questo il tipo di prestazione che può dare sicurezza a una squadra giovane e ancora in costruzione: sapere di poter contare su un portiere capace di trasformare una situazione difficile in un’occasione per restare in partita.

Il primo tempo: Italia coraggiosa, Francia più padrona del pallone

La Francia ha iniziato cercando di imporre il proprio ritmo. La squadra di Zidane ha avuto maggiore possesso e ha provato a muovere gli Azzurri da una parte all’altra del campo, ma l’Italia non è rimasta schiacciata.
Mancini ha scelto una formazione giovane e dinamica, confermando diversi protagonisti della vittoria di Bursa contro la Turchia. Kayode ha continuato a presidiare la fascia destra, Bastoni e Scalvini hanno formato il cuore della difesa e Calafiori è partito sulla sinistra. In mezzo Tonali, Frattesi e Fagioli hanno avuto il compito di reggere la pressione francese e, allo stesso tempo, accompagnare le ripartenze. Davanti spazio ancora alla coppia dei fratelli Esposito insieme a Kean.
L’occasione più clamorosa del primo tempo è arrivata proprio per l’Italia. Kean si è trovato a tu per tu con Maignan dopo una bella azione azzurra, ma la conclusione è stata respinta dal portiere francese. Poco dopo è arrivata anche una rete annullata a Kean per fuorigioco.
La Francia ha continuato a gestire il pallone, ma non è riuscita a trasformare il dominio territoriale in un vantaggio concreto. All’intervallo il risultato era ancora 0-0.

Olise rompe l'equilibrio con una magia

La ripresa ha cambiato immediatamente il volto della partita.
La Francia ha aumentato la pressione e al 55’ ha trovato il gol dell’1-0. Michael Olise ha trasformato una punizione con una conclusione spettacolare, nata da uno schema con Rayan Cherki, infilando il pallone sotto la traversa. Una giocata individuale di altissimo livello che ha premiato la pressione francese.
Per qualche minuto l’Italia ha rischiato di perdere il controllo della gara. Donnarumma ha dovuto compiere altri interventi importanti e la Francia sembrava poter sfruttare il momento favorevole.
Mancini ha però modificato progressivamente l’assetto della squadra, inserendo Nicolò Barella e Antonio Vergara. E proprio la capacità dell’Italia di reagire dopo lo svantaggio è diventata una delle immagini più interessanti della serata.

Bastoni, ancora lui: il pareggio arriva al 68'

Il gol dell’1-1 arriva al 68’ e porta ancora la firma di Alessandro Bastoni.
Il difensore dell’Inter, già a segno contro la Turchia, legge bene una situazione confusa nella costruzione francese, recupera il pallone e trova la conclusione che batte Mike Maignan. Un gol importante non soltanto per il risultato, ma anche per la continuità personale del difensore.
Due partite, due gol consecutivi per Bastoni: un dato che racconta anche quanto il nuovo assetto di Mancini stia cercando di distribuire responsabilità offensive oltre gli attaccanti.
Dopo il pareggio, l’Italia ha trovato maggiore fiducia. La Francia ha continuato ad attaccare, ma gli Azzurri sono riusciti a rispondere con maggiore convinzione, arrivando anche a sfiorare il sorpasso con Kean, che ha colpito la traversa di testa.

La Francia insiste, Donnarumma risponde

Il finale è diventato una vera prova di resistenza.
La Francia ha continuato a cercare il gol della vittoria e l’Italia ha dovuto abbassarsi nuovamente. Donnarumma è diventato ancora una volta decisivo, soprattutto nel recupero, quando ha negato alla squadra di Zidane la possibilità di chiudere la partita con il gol del 2-1.
A rendere ancora più particolare il finale è stata l’espulsione di Dayot Upamecano, arrivata per doppia ammonizione dopo un fallo su Kean. La Francia ha quindi chiuso la partita in dieci uomini, ma anche in inferiorità numerica ha continuato a creare pericoli.
Il triplice fischio ha sancito un 1-1 che fotografa abbastanza bene la partita: la Francia ha avuto più possesso e più conclusioni, l’Italia ha mostrato capacità di soffrire e di colpire nei momenti decisivi.

I numeri raccontano una Francia dominante nel possesso, ma non nel risultato

Le statistiche aiutano a capire perché la prestazione di Donnarumma sia stata così importante.
La Francia ha chiuso con circa il 65% del possesso e ha prodotto più conclusioni. I dati disponibili riportano 18 tiri francesi contro 14 dell’Italia e una netta superiorità nei passaggi.
Questo significa che gli Azzurri non hanno avuto il controllo territoriale della partita. Ma il calcio non si decide soltanto con il possesso e l’Italia è riuscita a compensare la differenza attraverso organizzazione difensiva, ripartenze e capacità di sfruttare gli errori avversari.
È una distinzione importante anche per valutare il lavoro di Mancini. La Nazionale non è ancora una squadra completamente definita e sarebbe prematuro trasformare una buona prestazione in una certezza assoluta. Però il pareggio di Parigi rappresenta un test molto più significativo rispetto al 4-1 ottenuto pochi giorni prima contro la Turchia.

Mancini ritrova una squadra giovane che non ha paura

La scelta di puntare su diversi giovani sta diventando uno degli elementi caratterizzanti di questo nuovo corso.
Kayode ha confermato personalità sulla fascia, i fratelli Esposito continuano a rappresentare una soluzione offensiva interessante e Pio Esposito, in particolare, sta vivendo una fase importante della sua crescita internazionale.
Bastoni è invece diventato il simbolo della serata per un altro motivo: esperienza e qualità possono convivere con una Nazionale che sta cambiando pelle.
Mancini, al termine della gara, ha sottolineato la difficoltà della partita e la capacità dei suoi giocatori di provare comunque a giocare contro una squadra ricca di talento.
Il punto centrale, quindi, non è soltanto il risultato. È il modo in cui l’Italia ha reagito dopo essere andata sotto.

Francia prima, Belgio secondo, Italia terza: la classifica resta apertissima

Dopo tre giornate, la situazione nel Gruppo A1 è questa: Francia 7 punti, Belgio 6, Italia 4, Turchia 0.
La Francia è ancora davanti a tutti, mentre il Belgio ha approfittato del 3-0 sulla Turchia per mantenersi al secondo posto. L’Italia è terza, ma a soli due punti dai belgi.
Ed è qui che il pareggio di Parigi assume un peso concreto. Una sconfitta avrebbe lasciato gli Azzurri a tre punti dalla Francia e potenzialmente più distanti dalla zona qualificazione. Il punto conquistato allo Stade de France permette invece all’Italia di rimanere pienamente coinvolta nella corsa.
Il regolamento della Nations League 2026/27 prevede che le prime due classificate di ciascun gruppo della Lega A accedano ai quarti di finale.
Per questo ogni punto può diventare determinante nella parte finale del girone.

Adesso arriva Italia-Turchia: niente distrazioni

Il prossimo appuntamento è già vicinissimo.
Lunedì 5 ottobre l’Italia affronterà nuovamente la Turchia, questa volta in casa a Bologna.
Sulla carta potrebbe sembrare una partita più semplice dopo il 4-1 di Bursa, ma proprio questo sarebbe il rischio maggiore.
La Turchia arriva dalla sconfitta per 3-0 contro il Belgio e non ha ancora conquistato punti nel girone. Per questo sarà necessario evitare qualsiasi calo di concentrazione.
Una vittoria permetterebbe all’Italia di salire a quota 7 e di mettere pressione al Belgio, impegnato nello stesso turno contro la Francia. È uno scenario che può cambiare rapidamente la classifica.

E poi ci sarà di nuovo la Francia

La sfida di Parigi, però, non rappresenta la conclusione della rivalità nel girone.
Italia e Francia si ritroveranno il 12 novembre, questa volta in Italia. Prima ci saranno altre partite importanti, compreso il confronto tra Francia e Belgio e gli altri appuntamenti della fase a gironi.
Quel secondo confronto potrebbe avere un peso ancora maggiore perché arriverà nella fase conclusiva del girone, quando ogni punto potrà determinare la qualificazione ai quarti.
E allora Donnarumma, Bastoni, Kayode, gli Esposito e tutti gli altri giovani che stanno entrando nel progetto Mancini saranno chiamati a dimostrare se la notte di Parigi è stata soltanto una bella serata oppure l'inizio concreto di qualcosa di più solido.

Il vero significato del pareggio di Parigi

Il valore di Francia-Italia 1-1 non sta nel fatto che gli Azzurri abbiano improvvisamente risolto tutti i propri problemi.
Sta nel fatto che, contro una Francia che ha dominato il possesso e che ha creato diverse occasioni, l’Italia non si è disunita dopo il gol di Olise.
Ha reagito.
Ha trovato il pareggio.
Ha sofferto.
Ha avuto la possibilità di vincere.
E soprattutto ha avuto un capitano capace di proteggere il risultato nei momenti più difficili.
Donnarumma è stato il volto della serata, Bastoni l’uomo del gol e Mancini il tecnico che ha visto la propria squadra superare un test molto più impegnativo rispetto alla precedente partita contro la Turchia.
La strada è ancora lunga e la classifica non permette di rilassarsi. Ma se l’obiettivo era capire quanto fosse realmente cambiata l’Italia rispetto all’esordio perso contro il Belgio, Parigi ha fornito una risposta interessante: gli Azzurri stanno imparando a soffrire senza smettere di giocare.
E in una Nations League che mette in palio un posto nei quarti di finale, potrebbe essere proprio questa la qualità più importante da conservare.


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