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Ajax-Atalanta 2-0, la beffa nel finale: Sarri perde la prima in Conference League

L’Atalanta torna da Amsterdam con una sconfitta che fa male soprattutto per il momento in cui è maturata. Alla Johan Cruijff ArenA, nella seconda giornata della fase campionato di UEFA Conference League, la squadra di Maurizio Sarri resta in partita per quasi novanta minuti, ma cede nel finale all’Ajax, che si impone 2-0 grazie alle reti di Tolu Arokodare all’87’ e di Abdellah Ouazane al 90’+3’. Dopo il successo per 3-1 sul Pafos all’esordio, per la Dea arriva così il primo stop europeo della stagione in questa competizione.
Il risultato racconta una partita rimasta a lungo in equilibrio, ma non una gara priva di occasioni. L’Ajax ha cercato con maggiore continuità la porta, mentre l’Atalanta ha provato a rispondere con le proprie ripartenze e con alcune combinazioni costruite soprattutto quando è riuscita a superare la prima pressione olandese. La differenza è arrivata nella capacità di trasformare gli episodi: i padroni di casa hanno trovato due gol pesanti proprio quando il pareggio sembrava ormai vicino.
 

Il primo tempo: Ajax più intraprendente, Atalanta vicina al vantaggio

L’avvio è favorevole all’Ajax, che prova subito a imporre ritmo e pressione. La prima grande occasione arriva al 5’: Lucas Rosa calcia verso la porta, il pallone viene deviato e finisce sul palo, con Marco Carnesecchi ormai battuto. È un campanello d’allarme per la difesa nerazzurra, chiamata a reggere una fase iniziale complicata.
La squadra di Amsterdam continua a farsi vedere, ma l’Atalanta non resta soltanto a guardare. Gianluca Scamacca prova a rendersi pericoloso dopo un calcio d’angolo, mentre Carnesecchi interviene sulle conclusioni avversarie e mantiene in piedi il risultato. L’Ajax trova spazi soprattutto quando riesce ad accelerare sulle corsie e a portare più uomini nei pressi dell’area.
Con il passare dei minuti, la formazione di Sarri riesce però a guadagnare campo. Gianluca Gaetano ha una buona opportunità prima dell’intervallo, dopo un’azione che coinvolge Charles De Ketelaere e Davide Zappacosta: la conclusione, da posizione interessante, termina alta. È una chance importante, perché avrebbe potuto cambiare il volto della partita proprio prima della pausa.
Lo 0-0 dell’intervallo lascia aperto ogni scenario. L’Ajax ha costruito le occasioni più incisive, ma l’Atalanta ha dimostrato di poter arrivare in zona gol. Per i bergamaschi, il problema non è ancora il risultato: è la difficoltà nel trasformare le situazioni favorevoli in conclusioni davvero pericolose con continuità.
 

La ripresa e il peso degli episodi

Anche nella seconda metà di gara l’Ajax riparte con intenzioni offensive. Carnesecchi deve farsi trovare pronto su una conclusione di Julian Brandt e su un tentativo di Rosa, mentre i padroni di casa continuano a cercare la giocata che possa spezzare l’equilibrio.
L’Atalanta prova a cambiare qualcosa con gli ingressi dalla panchina. Lazar Samardžić prende il posto di De Ketelaere, Nikola Krstović subentra a Scamacca e, nel finale, arrivano anche Mario Pašalić e Jonathan Rowe. Le sostituzioni danno alla squadra nuove soluzioni, ma la Dea non riesce a sfruttarle fino in fondo.
All’85’ si presenta una delle occasioni più pesanti per gli ospiti: Rowe parte da sinistra e serve Nicola Zalewski sul lato opposto. L’esterno entra in una posizione favorevole, ma la conclusione non trova lo specchio. Due minuti dopo arriva la punizione più dura.
 

Arokodare rompe l’equilibrio all’87’

L’Ajax trova il vantaggio all’87’ con Tolu Arokodare, entrato dalla panchina. Su un lancio lungo di Youri Baas, l’attaccante riesce a vincere il duello fisico con Relja Obrić, si presenta davanti a Carnesecchi e conclude con freddezza. È una giocata che premia la scelta di Míchel Sánchez di inserire un centravanti capace di attaccare la profondità e di contendere i palloni alti ai difensori.
Per l’Atalanta è un colpo difficile da assorbire, anche perché la squadra aveva avuto la possibilità di portare a casa almeno un punto. Il gol nasce da un duello perso in una situazione in cui la linea difensiva deve essere pronta a leggere il lancio e a proteggere lo spazio alle spalle.
Non sarebbe corretto attribuire tutta la sconfitta a un solo giocatore. L’episodio evidenzia però un problema concreto: nei minuti conclusivi, quando la lucidità diminuisce e ogni pallone può diventare decisivo, basta un errore di lettura o di posizionamento per compromettere una gara rimasta in bilico a lungo.
 

Ouazane chiude i conti nel recupero

L’Atalanta prova a reagire, ma non riesce a costruire una risposta efficace. Al 90’+3’ l’Ajax segna anche il secondo gol: Arokodare è ancora protagonista nell’azione, mentre Abdellah Ouazane attacca lo spazio, supera la pressione avversaria e conclude con un tiro potente che batte Carnesecchi.
La rete chiude definitivamente la partita e trasforma una sconfitta di misura in un 2-0 più netto. Per l’Ajax è una vittoria importante anche sul piano psicologico, dopo il ko della prima giornata contro l’Hajduk Split. I cambi di Míchel Sánchez risultano decisivi: entrambi i marcatori erano entrati a gara in corso.
 

Sarri: una prova da analizzare, non da cancellare

Il risultato obbliga l’Atalanta a interrogarsi sulla gestione degli ultimi minuti, ma la lettura della partita non può fermarsi al punteggio. Sarri ha riconosciuto che la squadra ha disputato una gara difensivamente solida e che il rammarico riguarda soprattutto il modo in cui sono arrivati i due gol. Il tecnico ha anche osservato che nella ripresa sono aumentati gli errori rispetto al primo tempo.
Il punto centrale è proprio questo: per competere in Europa non basta rimanere in partita a lungo. Occorre mantenere la stessa attenzione nelle fasi finali, quando l’avversario aumenta la pressione e gli spazi diventano più difficili da controllare. L’Atalanta ha avuto momenti in cui poteva colpire, ma non è riuscita a concretizzare le occasioni e ha pagato caro il calo conclusivo.
La sconfitta, inoltre, arriva in un contesto in cui Sarri deve gestire diverse assenze, soprattutto in difesa. L’emergenza limita le alternative e costringe a distribuire responsabilità importanti anche su giocatori giovani o con meno esperienza internazionale. Questo non elimina gli errori, ma aiuta a capire le difficoltà con cui la squadra è arrivata alla trasferta olandese.
 

Obric sotto pressione: un errore che non deve diventare un processo

Il duello perso da Obrić contro Arokodare è uno degli episodi chiave della partita. Il difensore non riesce a contenere la fisicità dell’attaccante e l’Ajax ne approfitta per passare in vantaggio. L’azione è un promemoria del livello richiesto in queste competizioni: un singolo confronto può pesare quanto decine di minuti giocati con ordine.
Ma trasformare quell’episodio in una condanna individuale sarebbe una semplificazione. Obrić è stato schierato in un reparto condizionato dalle assenze e ha affrontato un attaccante entrato proprio per sfruttare la profondità e i duelli fisici. La valutazione corretta deve tenere insieme l’errore, il contesto e la necessità di migliorare la comunicazione e la copertura difensiva quando la partita si avvicina alla fine.
 

Ajax, i cambi fanno la differenza

La squadra olandese ha avuto più iniziativa in diverse fasi, ma il risultato è arrivato soprattutto grazie alla qualità delle sostituzioni. Arokodare ha dato all’attacco un riferimento fisico diverso, mentre Ouazane ha sfruttato gli spazi del recupero con una giocata individuale efficace. La capacità di incidere entrando dalla panchina ha separato le due squadre nel momento decisivo.
Per l’Ajax, il successo vale anche come risposta alla sconfitta subita all’esordio. Per l’Atalanta, invece, la partita lascia una lezione precisa: l’organizzazione difensiva può tenere in equilibrio una sfida complicata, ma deve essere accompagnata da maggiore pericolosità offensiva e da una gestione più attenta dei momenti in cui l’avversario cerca l’ultimo assalto.
 

La classifica dopo due giornate: Atalanta a tre punti

Dopo il successo contro il Pafos e la sconfitta di Amsterdam, l’Atalanta ha tre punti e una differenza reti pari a zero, con tre gol segnati e tre subiti. La squadra bergamasca si trova al 15° posto nella classifica fornita per questa giornata. È una posizione ancora recuperabile: la fase campionato è appena iniziata e restano molte partite per risalire.
In testa ci sono Panathinaikos, Lugano, Brann, Trabzonspor, Twente, Monaco, St. Truiden e Hajduk Split, tutte a punteggio pieno con sei punti dopo due gare. Brighton e Copenhagen seguono a quattro punti, mentre l’Ajax raggiunge quota tre proprio grazie al successo contro la Dea.
La graduatoria non va letta come un verdetto definitivo. Con un numero limitato di partite disputate, la differenza reti può incidere molto sull’ordine delle squadre che hanno gli stessi punti. Per l’Atalanta la priorità è ripartire subito, evitando che la sconfitta diventi l’inizio di una serie negativa.
 

Tutti i risultati della seconda giornata di Conference League

Partita Risultato
Aarhus – Egnatia 1-1
Ajax – Atalanta 2-0
Borac Banja Luka – KuPS 2-0
Braga – Gent 2-0
Lincoln – Twente 1-4
Midtjylland – St. Truiden 0-1
Monaco – Friburgo 3-0
Thun – Hajduk Split 0-1
Getafe – Lugano 2-5
Iberia 1999 – Mjallby 1-1
Inter Escaldes – Universitatea Craiova 1-3
Jablonec – Brighton 0-0
Kauno Zalgiris – Brann 1-4
Nordsjaelland – CSKA Sofia 2-2
Pafos – Riga FC 1-1
Stella Rossa – FC Copenhagen 2-2
Trabzonspor – Hearts 2-0
Kairat Almaty – Panathinaikos 1-5

Classifica Conference League 2026-2027 dopo la seconda giornata

Pos. Squadra G V N P GF DR Pt
1 Panathinaikos 2 2 0 0 7:2 +5 6
2 Lugano 2 2 0 0 8:4 +4 6
3 Brann 2 2 0 0 6:2 +4 6
4 Trabzonspor 2 2 0 0 6:2 +4 6
5 Twente 2 2 0 0 5:1 +4 6
6 Monaco 2 2 0 0 5:1 +4 6
7 St. Truiden 2 2 0 0 3:0 +3 6
8 Hajduk Split 2 2 0 0 3:1 +2 6
9 Brighton 2 1 1 0 4:0 +4 4
10 FC Copenhagen 2 1 1 0 5:2 +3 4
11 Universitatea Craiova 2 1 1 0 4:2 +2 4
12 Mjallby 2 1 1 0 3:1 +2 4
13 Ajax 2 1 0 1 3:2 +1 3
14 Borac Banja Luka 2 1 0 1 3:2 +1 3
15 Atalanta 2 1 0 1 3:3 0 3
16 Braga 2 1 0 1 2:3 -1 3
17 Gent 2 1 0 1 1:2 -1 3
18 Friburgo 2 1 0 1 3:5 -2 3
19 Nordsjaelland 2 0 2 0 3:3 0 2
20 Egnatia 2 0 2 0 2:2 0 2
21 Riga FC 2 0 2 0 2:2 0 2
22 Stella Rossa 2 0 1 1 4:5 -1 1
23 CSKA Sofia 2 0 1 1 3:4 -1 1
24 Jablonec 2 0 1 1 2:3 -1 1
25 Midtjylland 2 0 1 1 1:2 -1 1
26 Aarhus 2 0 1 1 1:2 -1 1
27 Pafos 2 0 1 1 2:4 -2 1
28 Hearts 2 0 1 1 1:3 -2 1
29 Iberia 1999 2 0 1 1 1:3 -2 1
30 Getafe 2 0 1 1 3:6 -3 1
31 Kairat Almaty 2 0 1 1 2:6 -4 1
32 Thun 2 0 0 2 0:2 -2 0
33 Lincoln 2 0 0 2 2:6 -4 0
34 KuPS 2 0 0 2 2:6 -4 0
35 Inter Escaldes 2 0 0 2 1:5 -4 0
36 Kauno Zalgiris 2 0 0 2 1:8 -7 0
 

Il prossimo appuntamento: Atalanta-Kairat Almaty

L’Atalanta avrà la possibilità di reagire nella terza giornata, in programma il 5 novembre, quando ospiterà il Kairat Almaty. Sarà una partita importante per tornare a fare punti e non perdere contatto con il gruppo di squadre che punta alle posizioni migliori della fase campionato.
La sconfitta contro l’Ajax non cancella il valore del successo all’esordio, ma rende più urgente trovare continuità. Sarri dovrà lavorare soprattutto sulla gestione delle situazioni decisive, sulla protezione dei palloni lunghi e sulla capacità di chiudere le azioni offensive con maggiore precisione. La squadra ha dimostrato di poter restare in partita, ora deve imparare a non lasciarla scivolare via negli ultimi minuti.

Fonti principali:

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Europa League, Juventus imbattuta ma frenata: crollo Milan a Bournemouth

La terza giornata di Europa League 2026-2027 consegna al calcio italiano una serata dai risultati contrastanti. La Juventus pareggia 2-2 contro il Rennes all’Allianz Stadium e conserva la propria imbattibilità europea, ma non riesce a trasformare il vantaggio iniziale e la spinta del finale in una vittoria. Il Milan, invece, cade 3-0 sul campo del Bournemouth in una partita segnata dall’espulsione di Mike Maignan e da due calci di rigore concessi nel primo tempo.
Sono due risultati diversi, ma entrambi utili per leggere il momento delle italiane nella competizione. I bianconeri restano nelle zone alte della classifica con sette punti dopo tre partite; i rossoneri si fermano a quota tre e devono reagire già dal prossimo appuntamento. Nel frattempo, il Bayer Leverkusen, il Benfica, il Bournemouth, il Ferencváros e l’Olympiacos proseguono a punteggio pieno.
Il quadro europeo è quindi ancora aperto. La nuova fase campionato non permette di archiviare una squadra dopo una sconfitta, ma nemmeno di sottovalutare i punti lasciati per strada: con otto gare in calendario per ciascuna formazione, ogni serata può modificare gli equilibri.
 

Juventus-Rennes 2-2: una rimonta incompleta

La Juventus parte con decisione e trova il vantaggio al 5’. Nick Woltemade lavora il pallone e serve l’inserimento di Zeki Çelik, che finalizza con precisione portando avanti i bianconeri. L’avvio sembra indirizzare la gara verso una serata favorevole alla squadra di casa, ma il Rennes dimostra subito di essere in partita.
Al 15’ Musa Al-Tamari firma l’1-1 e riporta il risultato in equilibrio. La Juventus prova a riprendere il controllo, ma prima dell’intervallo arriva un altro episodio decisivo: Boulaye Dia trasforma un calcio di rigore al 43’ e porta i francesi sul 2-1. Per i bianconeri il secondo tempo diventa così una rincorsa.
La squadra di Luciano Spalletti aumenta la pressione nella ripresa e trova il pareggio al 67’, quando Woltemade realizza dal dischetto. Il centravanti diventa il protagonista della serata juventina: prima l’assist per il gol di Çelik, poi la freddezza necessaria per trasformare il rigore che evita la sconfitta.
Nel finale la Juventus cerca anche il colpo del sorpasso. Una rete che avrebbe potuto cambiare il racconto della partita viene però annullata per fuorigioco dopo il controllo arbitrale. Il risultato resta 2-2: un punto che conserva l’imbattibilità europea, ma lascia la sensazione di un’occasione non sfruttata fino in fondo.
Il bilancio non è negativo in assoluto. Dopo tre giornate la Juventus ha due vittorie e un pareggio, nove gol segnati e tre subiti. Il dato che conta, tuttavia, è anche la capacità di gestire le fasi delicate: contro il Rennes i bianconeri hanno dovuto rincorrere per gran parte della partita e non sono riusciti a completare la rimonta.
 

Woltemade decisivo, Çelik apre la partita

Nick Woltemade è uno dei nomi da tenere d’occhio dopo questa terza giornata. Il suo contributo non si limita al rigore del 2-2: l’attaccante partecipa anche all’azione che porta al vantaggio iniziale, dimostrando di poter incidere nella costruzione oltre che nella finalizzazione.
Çelik, autore dell’1-0, offre invece una soluzione importante negli inserimenti. La Juventus ha trovato subito il modo di attaccare lo spazio, ma non è riuscita a mantenere il vantaggio. È questo il punto da correggere in vista dei prossimi impegni: l’efficacia offensiva deve accompagnarsi a una maggiore solidità nei momenti in cui gli avversari riescono a cambiare ritmo.
Il Rennes merita credito per la reazione. Dopo aver subito il gol iniziale, la squadra francese ha trovato il pareggio e ha sfruttato il rigore prima dell’intervallo. Il 2-2 finale racconta una gara combattuta, nella quale nessuna delle due formazioni è riuscita a imporre il proprio controllo per tutti i novanta minuti.
 

Milan, serata nera a Bournemouth: Maignan espulso

Se la Juventus esce dal campo con un pareggio da analizzare, il Milan torna dall’Inghilterra con una sconfitta netta. Il Bournemouth vince 3-0 al Vitality Stadium, conquista la terza vittoria consecutiva nella fase campionato e lascia i rossoneri a tre punti.
La partita si mette subito in salita. All’8’ Justin Kluivert trasforma un calcio di rigore e porta avanti i padroni di casa. Il Milan prova a riorganizzarsi, ma al 27’ Mike Maignan viene espulso dopo il contatto con Tyler Adams. L’episodio lascia la squadra italiana in inferiorità numerica per gran parte dell’incontro.
Il Bournemouth sfrutta la situazione e al 32’ Marcus Tavernier realizza il secondo rigore della serata. Con il risultato sul 2-0 e un uomo in più, gli inglesi possono gestire il ritmo e costringere il Milan a inseguire in condizioni difficili. La squadra rossonera fatica a costruire occasioni pericolose e non riesce a riaprire la partita.
All’84’ arriva il colpo finale: Amine Adli segna direttamente su punizione, fissando il risultato sul 3-0. Il Bournemouth chiude così una serata molto positiva, mentre il Milan deve fare i conti con una prestazione insufficiente e con il peso degli episodi che hanno condizionato la gara.
È importante distinguere le responsabilità senza semplificare tutto in un solo episodio. L’espulsione di Maignan ha reso la partita molto più complicata, ma il Milan non è riuscito a reagire in modo efficace neppure dopo aver assestato il proprio assetto. La sconfitta impone una riflessione sulla gestione dei momenti difficili, sulla disciplina e sulla capacità di creare pericoli anche quando il piano iniziale salta.
 

Tre punti per il Milan: la classifica comincia a pesare

Dopo le prime tre giornate il Milan ha raccolto una vittoria e due sconfitte. Il successo contro il Salisburgo aveva dato una risposta importante dopo il ko con il Benfica, ma la trasferta di Bournemouth riporta i rossoneri in una posizione meno rassicurante.
La squadra ha ancora tempo per recuperare, ma il margine per gli errori si riduce. La fase campionato prevede otto partite per club e una classifica unica: non basta quindi ragionare soltanto sugli scontri diretti o sul gruppo tradizionale. La differenza reti, i punti e la continuità dei risultati diventano fattori importanti.
Il prossimo impegno europeo del Milan contro il Ferencváros assume perciò un valore particolare. Giocare a San Siro offrirà l’opportunità di reagire davanti al proprio pubblico, ma servirà una prestazione più solida e concreta. Non è il momento di dichiarare compromessa la campagna europea, ma nemmeno di considerare il 3-0 una semplice parentesi senza conseguenze.
 

Le altre partite: Leverkusen e Benfica continuano a vincere

La terza giornata ha confermato che la lotta per le posizioni di vertice è molto competitiva. Il Bayer Leverkusen ha battuto 2-0 l’OFI Crete e resta una delle squadre più convincenti: dopo tre turni ha nove punti e non ha ancora subito gol. Anche il Benfica ha vinto, imponendosi 4-1 in casa dell’Omonia.
Il Ferencváros ha superato il Torreense per 4-1 e l’Olympiacos ha battuto 1-0 lo Sparta Praga. Cinque squadre sono quindi a punteggio pieno dopo tre giornate: Benfica, Bayer Leverkusen, Bournemouth, Ferencváros e Olympiacos.
Tra i risultati più vistosi spicca il 6-0 della Real Sociedad sul campo del Lillestrøm, con Sergio Gómez e Luka Sučić autori di una doppietta ciascuno. L’AZ Alkmaar ha vinto 4-0 in trasferta contro l’Ararat-Armenia, mentre l’Anderlecht ha superato 3-0 lo Jagiellonia.
Il Celtic, invece, ha perso 2-1 contro il Celta Vigo, nonostante il vantaggio iniziale. Javi Rodríguez ha segnato due volte in pochi minuti e ha ribaltato la partita per gli spagnoli. Il risultato è significativo anche per la classifica: il Celta sale a tre punti, mentre il Celtic resta fermo a zero.
 

Tutti i risultati della terza giornata di Europa League

Gli incontri si sono disputati giovedì 22 ottobre 2026. La tabella raccoglie tutti i diciotto risultati del turno.
 
Orario Partita Risultato
18:45 Ararat-Armenia – AZ Alkmaar 0-4
18:45 Ferencváros – Torreense 4-1
18:45 Dinamo Zagabria – NEC Nijmegen 2-4
18:45 Juventus – Rennes 2-2
18:45 Lech Poznań – Sunderland 1-1
18:45 OFI Crete – Bayer Leverkusen 0-2
18:45 Union Saint-Gilloise – Hapoel Beer-Sheva 4-0
18:45 Sturm Graz – Marsiglia 1-0
21:00 Bournemouth – Milan 3-0
21:00 Beşiktaş – Crystal Palace 2-2
21:00 Celtic – Celta Vigo 1-2
21:00 Viktoria Plzeň – Levski Sofia 1-2
21:00 Jagiellonia – Anderlecht 0-3
21:00 Lillestrøm – Real Sociedad 0-6
21:00 Celje – Salisburgo 2-2
21:00 Olympiacos – Sparta Praga 1-0
21:00 Omonia – Benfica 1-4
21:00 Hoffenheim – Lione 3-0

Classifica Europa League dopo la terza giornata

La graduatoria seguente riporta i dati della classifica dopo tre turni: partite giocate, vittorie, pareggi, sconfitte, gol fatti e subiti, differenza reti, punti e andamento nelle ultime tre gare. Le sigle indicano V = vittoria, N = pareggio e P = sconfitta.
 
Pos. Squadra G V N P GF DR Pt Ultime 3
1 Benfica 3 3 0 0 10:2 +8 9 V-V-V
2 Bayer Leverkusen 3 3 0 0 8:0 +8 9 V-V-V
3 Bournemouth 3 3 0 0 8:1 +7 9 V-V-V
4 Ferencváros 3 3 0 0 9:3 +6 9 V-V-V
5 Olympiacos 3 3 0 0 4:1 +3 9 V-V-V
6 Union Saint-Gilloise 3 2 1 0 8:1 +7 7 V-N-V
7 Juventus 3 2 1 0 9:3 +6 7 N-V-V
8 Beşiktaş 3 2 1 0 9:5 +4 7 N-V-V
9 Sunderland 3 2 1 0 4:2 +2 7 N-V-V
10 AZ Alkmaar 3 2 0 1 6:2 +4 6 V-V-P
11 Omonia 3 2 0 1 5:4 +1 6 P-V-V
12 Lione 3 2 0 1 5:6 -1 6 P-V-V
13 Rennes 3 1 2 0 4:3 +1 5 N-V-N
14 Real Sociedad 3 1 1 1 8:3 +5 4 V-N-P
15 Crystal Palace 3 1 1 1 8:5 +3 4 N-P-V
16 Sparta Praga 3 1 1 1 5:3 +2 4 P-N-V
17 Levski Sofia 3 1 1 1 3:3 0 4 V-N-P
18 Dinamo Zagabria 3 1 1 1 3:4 -1 4 P-V-N
19 Sturm Graz 3 1 1 1 1:3 -2 4 V-P-N
20 NEC Nijmegen 3 1 1 1 5:8 -3 4 V-N-P
21 Salisburgo 3 1 1 1 3:6 -3 4 N-P-V
22 Anderlecht 3 1 0 2 4:3 +1 3 V-P-P
23 Hoffenheim 3 1 0 2 5:5 0 3 V-P-P
24 Milan 3 1 0 2 4:5 -1 3 P-V-P
25 Celta Vigo 3 1 0 2 3:4 -1 3 V-P-P
26 OFI Crete 3 1 0 2 3:4 -1 3 P-P-V
27 Jagiellonia 3 1 0 2 4:6 -2 3 P-V-P
28 Torreense 3 1 0 2 4:7 -3 3 P-P-V
29 Celje 3 0 1 2 2:7 -5 1 N-P-P
30 Hapoel Beer-Sheva 3 0 1 2 1:6 -5 1 P-P-N
31 Lillestrøm 3 0 1 2 2:9 -7 1 P-N-P
32 Lech Poznań 3 0 1 2 1:9 -8 1 N-P-P
33 Viktoria Plzeň 3 0 0 3 2:7 -5 0 P-P-P
34 Marsiglia 3 0 0 3 1:6 -5 0 P-P-P
35 Celtic 3 0 0 3 3:9 -6 0 P-P-P
36 Ararat-Armenia 3 0 0 3 2:11 -9 0 P-P-P

Cosa significa la nuova classifica

La Juventus occupa il settimo posto con sette punti, a due lunghezze dal gruppo delle cinque squadre che hanno vinto tutte e tre le partite. Il pareggio contro il Rennes interrompe la serie di successi, ma non mette in pericolo immediato la posizione bianconera. La differenza reti di +6 resta positiva e la squadra ha ancora margine per puntare alla parte alta della graduatoria.
Il Milan si trova invece al ventiquattresimo posto con tre punti. La posizione va letta con prudenza: la fase campionato è appena arrivata a metà del primo blocco di partite e la distanza fra molte squadre è ridotta. Tuttavia, il calendario impone una reazione, perché altre serate negative potrebbero rendere più complicata la corsa alla qualificazione.
In testa, il Benfica ha la migliore differenza reti tra le squadre a nove punti, seguito dal Leverkusen e dal Bournemouth. Il dato più impressionante è quello del Leverkusen, che ha segnato otto gol senza subirne nessuno. Il Bournemouth, invece, ha costruito il proprio percorso anche grazie al successo diretto contro il Milan.
 

Il calendario: cosa aspetta Juventus e Milan

La quarta giornata è in programma giovedì 5 novembre 2026. La Juventus sarà impegnata in trasferta contro l’AZ Alkmaar, mentre il Milan ospiterà il Ferencváros.
Per i bianconeri sarà un test importante per tornare alla vittoria dopo il pareggio con il Rennes e continuare a restare vicino alle prime posizioni. L’AZ ha già raccolto sei punti e ha dimostrato di poter segnare con continuità, quindi la trasferta richiederà attenzione e una gestione più ordinata dei momenti di pressione.
Il Milan avrà invece l’opportunità di rispondere davanti ai propri tifosi. Il Ferencváros arriva da tre vittorie consecutive e ha già segnato nove gol: non sarà una partita semplice, ma proprio per questo può diventare un passaggio decisivo per capire la reazione dei rossoneri dopo il 3-0 subito in Inghilterra.
Il calendario completo della fase campionato prosegue fino al 28 gennaio 2027. La classifica finale determinerà l’accesso diretto agli ottavi per le prime otto, mentre le squadre dal nono al ventiquattresimo posto dovranno passare dagli spareggi. Le formazioni classificate dal venticinquesimo posto in giù saranno eliminate.
 

Due italiane, due storie diverse: niente verdetti anticipati

La terza giornata offre una fotografia chiara, ma non definitiva. La Juventus ha dimostrato di poter reagire anche dopo essere andata sotto nel punteggio, ma il 2-2 contro il Rennes lascia un’occasione mancata. Il Milan ha subito una sconfitta più pesante, con una gara diventata difficilissima dopo l’espulsione di Maignan e il secondo rigore.
La differenza fra le due serate non deve però trasformarsi in un giudizio assoluto sulle rispettive stagioni europee. La Juventus ha una base di punti solida e resta imbattuta; il Milan deve ritrovare equilibrio e concretezza, soprattutto nella gestione degli episodi. La prossima giornata dirà molto di più sulla capacità delle due squadre di trasformare questa serata in una svolta.
Per ora, la lezione è semplice: in Europa non basta il nome del club, né il peso della storia. Servono continuità, attenzione e capacità di adattarsi quando la partita cambia direzione.

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