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L’Italia conquista l’argento, ma resta l’amarezza: il sogno europeo si spezza al tie-break

L’Italia conquista la medaglia d’argento agli Europei di volley femminile 2026, ma a Istanbul resta un’amarezza difficile da nascondere. Il sogno del titolo continentale si è spezzato al quinto set, dopo una finale che le Azzurre avevano iniziato con grande autorità e che sembrava poter prendere la direzione desiderata. La Turchia, però, ha rimontato, ha sfruttato il fattore campo e ha chiuso la partita sul 3-2: 16-25, 25-22, 12-25, 25-21, 15-10. 
È una sconfitta che fa male proprio perché arrivata alla fine di un percorso straordinario. L’Italia era arrivata a Istanbul da campione olimpica e mondiale in carica, aveva vinto tutte le otto partite precedenti dell’Europeo e aveva appena eliminato la Polonia in semifinale. Per nove partite consecutive le Azzurre avevano costruito un cammino quasi perfetto. La nona, però, era quella che assegnava il titolo.
E quella nona partita ha premiato la Turchia.

L’inizio sembrava quello del sogno

La finale della Sinan Erdem Sports Hall è iniziata nel modo migliore possibile per l’Italia.
Le Azzurre hanno aggredito la partita, mettendo immediatamente pressione alla formazione di Daniele Santarelli. Il primo set è stato un messaggio chiarissimo: 25-16 per l’Italia.
La squadra di Julio Velasco sembrava avere in mano il controllo della partita. Ricezione, muro e attacco funzionavano, mentre la Turchia faticava a trovare continuità.
Anche nel secondo set l’Italia è partita bene. Le Azzurre hanno avuto un vantaggio importante, arrivando avanti 12-6, e per lunghi tratti sembrava che la finale potesse incanalarsi verso una vittoria azzurra.
Poi è arrivata la reazione turca.
La squadra di Santarelli ha iniziato a recuperare punto dopo punto, fino a ribaltare completamente il parziale e chiuderlo 25-22.
La finale era nuovamente aperta.

Il terzo set riaccende l’illusione

Se il secondo set aveva riportato la Turchia in partita, il terzo aveva nuovamente fatto pensare a un’Italia dominante.
Le Azzurre sono tornate in campo con una determinazione impressionante e hanno letteralmente travolto le padrone di casa.
Il risultato, 25-12, dice praticamente tutto.
L’Italia si è portata avanti 2-1 e sembrava avere ritrovato quella superiorità mostrata all’inizio.
A quel punto mancava un solo set.
Un solo set per conquistare il quarto titolo europeo della storia della Nazionale.
Un solo set per completare una delle più grandi imprese della pallavolo femminile italiana.
Ma la Turchia non aveva ancora finito.

Il quarto set cambia nuovamente la storia della partita

Nel quarto parziale sono state le padrone di casa a partire meglio.
La Turchia ha preso rapidamente il largo, arrivando anche a un vantaggio importante. L’Italia ha provato a reagire, ha accorciato le distanze e ha cercato di riaprire completamente il set.
Ma questa volta la rimonta non è arrivata fino in fondo.
La Turchia ha chiuso 25-21 e ha portato la finale al tie-break.
Ed è proprio qui che si concentra gran parte dell’amarezza azzurra.
Perché l’Italia aveva già dimostrato innumerevoli volte di saper vincere le partite più difficili, di saper rimontare e di trovare la soluzione nei momenti di maggiore pressione.
Questa volta, invece, la soluzione l’ha trovata la Turchia.

Il tie-break: il sogno si spezza

Il quinto set è stato quello decisivo.
La Turchia ha iniziato con maggiore lucidità, mentre l’Italia ha dovuto inseguire.
Il pubblico della Sinan Erdem Sports Hall ha spinto le padrone di casa punto dopo punto. Oltre 17mila spettatori hanno trasformato il palazzetto in una spinta continua verso il titolo.
Le Azzurre hanno provato a restare dentro la partita, ma nel momento decisivo la Turchia è riuscita a essere più cinica.
Il 15-10 finale ha fatto calare il sipario sulla finale.
Turchia campione d’Europa. Italia medaglia d’argento.
Melissa Vargas ha chiuso con 29 punti, mentre Paola Egonu è stata la miglior realizzatrice italiana con 28, seguita da Ekaterina Antropova con 16 e Myriam Sylla con 13. 
Numeri importanti, ma che non possono raccontare da soli una finale così complessa.

L’amarezza è enorme, ed è normale che sia così

Non bisogna nascondere l’amarezza.
Anzi, sarebbe sbagliato farlo.
Queste ragazze erano arrivate a Istanbul per vincere. Dopo l’oro olimpico di Parigi 2024 e il titolo mondiale conquistato in Thailandia nel 2025, l’Europeo rappresentava l’ultimo grande tassello di una possibile tripla corona.
Olimpiadi.
Mondiali.
Europei.
Tutti contemporaneamente.
Un’impresa riuscita nella storia della pallavolo femminile soltanto all’Unione Sovietica.
L’Italia era a una partita dal riuscirci.
Ora quella possibilità è sfumata.
La Turchia ha conquistato il titolo e anche il pass diretto per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Anche questo era un obiettivo enorme per le Azzurre.
La qualificazione olimpica diretta era infatti in palio nella finale e ora l’Italia dovrà conquistarsi il posto ai prossimi appuntamenti di qualificazione.

Si interrompe una striscia straordinaria

La sconfitta di Istanbul porta con sé anche alcuni numeri che raccontano quanto fosse eccezionale il percorso dell’Italia.
Prima della finale, le Azzurre avevano vinto 39 partite consecutive contro Nazionali europee nelle competizioni ufficiali.
L’ultima sconfitta contro una formazione europea era arrivata il 14 maggio 2024, quando la Polonia aveva battuto l’Italia 3-0 nella VNL ad Ankara.
La Turchia ha interrotto quella serie.
Ma non è tutto.
La finale ha anche interrotto una striscia di 21 vittorie consecutive dell’Italia nei tre grandi appuntamenti internazionali: Giochi Olimpici, Campionati Mondiali ed Europei.
Dopo la sconfitta contro i Paesi Bassi nella finale per il bronzo dell’Europeo 2023, l’Italia aveva vinto tutte le sei partite disputate a Parigi 2024, tutte le sette partite del Mondiale 2025 e le prime otto di EuroVolley 2026.
Ventuno vittorie consecutive.
Poi è arrivata Istanbul.

Ma una sconfitta non cancella ciò che è stato costruito

Ed è proprio questo il punto dal quale bisogna ripartire.
L’Italia ha perso una finale.
Non ha perso il proprio valore.
Non ha perso la propria identità.
Non ha perso ciò che ha conquistato negli ultimi anni.
Dal 2024 questa Nazionale ha vissuto una fase straordinaria: oro nella VNL 2024, oro olimpico a Parigi, oro nella VNL 2025, titolo mondiale nel 2025, bronzo nella VNL 2026 e ora argento europeo.
Il risultato di Istanbul non può cancellare tutto questo.
La medaglia d’argento è certamente diversa dall’oro che le Azzurre volevano, ma rimane una medaglia conquistata in una delle competizioni più importanti del calendario internazionale.
E soprattutto è arrivata dopo nove partite, con otto vittorie consecutive prima della finale.
L’Italia ha vinto la propria Pool D con cinque successi su cinque, ha battuto la Bulgaria negli ottavi, la Svezia nei quarti, la Polonia in semifinale e ha giocato per l’oro fino all’ultimo pallone.
Questo non è un fallimento.
È una sconfitta.
E sono due cose profondamente diverse.

La Turchia è stata più forte nel momento decisivo

Onore alle avversarie.
La Turchia ha giocato una finale di altissimo livello, soprattutto quando sembrava essere con le spalle al muro.
Dopo aver perso il primo e il terzo set, le padrone di casa hanno trovato la forza per reagire due volte.
E nel quinto set sono state più lucide.
Daniele Santarelli ha conquistato così il suo secondo titolo europeo consecutivo alla guida della Turchia, mentre la Nazionale turca ha confermato il titolo conquistato nel 2023.
Per Melissa Vargas è arrivato il riconoscimento di MVP del torneo.
Non ci sono alibi da cercare.
L’Italia ha avuto le proprie occasioni, la Turchia le ha sfruttate meglio.
È lo sport.
Ed è proprio per questo che una sconfitta del genere deve diventare materiale per ripartire, non per distruggere quanto costruito.

L’Italia resta sul podio europeo

Con l’argento di Istanbul, l’Italia torna sul podio europeo dopo cinque anni.
È la nona medaglia complessiva della Nazionale femminile ai Campionati Europei.
Il bilancio è ora di:
  • 3 ori: 2007, 2009, 2021
  • 3 argenti: 2001, 2005, 2026
  • 3 bronzi: 1989, 1999, 2019
L’Italia ha inoltre raggiunto la sua sesta finale europea, dopo quelle del 2001, 2005, 2007, 2009 e 2021.
Il quarto titolo non è arrivato.
Ma la storia europea dell’Italia continua ad avere numeri straordinari. 

Velasco, complimenti per una pagina di storia

In una giornata come questa è doveroso dedicare un capitolo particolare a Julio Velasco.
Perché la finale persa non deve oscurare il traguardo storico raggiunto dal tecnico azzurro.
Velasco è diventato il primo allenatore nella storia a raggiungere una finale dei Campionati Europei sia nel torneo maschile sia in quello femminile.
Con l’Italia maschile aveva raggiunto quattro finali europee, vincendone tre: 1989, 1993 e 1995.
A Istanbul ha aggiunto la prima finale europea sulla panchina della Nazionale femminile.
E lo ha fatto a 74 anni e 209 giorni, diventando anche il tecnico più anziano ad aver guidato una squadra in una finale europea. 
Sono traguardi che meritano rispetto.
E meritano soprattutto un riconoscimento che non può dipendere dal risultato dell’ultimo pallone.
A Velasco vanno quindi i complimenti per ciò che ha costruito e continua a costruire.
Dal suo ritorno sulla panchina femminile, l’Italia ha conquistato l’oro nella VNL 2024, l’oro olimpico, la VNL 2025, il titolo mondiale 2025, il bronzo VNL 2026 e ora l’argento europeo. La FIPAV riporta inoltre, nel complesso delle sue esperienze sulla panchina della Nazionale femminile, 118 partite e 97 vittorie. 

Complimenti a tutte le Azzurre

E poi ci sono loro.
Le giocatrici.
Quelle che scendono in campo.
Quelle che vengono celebrate quando vincono e spesso dimenticate troppo velocemente quando perdono.
A Anna Danesi, capitana.
Ad Alessia Orro, regista di una Nazionale che ha giocato partite memorabili.
A Paola Egonu, ancora una volta protagonista nei momenti più importanti.
A Ekaterina Antropova, sempre più centrale nel progetto azzurro.
A Myriam Sylla, simbolo di leadership, carattere e continuità.
A Sarah Fahr, Anna Danesi e Denise Meli, fondamentali al centro.
A tutte le palleggiatrici, schiacciatrici, centrali, opposte e liberi.
E a tutte le ragazze che hanno fatto parte di questo gruppo, anche quando non erano in campo.
Perché una squadra non è soltanto chi mette a terra l’ultimo pallone.
È un gruppo.
È uno staff.
È chi lavora in palestra.
È chi prepara una partita.
È chi studia l’avversaria.
È chi recupera da un infortunio.
È chi entra per pochi punti e deve essere immediatamente pronta.
È chi sostiene le compagne dalla panchina.
Ed è proprio per questo che tutti i componenti della Nazionale meritano complimenti.
Hanno dimostrato partita dopo partita di essere a un livello altissimo.

Il palmarès: la storia che nessuna finale può cancellare

Per comprendere davvero quanto sia importante questa Nazionale bisogna guardare anche il palmarès complessivo.

Giochi Olimpici

  • Oro: Parigi 2024
Quello di Parigi è stato il primo storico oro olimpico della Nazionale femminile italiana. 

Campionati del Mondo

  • Oro: 2002, 2025
  • Argento: 2018
  • Bronzo: 2022

Campionati Europei

  • Oro: 2007, 2009, 2021
  • Argento: 2001, 2005, 2026
  • Bronzo: 1989, 1999, 2019

Volleyball Nations League

  • Oro: 2022, 2024, 2025
  • Bronzo: 2026

World Cup

  • Oro: 2007, 2011

World Grand Prix

L’Italia non ha mai vinto il World Grand Prix, ma ha conquistato sette podi:
  • Argento: 2004, 2005, 2017
  • Bronzo: 2006, 2007, 2008, 2010

Giochi del Mediterraneo

  • Oro: 1979, 1983, 1991, 1997, 2001, 2009, 2013, 2022
  • Argento: 1975, 2026
  • Bronzo: 1987, 2005
Il palmarès, quindi, racconta una storia molto più ampia della sola finale persa a Istanbul.

Il sogno è spezzato, non il progetto

La frase più semplice forse è anche quella più importante.
Il sogno europeo è finito. Il progetto azzurro no.
La Turchia ha conquistato il titolo.
L’Italia torna a casa con l’argento.
Resta il dolore per una finale che sembrava poter prendere un’altra direzione. Resta il rimpianto per il secondo set perso dopo il vantaggio iniziale. Resta il quarto set in cui la rimonta non è stata completata. Resta soprattutto quel tie-break, 15-10, che ha consegnato alla Turchia il trofeo.
Ma resta anche tutto il resto.
Un oro olimpico.
Un titolo mondiale.
Tre VNL.
Tre Europei.
Due World Cup.
Decine di podi internazionali.
E una Nazionale che continua a presentarsi ai grandi appuntamenti come una delle squadre più forti del mondo.
La sconfitta di Istanbul non cancella tutto questo.
Lo rende, forse, ancora più umano.
Perché nello sport non esistono squadre invincibili.
Esistono squadre che sanno tornare.
E questa Italia ha già dimostrato di saperlo fare.

Ora bisogna ripartire

Il prossimo passo sarà trasformare l’amarezza in lavoro.
Analizzare gli errori.
Capire cosa non ha funzionato.
Studiare la Turchia.
Preparare il prossimo appuntamento.
E soprattutto mantenere intatta la consapevolezza di essere una Nazionale capace di competere per i titoli più importanti.
La medaglia d’argento non è quella che le Azzurre volevano.
Ma è quella che hanno conquistato.
E nessuno gliel'ha regalata.
Come ha ricordato Myriam Sylla dopo la finale, l’Italia è arrivata fino a Istanbul con le proprie forze, attraverso lavoro e sacrificio.
Per questo oggi si può essere amareggiati.
Si può essere delusi.
Si può piangere una finale persa.
Ma si deve anche essere orgogliosi.
Orgogliosi di questa Nazionale. Orgogliosi di Velasco. Orgogliosi di ogni componente della squadra.
Perché perdere una finale fa male.
Ma arrivare continuamente a giocarsi le finali è il segnale che una grande squadra esiste davvero.

I precedenti articoli:

Per ripercorrere il cammino delle Azzurre fino alla finale, vi invitiamo a leggere anche il precedente articolo:
 
 
E per rivivere la grande vittoria nei quarti di finale:
 
 
Grazie Azzurre. Grazie Velasco. La storia continua.

Fonti principali:

 

Share:

Volley: l’Italia vola in finale

L’Italia vola in finale agli Europei di volley femminile 2026. Le Azzurre di Julio Velasco hanno superato la Polonia per 3-1 nella semifinale disputata sabato 5 settembre alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul, conquistando così l’accesso alla sfida per l’oro continentale. I parziali raccontano una partita intensa ma sostanzialmente controllata dalla Nazionale italiana: 25-19, 25-19, 21-25, 25-16. Domenica 6 settembre, alle ore 18 italiane, l’Italia affronterà la Turchia padrona di casa e campione d’Europa in carica. In palio non ci sarà soltanto il titolo continentale, ma anche la qualificazione diretta ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. 

Italia in finale: una marcia quasi perfetta

Il cammino dell’Italia agli Europei 2026 è arrivato all’ultimo atto senza conoscere sconfitte. Prima della semifinale contro la Polonia, le Azzurre avevano vinto tutte le sette partite disputate: cinque nella Pool D, l’ottavo di finale contro la Bulgaria e il quarto di finale contro la Svezia. Con il successo sulla Polonia sono diventate otto le vittorie consecutive nel torneo.
Il percorso era iniziato a Göteborg con il 3-0 sulla Croazia, seguito dal 3-0 al Montenegro e dal 3-0 alla Svezia. Poi erano arrivati il 3-0 contro la Slovacchia e il 3-1 contro la Francia, risultato che aveva permesso all’Italia di chiudere la Pool D al primo posto. Negli ottavi di finale, a Brno, le Azzurre avevano superato la Bulgaria 3-0. Nei quarti, ancora a Brno, era arrivata una sfida molto più complicata contro la Svezia, vinta 3-1. Infine Istanbul e la semifinale contro la Polonia. 

La semifinale contro la Polonia

A Istanbul l’Italia ha iniziato la semifinale con grande autorità. Nel primo set le Azzurre hanno preso progressivamente il controllo della partita, con Paola Egonu protagonista e una fase di muro particolarmente efficace. Il 25-19 ha dato subito alla squadra di Velasco un vantaggio importante.
Anche il secondo parziale ha seguito una traiettoria favorevole all’Italia. La Polonia ha provato a rimanere agganciata al punteggio, ma le Azzurre hanno trovato continuità in attacco e soprattutto la capacità di sfruttare le occasioni nei momenti più delicati. Un altro 25-19 ha portato l’Italia avanti 2-0.
La partita, però, non era ancora finita.
Nel terzo set la Polonia ha reagito con maggiore aggressività. Le biancorosse sono partite forte, arrivando a costruire un vantaggio significativo. L’Italia ha provato a ricucire lo strappo e si è riportata a contatto, ma la formazione polacca ha mantenuto abbastanza sangue freddo da chiudere 25-21 e riaprire la semifinale. 
Il quarto set è stato quello della risposta definitiva. L’Italia è ripartita immediatamente con maggiore intensità, portandosi avanti e impedendo alla Polonia di trasformare il momento positivo del terzo parziale in una rimonta completa. Il servizio, il muro e il contrattacco hanno nuovamente funzionato e le Azzurre hanno allungato fino al 25-16.
La festa è così potuta iniziare: Italia in finale, Polonia battuta 3-1.

Egonu, Antropova e Danesi: i numeri corretti

Anche sul tabellino è importante fare chiarezza.
La miglior realizzatrice italiana della semifinale è stata Paola Egonu con 20 punti. Alle sue spalle Ekaterina Antropova con 14 e Anna Danesi con 13. Per la Polonia, invece, Julia Szczurowska ha chiuso con 15 punti. Sono questi i numeri riportati dalla CEV nel resoconto ufficiale della semifinale. 
Il dato di Egonu è particolarmente significativo perché conferma il ruolo centrale dell’opposta azzurra nei momenti decisivi del torneo. Ma la semifinale non è stata soltanto la partita di una singola giocatrice. L’Italia ha costruito il successo attraverso una prestazione collettiva, alternando qualità offensiva, servizio, muro e capacità di reagire dopo il passaggio a vuoto del terzo set.
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della Nazionale di Velasco: anche quando la partita cambia ritmo, la squadra riesce a ritrovare rapidamente la propria identità.

Il muro azzurro ha fatto la differenza

Uno dei temi centrali della semifinale è stato il rendimento del muro italiano. La fase a rete ha permesso alle Azzurre di interrompere diversi tentativi di costruzione della Polonia e di trasformare alcune situazioni difensive in punti immediati.
La CEV ha sottolineato la qualità della prova italiana nei momenti in cui il servizio e il muro hanno contribuito maggiormente a spezzare il ritmo delle avversarie. L’Italia ha così potuto affrontare il quarto set senza dover ricorrere al tie-break, evitando il rischio di una partita completamente riaperta. 
La capacità di chiudere in quattro set assume ancora più valore considerando la posta in palio. Una semifinale europea può trasformarsi rapidamente in una partita di nervi, soprattutto quando una squadra ha appena perso un parziale dopo essere stata avanti 2-0. L’Italia, invece, ha reagito immediatamente.

La sesta finale europea della storia

Con la vittoria sulla Polonia, l’Italia ha raggiunto la sesta finale della propria storia agli Europei femminili.
Le precedenti finali erano state quelle del 2001, 2005, 2007, 2009 e 2021. L’Italia ha conquistato il titolo continentale nel 2007, nel 2009 e nel 2021. Quella di Istanbul sarà dunque l’occasione per andare alla ricerca del quarto oro europeo. 
Il dato racconta bene la continuità raggiunta dalla Nazionale negli ultimi anni. Dopo il titolo olimpico conquistato a Parigi 2024 e il titolo mondiale del 2025, l’Italia si presenta alla finale europea da campione in carica anche a livello olimpico e mondiale.
La vittoria contro la Polonia ha inoltre portato a 39 la serie di successi consecutivi dell’Italia contro avversarie europee nelle competizioni ufficiali, secondo i dati FIPAV. L’ultima sconfitta contro una Nazionale europea risaliva al 14 maggio 2024, proprio contro la Polonia, nella VNL. 

Velasco scrive un’altra pagina di storia

La finale di Istanbul avrà un significato particolare anche per Julio Velasco.
Il tecnico italiano è infatti diventato il primo allenatore nella storia a raggiungere una finale dei Campionati Europei sia nel torneo maschile sia in quello femminile. Con la Nazionale maschile aveva già disputato quattro finali europee, vincendone tre, nel 1989, nel 1993 e nel 1995.
Ora, alla guida delle Azzurre, Velasco ha riportato l’Italia in finale a distanza di cinque anni dall’oro conquistato a Belgrado nel 2021. 
È un altro tassello di una carriera straordinaria, ma la sfida di Istanbul avrà soprattutto un obiettivo concreto: provare a conquistare un altro titolo con la Nazionale femminile.

Italia-Turchia: una finale da non perdere

Dall’altra parte della rete ci sarà la Turchia, padrona di casa e campione d’Europa in carica.
La formazione allenata da Daniele Santarelli ha raggiunto la finale dopo aver battuto la Serbia 3-0 in semifinale. Nel torneo ha ottenuto sette vittorie su otto partite, perdendo soltanto contro la Polonia nella Pool A, al termine di un combattutissimo 3-2. 
La Turchia arriva inoltre all’appuntamento forte di un gruppo di giocatrici di altissimo livello, a partire da Melissa Vargas, miglior realizzatrice turca nel torneo con 167 punti. L’opposta turca ha già avuto un ruolo determinante nella finale mondiale del 2025, vinta dall’Italia 3-2 a Bangkok.
E proprio quel precedente rende ancora più interessante la sfida di Istanbul. Le due Nazionali si ritrovano nuovamente una contro l’altra in una partita che assegna un titolo.

Italia-Turchia, una rivalità sempre più importante

Quella di domenica sarà la 79ª sfida complessiva tra Italia e Turchia, con le Azzurre avanti 57-21 negli scontri diretti. Sarà inoltre il decimo confronto nella storia dei Campionati Europei.
La Turchia ha vinto gli ultimi tre precedenti continentali, tutti al tie-break, compresa la semifinale del 2023. Ma dal 2023 in poi l’Italia ha vinto tutti i sei confronti ufficiali successivi contro la Turchia: VNL 2024, due partite ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, VNL 2025, finale mondiale 2025 e VNL 2026. 
La finale, quindi, non sarà soltanto una sfida tra due squadre fortissime. Sarà anche un nuovo capitolo di una rivalità diventata centrale nella pallavolo femminile internazionale.

In palio c'è anche Los Angeles 2028

Il titolo europeo non sarà l’unico premio della giornata.
La vincitrice di EuroVolley 2026 otterrà infatti la qualificazione diretta ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Per entrambe le Nazionali è quindi una partita dal peso enorme.
L’Italia è già campione olimpica in carica dopo lo storico oro conquistato a Parigi 2024, ma il pass per Los Angeles rappresenterebbe un ulteriore tassello nella programmazione del prossimo ciclo olimpico. 
Per le Azzurre, inoltre, una vittoria permetterebbe di realizzare qualcosa di rarissimo nella storia della pallavolo femminile: detenere contemporaneamente il titolo olimpico, quello mondiale e quello europeo. Secondo la FIPAV, l’unica Nazionale ad aver già raggiunto questo risultato è stata l’Unione Sovietica.

La finale di Istanbul

L’appuntamento è dunque fissato per domenica 6 settembre alle ore 18:00 italiane alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul.
La partita sarà trasmessa in Italia su Rai 1, Sky Sport Uno, Sky Sport Arena e DAZN, secondo la guida ufficiale FIPAV aggiornata alla vigilia della finale. 
Italia e Turchia arrivano alla partita con motivazioni enormi. Da una parte le Azzurre, ancora imbattute in questo Europeo e determinate a conquistare il quarto titolo continentale. Dall’altra le padrone di casa, campionesse d’Europa in carica, sostenute dal pubblico di Istanbul e intenzionate a confermare il titolo conquistato nel 2023.
Il pronostico, almeno sulla carta, conta poco. La finale europea è una partita diversa da tutte le altre.
L’Italia ha già dimostrato di saper soffrire, reagire e vincere. Contro la Svezia nei quarti è stata costretta a rimontare dopo il primo set perso. Contro la Polonia ha invece dominato i primi due parziali, ha subito la reazione avversaria nel terzo e ha immediatamente risposto nel quarto.
Ora manca l’ultimo passo.
 
L’Italia è in finale. La Turchia è l’ultima avversaria. In palio ci sono l’oro europeo, il pass olimpico per Los Angeles 2028 e la possibilità di entrare ancora più profondamente nella storia della pallavolo femminile.

Per approfondire:

Per ricostruire il percorso delle Azzurre fino alla semifinale, puoi leggere anche il precedente articolo:
 
 
E puoi rivedere il video della precedente vittoria storica dell’Italia:
 

Fonti principali:

 
 

 

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ITALIA-SVEZIA 3-1, LE AZZURRE VOLANO IN SEMIFINALE AGLI EUROPEI DI VOLLEY 2026


Brno, 2 settembre 2026. L’Italia non si ferma. Le Azzurre superano anche la Svezia, ma questa volta devono soffrire, reagire e rimontare prima di conquistare uno dei quattro posti disponibili per le semifinali del CEV Trendyol EuroVolley 2026. Al BVV Exhibition Centre di Brno finisce Italia-Svezia 3-1, con i parziali di 21-25, 26-24, 25-21, 25-23.
È una vittoria pesante, forse ancora più significativa proprio perché arrivata dopo una partita complicata. La Nazionale di Julio Velasco non trova immediatamente il proprio ritmo, perde il primo set e nel secondo è costretta a rimanere aggrappata alla partita fino ai vantaggi. Poi cambia qualcosa: cresce la qualità delle difese, aumenta la continuità degli attacchi e soprattutto l’Italia ritrova quella capacità di restare dentro gli scambi che nei momenti decisivi fa la differenza.
Il risultato permette alle campionesse del mondo di raggiungere la semifinale degli Europei, in programma a Istanbul il 5 settembre. Per l’Italia è la tredicesima semifinale nella storia della manifestazione continentale. L’ultima presenza tra le migliori quattro risaliva al 2023. 

Una partita diversa dalle precedenti

Italia e Svezia si erano già incontrate durante la fase a gironi. Il 23 agosto, a Göteborg, le Azzurre avevano dominato imponendosi 3-0. Il quarto di finale di Brno, però, racconta una storia completamente diversa.
La Svezia entra in campo senza timori e soprattutto trova in Isabelle Haak un riferimento offensivo straordinario. L’opposta svedese diventa immediatamente il problema principale per la difesa italiana, riuscendo a trovare soluzioni da diverse zone del campo e mettendo sotto pressione la ricezione azzurra.
L’Italia parte bene, costruisce un primo vantaggio e sembra poter prendere il controllo. Ma la Svezia non si scompone. Sul 14-14 il match torna completamente in equilibrio, poi le scandinave riescono a mettere la testa avanti. Haak continua a trovare punti pesanti, il muro svedese diventa efficace e l’Italia non riesce a chiudere le azioni nei momenti più importanti.
Il primo set finisce 25-21 per la Svezia.
Per Velasco è subito necessario trovare una soluzione. Non tanto dal punto di vista della potenza offensiva, perché Egonu e Antropova stanno comunque producendo, quanto nella gestione dei momenti di difficoltà e nella capacità di limitare le giocate di Haak.

Il secondo set è la svolta

Il secondo parziale diventa il vero crocevia della partita.
La Svezia parte ancora forte e si porta avanti 3-0. L’Italia però reagisce. Le difese di Eleonora Fersino permettono alle Azzurre di rimanere attaccate all'avversaria, mentre Paola Egonu ed Ekaterina Antropova iniziano a trovare continuità.
Velasco inserisce anche Gaia Giovannini, chiamata a dare maggiore solidità alla seconda linea. Ed è proprio una sua giocata difensiva a diventare uno dei momenti simbolici della partita.
Giovannini riesce a recuperare un pallone complicatissimo su Haak, un intervento che non finisce direttamente sul tabellone ma che trasmette energia alla squadra. È uno di quei punti che nel volley possono valere molto più del singolo risultato dell'azione: una difesa spettacolare, una palla rimessa in gioco e la sensazione che l'Italia possa ancora cambiare la partita.
Anche la lettura della gara cambia.
Le Azzurre passano avanti, arrivano sul 16-14, ma la Svezia torna ancora una volta sotto. Haak continua a colpire e porta le scandinave sul 21-23.
Qui arriva la risposta delle campionesse del mondo.
Egonu firma il 22-23, poi trova il punto del 23-23 con una parallela di grande qualità. Antropova conquista il set point sul 24-23. La Svezia riesce a pareggiare, ma l'Italia non perde la calma e proprio Antropova chiude il parziale sul 26-24.
È l'episodio che rimette in equilibrio la partita e soprattutto restituisce fiducia alla squadra di Velasco. 

Egonu e Antropova cambiano la partita

Dal terzo set l'Italia appare più sicura.
Le Azzurre iniziano il parziale con un'importante accelerazione e si portano avanti 7-2. Sarah Fahr contribuisce con le sue giocate al centro, Sylla continua a essere preziosa nei momenti delicati e Antropova garantisce una presenza offensiva costante.
La Svezia, tuttavia, non esce dalla partita.
Haak continua a rappresentare una minaccia enorme e le scandinave riescono progressivamente a ridurre lo svantaggio. L'Italia deve quindi evitare di concedere troppi punti consecutivi e soprattutto mantenere la concentrazione.
Sul 20-18 la sfida è ancora aperta. Poi arriva il momento di Paola Egonu.
L'opposta azzurra aumenta la propria presenza proprio nella parte conclusiva del set e contribuisce alla conquista del 25-21, che porta l'Italia avanti 2-1.
Il quarto set sembra inizialmente indirizzato ancora più nettamente verso le Azzurre. L'Italia arriva sul 17-12, mostrando una pallavolo più ordinata e aggressiva. Orro riesce a distribuire meglio il gioco e Fersino continua a garantire una grande quantità di palloni in difesa.
Ma la Svezia ha ancora una volta una reazione.
Haak non vuole arrendersi e trascina le compagne. Le scandinave recuperano terreno fino a ribaltare la situazione sul 22-20. In quel momento l'Italia potrebbe accusare il colpo, ma succede l'esatto contrario.
Le Azzurre restano unite, pareggiano sul 22-22 e tornano a giocare con maggiore lucidità.
Poi arriva il muro di Myriam Sylla su Haak, una delle azioni più importanti del finale.
L'Italia conquista il match point e, dopo un'ultima reazione svedese, chiude sul 25-23. È proprio Sylla a firmare il punto che manda la Nazionale in semifinale. 

Egonu 27 punti, Antropova 22: le stelle rispondono

Le statistiche raccontano una partita nella partita.
Paola Egonu chiude con 27 punti, mentre Ekaterina Antropova ne realizza 22. Myriam Sylla contribuisce con 14 punti, mentre Sarah Fahr ne mette a referto 9. Alessia Orro chiude con 4 punti e Denise Meli, entrata nel corso della sfida, ne realizza 1.
Dall'altra parte della rete, però, c'è una Isabelle Haak semplicemente straordinaria.
L'opposta svedese termina il quarto di finale con 43 punti, diventando la grande protagonista individuale della squadra di Lorenzo Micelli. La prestazione è talmente importante da entrare nella storia della competizione: la CEV segnala infatti il nuovo record per punti realizzati da una singola giocatrice in una stessa edizione degli Europei, considerando il periodo dal 2011 in avanti. 
Questo rende ancora più importante la vittoria italiana. Le Azzurre non hanno semplicemente superato una Svezia già conosciuta: hanno dovuto trovare una soluzione contro una giocatrice capace di segnare praticamente da ogni posizione.

Fersino, Orro e il valore del lavoro sporco

La partita non si spiega soltanto con i 27 punti di Egonu.
Uno degli elementi più importanti della vittoria è stato il lavoro della seconda linea. Eleonora Fersino ha offerto una prestazione molto importante, intervenendo ripetutamente negli scambi lunghi e permettendo all'Italia di trasformare alcune azioni difensive in opportunità offensive.
Anche Alessia Orro ha avuto un ruolo fondamentale, pur attraversando una serata non semplice nella distribuzione. La Gazzetta, nelle proprie pagelle, ha evidenziato proprio le difficoltà della palleggiatrice nel trovare con continuità la soluzione migliore, assegnandole 5,5. Al tempo stesso, però, la sua crescita difensiva nel finale è stata sottolineata anche dallo stesso Velasco. 
È un dettaglio importante perché racconta bene la natura della partita.
L'Italia non ha vinto soltanto quando tutto ha funzionato. Ha vinto anche quando qualcosa non funzionava perfettamente.
Ed è probabilmente questo l'aspetto più incoraggiante in vista della semifinale.

Velasco: “Ci serve più lucidità”

Al termine della partita, Velasco non nasconde le difficoltà.
Il commissario tecnico riconosce la forza della Svezia e soprattutto la prestazione di Haak, ma individua anche un aspetto sul quale l'Italia dovrà lavorare in vista della semifinale: la lucidità nei momenti di maggiore pressione.
Secondo il tecnico, quando una squadra avversaria riesce a mettere in difficoltà le Azzurre, non basta aumentare la determinazione. Serve anche mantenere calma e precisione.
È una considerazione particolarmente significativa perché arriva dopo una vittoria.
Velasco non guarda soltanto al risultato, ma utilizza il quarto di finale come indicazione per il prossimo appuntamento. L'Italia ha dimostrato di avere carattere, ma a Istanbul servirà probabilmente una gestione ancora più precisa dei momenti delicati. 

Sette vittorie consecutive: il cammino continua

Con il successo sulla Svezia, l'Italia porta a sette le vittorie consecutive in questo EuroVolley.
Il percorso è stato praticamente perfetto.
Nella fase a gironi le Azzurre hanno chiuso al primo posto della Pool D, vincendo tutte le cinque partite. Sono arrivati i successi contro Croazia, Montenegro, Svezia, Slovacchia e Francia.
Agli ottavi di finale è arrivato il netto 3-0 contro la Bulgaria.
Poi il quarto di finale contro la Svezia, vinto 3-1.
Il dato più interessante è che l'Italia ha superato entrambe le avversarie incontrate nella fase a eliminazione diretta senza perdere il controllo del proprio percorso, pur dovendo affrontare contro la Svezia la prima vera situazione di difficoltà.
La Nazionale resta quindi imbattuta e ora si trova a due partite dall'eventuale conquista del titolo europeo.

Istanbul aspetta le Azzurre

Il prossimo appuntamento sarà a Istanbul il 5 settembre.
L'avversaria dell'Italia sarà la vincente del quarto di finale Polonia-Olanda, in programma oggi, 3 settembre, alle ore 15 italiane alla Sinan Erdem Sports Hall.
La Polonia arriva alla sfida dopo aver vinto la propria Pool A e dopo aver superato il Portogallo 3-0 agli ottavi. L'Olanda, invece, ha avuto bisogno di cinque set per eliminare la Slovenia, imponendosi 3-2. 
Il quadro dall'altra parte del tabellone è già definito solo in parte.
La Serbia ha infatti battuto la Grecia 3-0 e ha conquistato la semifinale. Le serbe affronteranno la vincente del quarto di finale tra Germania e Turchia, in programma il 3 settembre alle 18 italiane.
Le semifinali sono entrambe previste a Istanbul il 5 settembre, mentre il 6 settembre sono in programma la finale per il terzo posto e la finale per il titolo. 

L'obiettivo adesso è ancora più grande

La qualificazione alla semifinale rappresenta già un risultato importante, ma per questa Italia non sembra essere sufficiente.
Le Azzurre arrivano alla fase decisiva dell'Europeo con un percorso immacolato, sette vittorie consecutive e la consapevolezza di aver appena superato uno dei quarti di finale più complicati del torneo.
La Svezia ha messo in evidenza alcune vulnerabilità. Haak ha trovato una quantità enorme di punti, la ricezione italiana ha dovuto lavorare sotto pressione e in alcuni momenti la distribuzione offensiva non è stata perfetta.
Eppure l'Italia ha reagito.
È proprio questa reazione il segnale più forte della notte di Brno.
Perdere il primo set, trovarsi sotto nel secondo, rischiare di perdere il controllo nel quarto e riuscire comunque a chiudere 3-1 significa avere una squadra capace di cambiare partita mentre la partita è ancora in corso.
Ora arriva Istanbul.
L'Italia conoscerà la propria avversaria dopo Polonia-Olanda e potrà preparare una semifinale che vale l'accesso alla finale europea.
Le Azzurre sono tra le prime quattro d'Europa. Ma il messaggio di Velasco è già chiaro: essere in semifinale non basta.
L'Italia vuole continuare a vincere.

FONTI PRINCIPALI: 

 

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Serie A 2026/27, 2ª giornata: Roma inarrestabile, sei squadre a punteggio pieno e il Como sorprende Napoli

La seconda giornata della Serie A 2026/2027 ha confermato alcune delle sensazioni emerse al debutto, ma ha anche aperto scenari completamente nuovi. Dopo dieci partite e 31 gol complessivi nelle prime due giornate, la classifica comincia già a delineare un primo gruppo di squadre capaci di mantenere il passo perfetto: Roma, Inter, Milan, Juventus, Atalanta e Lazio sono tutte a quota 6 punti.
A guidare la graduatoria è la Roma di Gian Piero Gasperini, protagonista di un altro 4-0 dopo quello rifilato alla Fiorentina nella giornata inaugurale. I giallorossi hanno segnato otto gol in due partite senza subirne nemmeno uno. Una partenza impressionante, ulteriormente valorizzata dalla forma di Donyell Malen, già arrivato a cinque reti in campionato.
Alle spalle della Roma ci sono Inter, Milan, Juventus, Atalanta e Lazio. L'Inter ha vinto ancora una volta di misura, così come Milan, Juventus e Lazio, mentre l'Atalanta ha trovato il successo sul Bologna soltanto al 96'. Più indietro, invece, il Napoli ha incassato la prima sconfitta stagionale contro un Como capace di imporsi al Maradona per 2-1.
La giornata ha quindi prodotto una fotografia molto interessante: da una parte le sei squadre ancora imbattute e a punteggio pieno, dall'altra un gruppo già costretto a inseguire. Tra le sorprese più evidenti spiccano anche il Frosinone, autore di un clamoroso 3-0 a Firenze, e l'Udinese, vittoriosa 3-2 sul campo del Monza.

Roma, Malen ancora protagonista: altro poker e vetta della classifica

Il risultato più importante della giornata arriva dal Via del Mare, dove la Roma ha battuto il Lecce 4-0. Dopo il 4-0 rifilato alla Fiorentina nella prima giornata, la squadra di Gasperini ha ripetuto esattamente lo stesso risultato, portandosi a quota otto gol segnati e zero subiti.
La partita è stata indirizzata praticamente subito. Al 4' Donyell Malen ha approfittato di un errore difensivo del Lecce e ha trovato il gol che ha sbloccato l'incontro. Al 23' è arrivato il raddoppio, ancora firmato dall'attaccante olandese, bravo a sfruttare il cross di Wesley.
Pochi minuti più tardi la Roma ha completato un primo tempo praticamente perfetto. Al 25' Malen ha servito Matías Soulé, che ha trovato il gol dopo la respinta di Falcone.
Nella ripresa il Lecce ha provato a reagire, ma la Roma ha mantenuto il controllo della partita. Al 65' è arrivato anche il primo gol in giallorosso di Rodrigo Mora, servito da Gianluca Mancini.
Malen ha così portato a cinque le sue reti stagionali, confermandosi nettamente in testa alla classifica marcatori riportata da Diretta.it. 
La Roma è prima anche per differenza reti: +8, con otto gol fatti e nessuno subito. 
Il dato racconta bene l'inizio di stagione della squadra di Gasperini: due partite, due vittorie, due clean sheet e otto reti segnate.

Atalanta-Bologna, la beffa arriva al 96'

Se Roma-Lecce è stata una dimostrazione di forza, Atalanta-Bologna è stata una partita completamente diversa.
Per oltre novanta minuti il risultato è rimasto sullo 0-0. Il Bologna ha resistito, l'Atalanta ha cercato più volte la giocata decisiva e sembrava ormai inevitabile il primo pareggio stagionale per entrambe.
Poi, nel recupero, è arrivato il colpo di scena.
Al 96' Lazar Samardzic ha trovato il gol che ha regalato all'Atalanta la seconda vittoria consecutiva. La conclusione dalla distanza è stata resa ancora più amara per il Bologna da un'incertezza del portiere Skorupski.
Il successo permette all'Atalanta di raggiungere quota 6 punti e di rimanere nel gruppo delle squadre a punteggio pieno. La squadra bergamasca ha però una differenza reti inferiore rispetto alle prime quattro: 3 gol fatti e uno subito
Il Bologna, invece, resta fermo a zero punti dopo due giornate.

Inter, altra vittoria di misura: Calhanoglu decisivo

L'Inter continua a vincere, anche se senza gli stessi margini della Roma.
A Cagliari è bastato un gol di Hakan Calhanoglu al 9' per conquistare altri tre punti. Il centrocampista turco ha ricevuto e calciato da fuori area trovando l'angolo e portando subito avanti i nerazzurri.
Il resto della partita ha visto l'Inter creare numerose occasioni senza però riuscire a trovare il raddoppio. Il Cagliari ha avuto qualche possibilità nel finale, ma non abbastanza per evitare la sconfitta.
Secondo i dati riportati da Sky, l'Inter ha concluso la gara con oltre trenta conclusioni, mentre il Cagliari non ha centrato lo specchio della porta.  
Per Calhanoglu si tratta del secondo gol in campionato, dopo quello realizzato nella prima giornata contro il Monza.
L'Inter sale così a 6 punti, con cinque gol segnati e uno subito. 

Napoli-Como, il grande colpo della giornata

La sorpresa più pesante arriva dal Maradona.
Il Como ha battuto il Napoli 2-1, conquistando una vittoria di enorme valore e infliggendo alla squadra di Massimiliano Allegri la prima sconfitta del campionato.
Il Como è passato in vantaggio al 17' con Martin Baturina, bravo a finalizzare un'azione personale iniziata da Diao.
Il Napoli ha reagito al 30' grazie a Rasmus Højlund, autore di una conclusione di sinistro dal limite dell'area che ha rimesso momentaneamente in equilibrio la partita.
Il problema per gli azzurri è arrivato appena quattro minuti più tardi. Un errore in costruzione ha permesso a Anastasios Douvikas di riportare avanti il Como.
Nella ripresa il Napoli ha cercato il pareggio, ma la squadra di Cesc Fàbregas ha difeso bene il vantaggio. Nel recupero è arrivato anche un gol annullato a Lobotka per fuorigioco, chiudendo definitivamente le speranze dei padroni di casa. 
Il Como sale così a 4 punti, mentre il Napoli resta a 3.
Per la squadra lariana è un risultato particolarmente significativo perché arriva sul campo di una delle formazioni più ambiziose del campionato.

Lazio-Genoa, Frattesi firma un altro successo

Anche la Lazio resta a punteggio pieno.
All'Olimpico la squadra di Gennaro Gattuso ha superato il Genoa per 1-0, grazie al gol di Davide Frattesi al 25'.
La rete nasce da un cross di Tavares, trasformato da Frattesi con una conclusione di prima intenzione. 
Dopo il successo esterno contro il Bologna nella prima giornata, la Lazio centra dunque il secondo successo consecutivo.
Tre punti pesanti anche perché arrivano in una partita molto più equilibrata rispetto alla goleada della Roma.

Juventus, il secondo 2-0 consecutivo

La Juventus ha superato il Parma per 2-0, confermando il proprio avvio perfetto.
Dopo il successo di misura contro il Frosinone nella prima giornata, la squadra di Luciano Spalletti ha conquistato altri tre punti senza subire gol.
Il primo tempo si è chiuso senza reti, ma la Juventus aveva già colpito un palo con Francisco Conceição.
La svolta è arrivata nella ripresa. Al 62' Nico González ha trovato il vantaggio, pochi minuti dopo essere entrato in campo. Nel finale, all'88', Teun Koopmeiners ha segnato il 2-0 definitivo.
La panchina si è quindi rivelata decisiva. 
La Juventus è a quota 6 punti e, insieme alla Roma, è una delle squadre che non ha ancora subito gol.

Fiorentina-Frosinone, il risultato più clamoroso

Se c'è una partita che ha rovesciato le aspettative della giornata, è stata Fiorentina-Frosinone.
La squadra ciociara ha vinto addirittura 3-0 al Franchi, proprio nel giorno delle celebrazioni per il centenario della Fiorentina.
Il primo gol è arrivato al 25' con Antonio Raimondo, alla sua prima rete in Serie A. Il secondo è stato firmato da Gabriele Bracaglia al 38', mentre nella ripresa Raimondo ha completato la doppietta. 
Il Frosinone, dopo la sconfitta contro la Juventus nella prima giornata, conquista così i primi tre punti.
La Fiorentina, invece, resta a zero punti e con sette gol subiti in due partite.

Monza-Udinese, cinque gol e una partita piena di ribaltamenti

Spettacolare anche la sfida tra Monza e Udinese, terminata 2-3.
L'Udinese è passata avanti al 32' con Jakub Piotrowski. Il Monza ha risposto al 37' con Colpani, ma i friulani hanno nuovamente colpito nel finale del primo tempo con Hassane Kamara al 45' e Jurgen Ekkelenkamp al 45'+3'.
Nella ripresa Gustavo Varela ha accorciato le distanze al 63', ma il Monza non è riuscito a completare la rimonta.
L'Udinese sale così a quattro punti, mentre Varela raggiunge quota due gol in campionato. 

Sassuolo-Torino, il ritorno di Berardi

Il Sassuolo ha conquistato la prima vittoria stagionale battendo 2-1 il Torino.
Cristian Volpato ha aperto le marcature al 32'. Il Torino ha risposto in pieno recupero del primo tempo con Comuzzo.
La rete decisiva è arrivata al 78' e porta una firma particolarmente importante: Domenico Berardi, entrato dalla panchina e capace di segnare appena sei minuti dopo il suo ingresso.
Un sinistro potente e preciso ha regalato al Sassuolo tre punti preziosi. 

Milan-Venezia, due vittorie e porta ancora quasi inviolata

Il Milan ha aperto la seconda giornata battendo il Venezia 2-0 a San Siro.
La partita è rimasta in equilibrio a lungo. Il gol del vantaggio è arrivato al 69' con Gonçalo Ramos, autore del suo primo gol in Serie A con il Milan.
All'89' il Venezia ha poi incassato il secondo gol, arrivato su autorete di Redouane Halhal.
La squadra di Ruben Amorim raggiunge così sei punti dopo due partite. 

La classifica dopo due giornate

Dopo la conclusione di Atalanta-Bologna, la classifica vede sei squadre a punteggio pieno.
  1. Roma – 6 punti, 8 gol fatti, 0 subiti
  2. Inter – 6 punti, 5 gol fatti, 1 subito
  3. Milan – 6 punti, 4 gol fatti, 1 subito
  4. Juventus – 6 punti, 3 gol fatti, 0 subiti
  5. Atalanta – 6 punti, 3 gol fatti, 1 subito
  6. Lazio – 6 punti, 2 gol fatti, 0 subiti
  7. Udinese – 4 punti
  8. Como – 4 punti
  9. Frosinone – 3 punti
  10. Napoli – 3 punti
  11. Sassuolo – 3 punti
  12. Cagliari – 3 punti
  13. Lecce – 3 punti
  14. Torino – 0 punti
  15. Bologna – 0 punti
  16. Genoa – 0 punti
  17. Parma – 0 punti
  18. Monza – 0 punti
  19. Venezia – 0 punti
  20. Fiorentina – 0 punti
I dati della classifica dopo la seconda giornata confermano il vantaggio della Roma grazie alla differenza reti: +8, contro il +4 dell'Inter, il +3 del Milan e della Juventus e il +2 dell'Atalanta.

La classifica marcatori: Malen prova già la fuga

Il nome più importante è naturalmente quello di Donyell Malen.
L'attaccante della Roma è già a 5 gol dopo appena due giornate, grazie alla tripletta contro la Fiorentina e alla doppietta realizzata a Lecce.
Alle sue spalle, secondo la graduatoria fornita da Diretta.it, ci sono Hassane Kamara dell'Udinese con 2 gol, Hakan Calhanoglu dell'Inter con 2, Anastasios Douvikas del Como con 2, Davide Frattesi della Lazio con 2, Antonio Raimondo del Frosinone con 2 e Gustavo Varela del Monza con 2.
La corsa al titolo di capocannoniere è naturalmente ancora lunghissima, ma l'inizio di Malen è uno dei dati più evidenti di queste prime due giornate.

Cosa ci lascia la seconda giornata

La seconda giornata consegna una Serie A già estremamente interessante.
La Roma sembra essere la squadra più esplosiva dal punto di vista offensivo. L'Inter continua a dimostrare solidità e concretezza. Il Milan ha raccolto sei punti, la Juventus non ha ancora subito gol e la Lazio ha trasformato due partite equilibrate in sei punti.
L'Atalanta, invece, ha dimostrato di saper vincere anche quando la partita sembra destinata al pareggio.
Dietro questo gruppo, il Como e l'Udinese hanno quattro punti e rappresentano due delle sorprese più interessanti.
Il Napoli dovrà invece reagire dopo il passo falso interno, mentre Fiorentina, Monza, Parma, Genoa, Bologna, Torino e Venezia sono ancora senza vittorie.
Ma siamo soltanto alla seconda giornata. La classifica comincia a prendere forma, ma è ancora troppo presto per trasformare due risultati in sentenze definitive.
La terza giornata, però, potrebbe già alzare ulteriormente la temperatura: sono infatti in programma Inter-Napoli e Roma-Atalanta, due sfide capaci di modificare nuovamente gli equilibri al vertice. Il calendario ufficiale di Diretta.it indica inoltre Juventus-Milan, una partita che potrebbe mettere di fronte due delle sei squadre ancora a punteggio pieno. 

Hai perso la prima giornata?

Per avere il quadro completo dell'inizio del campionato, vale la pena recuperare anche il nostro precedente approfondimento sulla prima giornata: Roma, Inter, Napoli, Milan, Juventus e tutte le protagoniste del primo turno, con risultati, classifica e principali protagonisti.
 
 
La seconda giornata ha confermato alcune delle indicazioni iniziali, ma ha anche cambiato diverse prospettive. E con Roma-Atalanta e Inter-Napoli già all'orizzonte, il prossimo turno potrebbe raccontare un'altra storia.

 

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