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Serie A 2026/27, 3ª giornata: Roma, Inter e Lazio in vetta dopo un turno di grandi rimonte

La terza giornata della Serie A 2026/2027 ha cambiato nuovamente il volto della classifica. Dopo un turno ricco di gol, rimonte, sorpassi nei minuti finali e risultati pesanti, sono rimaste soltanto tre squadre a punteggio pieno: Roma, Inter e Lazio. Tutte hanno conquistato nove punti nelle prime tre partite, ma ci sono arrivate attraverso percorsi molto diversi.
La Roma ha dovuto rimontare l'Atalanta all'Olimpico, l'Inter ha ribaltato un incredibile 0-2 contro il Napoli a San Siro, mentre la Lazio ha completato il proprio percorso perfetto vincendo in rimonta a Udine nel posticipo del lunedì. Dietro le tre capolista, il Como continua a sorprendere e sale a 7 punti, affiancato da Milan e Juventus.
La giornata ha inoltre confermato il momento difficile di alcune squadre: Genoa, Venezia e Fiorentina sono ancora ferme a zero punti, mentre il Napoli ha incassato la seconda sconfitta consecutiva dopo il successo dell'esordio.

Una terza giornata piena di gol, emozioni e rimonte

Il terzo turno si è aperto venerdì 4 settembre con il successo del Como sul Genoa. Sabato sono arrivate le vittorie di Torino, Inter e Roma, mentre domenica il programma ha regalato tre pareggi e il lunedì ha completato il quadro con le vittorie di Cagliari e Lazio.
In totale sono state segnate 32 reti in dieci partite, per una media di 3,2 gol a incontro. Nove gare hanno prodotto almeno due reti e tutte le dieci partite hanno visto almeno un gol.
Non è stato però un turno da record assoluto: il primato storico delle reti segnate in una singola giornata, da quando la Serie A è tornata a 20 squadre, resta a quota 48, stabilito nel 2017 e superiore al precedente primato di 20 squadre del 2014/2015. La terza giornata del 2026/27 si è quindi fermata a distanza significativa da quel dato, pur offrendo un turno particolarmente spettacolare.

Roma-Atalanta 2-1: Soulé decide una rimonta incredibile

Uno dei risultati più importanti del turno è arrivato allo Stadio Olimpico. La Roma ha battuto 2-1 l'Atalanta, completando una rimonta negli ultimi minuti.
La squadra di Gian Piero Gasperini ha iniziato la partita con grande aggressività e nel primo tempo ha creato diverse occasioni. A negare il gol ai giallorossi è stato soprattutto Marco Carnesecchi, protagonista di interventi importanti.
La partita si è sbloccata al 47'. L'Atalanta è passata in vantaggio con Éderson, che ha trovato la conclusione vincente per lo 0-1.
La Roma non ha però smesso di attaccare. I giallorossi hanno continuato a spingere e hanno colpito anche un palo con Castro, prima di trovare il pareggio al 90'.
A firmare l'1-1 è stato Mario Hermoso, bravo a sfruttare un calcio d'angolo.
La rimonta è stata completata al 93': Matías Soulé ha ricevuto palla in area, ha superato Zappacosta e ha battuto Carnesecchi, facendo esplodere l'Olimpico.
Un successo pesantissimo per la Roma, che sale a quota 9 punti e conserva una differenza reti impressionante: 10 gol segnati e appena 1 subito dopo tre giornate. 

Inter-Napoli 3-2: Lautaro firma una rimonta da urlo

A San Siro è andata in scena probabilmente la partita più spettacolare del turno.
L'Inter ha battuto 3-2 il Napoli, ma la squadra di Cristian Chivu ha dovuto rimontare due gol di svantaggio.
Dopo un primo tempo intenso ma senza reti, il Napoli ha trovato il vantaggio al 50' con Matteo Politano.
Pochi minuti dopo, al 53', è arrivato anche il raddoppio: Rasmus Højlund ha firmato il 2-0 con una precisa conclusione dal limite.
Sembrava l'inizio di una grande impresa del Napoli, ma l'Inter ha reagito immediatamente.
Al 56' Lautaro Martínez ha accorciato le distanze, riaprendo completamente la partita. I nerazzurri hanno continuato a spingere e all'82' hanno trovato il pareggio con Marcus Thuram.
L'Inter ha poi completato la rimonta nel recupero. Al 91' Lautaro Martínez, ancora lui, ha firmato il 3-2 definitivo.
Una vittoria di carattere che porta l'Inter a 9 punti, a punteggio pieno dopo tre giornate. Per il Napoli, invece, arriva la seconda sconfitta consecutiva dopo il ko interno contro il Como della seconda giornata.
Il dato più significativo è anche il modo in cui è arrivato il successo: l'Inter ha dimostrato ancora una volta di avere una notevole capacità di reagire alle difficoltà e di restare dentro la partita fino all'ultimo pallone. 

Genoa-Como 1-4: poker lariano a Marassi

La terza giornata era iniziata con una grande prestazione del Como, capace di espugnare Marassi con un netto 4-1.
Il Genoa è passato in vantaggio al 19' con Osmajic, ma la risposta del Como è stata immediata.
Al 25' Martin Baturina ha firmato l'1-1 su assist di Valle.
Cinque minuti più tardi è arrivato il sorpasso: Assane Diao ha trovato il 2-1.
Al 40' è stato Nico Paz a portare il Como sul 3-1.
Nella ripresa la squadra di Cesc Fàbregas ha continuato a controllare la partita e al 78' Diao ha firmato la sua doppietta personale per il definitivo 4-1.
Il Como sale così a 7 punti, diventando una delle sorprese più interessanti di questo avvio di campionato. Il Genoa, invece, resta ultimo a quota zero insieme a Venezia e Fiorentina. 

Fiorentina-Torino 1-2: i granata rimontano al Franchi

Prima vittoria stagionale per il Torino, che ha espugnato Firenze battendo 2-1 la Fiorentina.
I viola hanno iniziato bene e al 48' hanno trovato il vantaggio con Pellegrino, autore di una splendida conclusione dalla distanza.
Il Torino ha reagito progressivamente e al 74' ha trovato il pareggio con Rolando Mandragora, anche lui protagonista di un gran gol da fuori area.
All'82' il sorpasso granata: Che Adams ha sfruttato il cross di Belghali e ha completato la rimonta.
Per il Torino sono i primi tre punti della stagione. La Fiorentina, invece, incassa la terza sconfitta consecutiva e rimane a zero punti, con nove gol subiti e appena uno realizzato. 

Frosinone-Venezia 3-2: Raimondo ancora protagonista

Partita spettacolare allo Stirpe, dove il Frosinone ha superato il Venezia 3-2.
Il grande protagonista del primo tempo è stato Antonio Raimondo, autore di una doppietta.
Il centravanti ha segnato al 21' e poi al 39', portando il Frosinone sul 2-0.
Il Venezia ha però avuto una grande reazione nella ripresa. Al 66' Yeboah ha accorciato le distanze, mentre al 74' Sagrado ha firmato il 2-2.
La rimonta dei lagunari sembrava completata, ma il Frosinone ha avuto l'ultima parola.
All'83' Kvernadze ha segnato il gol del definitivo 3-2.
Per il Frosinone si tratta del secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto a Firenze nella seconda giornata. I ciociari salgono così a 6 punti, mentre il Venezia rimane ancora a zero. Raimondo raggiunge inoltre quota quattro gol in campionato. 

Parma-Monza 1-1: primo punto per entrambe

Al Tardini è arrivato il primo punto stagionale sia per Parma sia per Monza.
La squadra ospite ha sbloccato il risultato al 38' con Jay Robinson, autore di una bella conclusione a giro dal limite.
Il Parma ha reagito nella ripresa e al 60' ha trovato il pareggio con Simone Lontani, entrato dalla panchina.
Nel finale entrambe hanno cercato il gol della vittoria, ma il risultato non è più cambiato.
Un punto che muove la classifica, ma che lascia entrambe le squadre ancora nella parte bassa della graduatoria. 

Bologna-Sassuolo 2-2: Dovbyk salva i rossoblù

Pareggio ricco di emozioni anche al Dall'Ara.
Il Sassuolo è passato in vantaggio al 19' con Josh Doig, bravo a finalizzare un'azione sviluppata in contropiede.
Il Bologna ha reagito a inizio ripresa e al 50' ha trovato l'1-1 con Roberto Piccoli.
Al 56' il Sassuolo è tornato avanti grazie ad Andrija Adžić.
Il Bologna ha continuato a spingere e nel recupero ha trovato il definitivo 2-2: al 91' Artem Dovbyk ha firmato il gol che ha regalato ai rossoblù il primo punto del campionato.
Il Sassuolo sale a 4 punti, mentre il Bologna interrompe la serie di sconfitte e conquista il primo pareggio stagionale. 

Juventus-Milan 1-1: Cissé illude i rossoneri, Gatti pareggia al 92'

Il big match della domenica sera all'Allianz Stadium si è chiuso sull'1-1.
La Juventus ha avuto diverse occasioni soprattutto nel primo tempo e ha colpito anche un palo nella ripresa con Conceição.
Il Milan ha trovato il vantaggio al 68' con Alphadjo Cissé, entrato da pochi minuti e subito decisivo.
La Juventus ha reagito nel finale e al 92' ha trovato il pareggio con Federico Gatti, bravo a sfruttare un cross di Koopmeiners e a segnare di testa.
Il risultato lascia entrambe le squadre a 7 punti, a due lunghezze dal terzetto di testa. 

Cagliari-Lecce 1-0: decide Daniel Maldini

Il Cagliari ha conquistato tre punti preziosi battendo il Lecce 1-0.
La rete decisiva è arrivata al 29': calcio d'angolo battuto da Jacopo Fazzini e colpo di testa vincente di Daniel Maldini.
Il Cagliari ha poi avuto diverse occasioni per raddoppiare, colpendo anche due pali nel corso della partita.
Il Lecce ha provato a reagire, ma il risultato non è più cambiato.
I rossoblù salgono a 6 punti, mentre il Lecce resta a 3. 

Udinese-Lazio 1-2: Gattuso completa il tris

L'ultima partita della terza giornata ha regalato un'altra rimonta.
La Lazio ha battuto 2-1 l'Udinese alla Bluenergy Stadium, conquistando la terza vittoria consecutiva.
I friulani sono passati in vantaggio al 49' con Jens-Lys Cajuste? No: il gol è stato realizzato da Jens-Lys Karlström, bravo a sfruttare l'assist di Davis.
La Lazio ha reagito e al 75' ha trovato il pareggio con Davide Frattesi, servito da Zaccagni.
All'88' il sorpasso: Albert Guðmundsson ha segnato di testa su cross di Doekhi.
La squadra di Gennaro Gattuso completa così il percorso perfetto e raggiunge Roma e Inter a quota 9 punti. L'Udinese resta invece a 4.
Per la Lazio è una vittoria particolarmente significativa perché consente ai biancocelesti di entrare nel terzetto di testa dopo una partita iniziata in salita. 

La classifica dopo la 3ª giornata

Dopo la conclusione di Udinese-Lazio, la situazione è molto più definita rispetto a una settimana fa.
Roma, Inter e Lazio sono le uniche tre squadre ancora a punteggio pieno. Il Como continua a sorprendere, mentre Milan e Juventus rimangono agganciate alla zona alta.
In coda, invece, la situazione è già delicata per Fiorentina, Genoa e Venezia, tutte ancora senza punti.

📊 Serie A 2026/2027 — Classifica dopo la 3ª giornata

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
🥇 1 Roma 9 3 3 0 0 10 1 +9
🥈 2 Inter 9 3 3 0 0 8 3 +5
🥉 3 Lazio 9 3 3 0 0 4 1 +3
4 Como 7 3 2 1 0 7 3 +4
5 Milan 7 3 2 1 0 5 2 +3
6 Juventus 7 3 2 1 0 4 1 +3
7 Frosinone 6 3 2 0 1 6 3 +3
8 Atalanta 6 3 2 0 1 4 3 +1
9 Cagliari 6 3 2 0 1 2 1 +1
10 Sassuolo 4 3 1 1 1 5 5 0
11 Udinese 4 3 1 1 1 5 5 0
12 Napoli 3 3 1 0 2 5 5 0
13 Torino 3 3 1 0 2 4 5 -1
14 Lecce 3 3 1 0 2 2 5 -3
15 Bologna 1 3 0 1 2 2 4 -2
16 Parma 1 3 0 1 2 1 4 -3
17 Monza 1 3 0 1 2 4 8 -4
18 Venezia 0 3 0 0 3 2 7 -5
19 Genoa 0 3 0 0 3 1 7 -6
20 Fiorentina 0 3 0 0 3 1 9 -8
Pt = punti · G = gare · V = vittorie · N = pareggi · P = sconfitte · GF = gol fatti · GS = gol subiti · DR = differenza reti.

Roma, Inter e Lazio: tre capolista, tre storie diverse

Il dato più interessante della terza giornata è la presenza di tre squadre a punteggio pieno.
La Roma è quella con la miglior differenza reti: +9. La squadra di Gasperini ha segnato dieci gol e ne ha incassato soltanto uno.
L'Inter segue con otto gol fatti e tre subiti. I nerazzurri hanno però mostrato una caratteristica importante: la capacità di rimontare anche quando la partita sembra compromessa.
La Lazio ha invece il miglior rendimento difensivo tra le tre capolista insieme alla Roma: quattro gol segnati e uno subito. I biancocelesti hanno conquistato tre vittorie, due delle quali arrivate in rimonta.
È quindi un vertice ancora molto equilibrato, ma con caratteristiche differenti.

Il Como continua a sorprendere

Se Roma, Inter e Lazio rappresentano la conferma delle ambizioni delle grandi, il Como è probabilmente la sorpresa più evidente.
La squadra di Fàbregas ha già raccolto 7 punti e ha dimostrato di poter segnare con continuità anche lontano da casa.
Il 4-1 contro il Genoa porta il Como a quota sette, con sette reti segnate e appena tre subite.
Un avvio che permette alla squadra lariana di guardare dall'alto verso il gruppo delle inseguitrici.

Milan e Juventus frenano, ma restano in alto

Il pareggio dell'Allianz Stadium non cambia radicalmente la situazione di Milan e Juventus, ma impedisce a entrambe di rimanere a punteggio pieno.
I rossoneri sono passati in vantaggio con Cissé, ma il gol di Gatti al 92' ha cambiato il finale.
La Juventus, dal canto suo, ha mostrato una maggiore iniziativa in diverse fasi del match, ma non è riuscita a trasformare le occasioni in gol.
Con 7 punti, entrambe restano comunque nella parte alta della classifica.

Napoli, la prima vera frenata

La situazione più delicata tra le squadre di vertice riguarda il Napoli.
Dopo la vittoria contro il Genoa nella prima giornata, gli azzurri hanno perso contro il Como e poi contro l'Inter.
Il Napoli è quindi fermo a 3 punti dopo tre giornate, con cinque gol segnati e cinque subiti.
La sconfitta di San Siro, però, racconta anche una squadra capace di mettere in difficoltà l'Inter: il doppio vantaggio iniziale non è bastato per portare a casa punti.

Fiorentina, Genoa e Venezia ancora a zero

La parte bassa della classifica comincia invece a mostrare le prime difficoltà.
La Fiorentina ha perso tutte e tre le partite ed è ultima con una differenza reti di -8.
Il Genoa è penultimo con tre sconfitte e sette gol subiti.
Il Venezia occupa il 18° posto, anch'esso ancora senza punti.
È ancora presto per parlare di verdetti, ma dopo tre giornate il distacco dalle zone più tranquille comincia già a diventare un elemento da osservare.

I protagonisti della terza giornata

Tra i nomi più importanti del turno spiccano sicuramente Lautaro Martínez, autore di una doppietta decisiva contro il Napoli, Donyell Malen, ancora protagonista nella corsa della Roma, Antonio Raimondo, arrivato a quattro gol grazie alla seconda doppietta consecutiva, e Matías Soulé, decisivo nel finale contro l'Atalanta.
Da sottolineare anche gli impatti di Frattesi e Gudmundsson nella rimonta della Lazio e quello di Gatti, che ha salvato la Juventus dalla sconfitta contro il Milan.
Il turno ha inoltre confermato l'importanza dei giocatori subentrati: Cissé ha segnato pochi minuti dopo il suo ingresso contro la Juventus, mentre Lontani ha trovato il pareggio del Parma contro il Monza.

Assist: tutti i principali passaggi decisivi

Anche il dato degli assist racconta bene la varietà della giornata.
Nel successo dell'Inter sul Napoli hanno fornito il passaggio decisivo Dimarco, Carlos Augusto e Akanji per le reti nerazzurre, mentre Di Lorenzo ha servito Højlund per il momentaneo 0-2.
Nella rimonta della Roma contro l'Atalanta, Soulé ha battuto il corner per il gol di Hermoso e Dybala ha servito lo stesso Soulé per il 2-1.
Nel Frosinone-Venezia hanno contribuito agli assist Oyono, Masini, Busio e Hainaut.
In Juventus-Milan gli assist sono stati di Chukwueze per Cissé e Koopmeiners per Gatti.
Nel posticipo di Udine, invece, Davis ha servito Karlström, Zaccagni Frattesi e Doekhi Gudmundsson. 

E adesso arriva la quarta giornata

La Serie A non si ferma.
La quarta giornata inizierà venerdì 11 settembre con Venezia-Fiorentina e proseguirà nel weekend con diverse sfide interessanti, tra cui Lazio-Milan, Atalanta-Cagliari, Torino-Roma, Napoli-Bologna e Inter-Udinese
La classifica è quindi destinata a cambiare ancora rapidamente.
Roma, Inter e Lazio partono dalla vetta, ma Como, Milan e Juventus sono immediatamente dietro. E con soli tre punti di differenza tra la prima e la sesta posizione, ogni partita può modificare gli equilibri.

Guarda anche la nostra precedente analisi

Se ti sei perso il racconto della seconda giornata, puoi recuperare il precedente approfondimento dedicato all'inizio della Serie A 2026/2027:
 
 
È il modo migliore per ricostruire il percorso che ha portato alla situazione attuale e capire come la terza giornata abbia ridotto da sei a tre le squadre ancora a punteggio pieno.
La Serie A 2026/2027 è appena iniziata, ma dopo tre giornate ha già regalato rimonte, sorprese, protagonisti inattesi e una classifica che promette una lunga battaglia. La Roma resta davanti per differenza reti, l'Inter conferma la propria solidità e la Lazio si prende un posto al vertice. Dietro, però, nessuno sembra disposto a lasciare spazio.
Sì, ho capito: completa con tutti i dati, ma più compatta, così entra tutta senza dover scorrere orizzontalmente.

⚽ Risultati — 3ª giornata di Serie A 2026/27

Data Partita Risultato
4 settembre Genoa – Como 1-4
5 settembre Fiorentina – Torino 1-2
5 settembre Inter – Napoli 3-2
5 settembre Roma – Atalanta 2-1
6 settembre Frosinone – Venezia 3-2
6 settembre Parma – Monza 1-1
6 settembre Bologna – Sassuolo 2-2
6 settembre Juventus – Milan 1-1
7 settembre Cagliari – Lecce 1-0
7 settembre Udinese – Lazio 1-2

Totale: 32 gol segnati in 10 partite. 

Fonti principali:


 

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BLURT: collasso o trasformazione? Bug, costi in aumento e nuovi scenari

Negli ultimi tempi sto riscontrando sulla piattaforma Blurt una serie di problemi che, presi singolarmente, potrebbero sembrare semplici inconvenienti tecnici. Il problema è che, messi insieme agli aumenti dei costi e alle difficoltà che stanno rendendo sempre più complicata l'interazione, iniziano a delineare una situazione che merita una riflessione più ampia.
La domanda che mi pongo è semplice: Blurt sta attraversando una fase temporanea di difficoltà oppure è arrivata davanti alla necessità di trasformare profondamente il proprio modello?

Bug, errori e problemi che si accumulano

Uno dei problemi che ho riscontrato riguarda la sezione TAG.
Inserendo i tag secondo le normali procedure, la piattaforma può restituire errori relativi alla lunghezza delle parole oppure alla presenza di maiuscole, trattini e altre caratteristiche che, nei casi da me verificati, non risultavano effettivamente presenti.
Ho provato anche a cambiare nodo, ma il problema non è stato risolto. Al contrario, compare un'indicazione che invita a tornare al nodo rpc.blurt.blog.
L'unico sistema che ho trovato per aggirare il problema è inserire manualmente i tag, uno alla volta.
Funziona, ma è tutt'altro che pratico.
Per un utente abituale può rappresentare soltanto una perdita di tempo. Per un nuovo utente, invece, un comportamento di questo tipo può diventare immediatamente motivo di frustrazione.
Un problema analogo riguarda le notifiche.
Il pulsante “Mark all as read”, che dovrebbe eliminare le notifiche già visualizzate, in alcuni casi non svolge correttamente la propria funzione. Nei miei test ho dovuto ripetere l'operazione tre volte prima di riuscire a eliminare completamente gli indicatori.
E non si è trattato di un episodio isolato: ho verificato il comportamento per più giorni consecutivi.

E poi ci sono i costi

Qui arriviamo a un problema che considero molto più importante dei semplici bug.
Ogni operazione su una blockchain ha naturalmente un costo. Ma il punto è capire chi sostiene questi costi, quanto sono elevati e quale effetto producono sul comportamento degli utenti.
Nel caso di Blurt, mi trovo davanti a una situazione che considero sempre più difficile da giustificare.
Le ricompense vengono già sottoposte alle trattenute previste dal sistema DPoS e, in determinati casi, si aggiungono ulteriori costi. Il risultato è che l'utente può avere la sensazione di dover pagare ancora per poter accedere o gestire ricompense che ha già maturato.
Questo modello rischia di creare un problema molto concreto: più costosa diventa l'interazione, meno conveniente diventa partecipare.
E una piattaforma social che rende costoso commentare, votare, modificare e interagire rischia di penalizzare proprio ciò di cui ha maggiormente bisogno: gli utenti.

Un commento può costare più di un post?

Questa è una delle domande che considero più assurde nell'attuale situazione.
Una community nasce dalle interazioni.
Un post può attirare attenzione, ma sono i commenti, le discussioni, le risposte e gli scambi di opinioni a permettere alle persone di conoscersi.
Se anche i commenti diventano costosi, soprattutto per chi dispone di poche risorse, si crea una barriera all'ingresso.
Pensiamo a un nuovo utente che arriva su Blurt con appena 50 BLURT.
Pubblica un contenuto introduttivo. Probabilmente riceverà poca attenzione, come accade spesso quando si entra per la prima volta in una community.
A quel punto potrebbe decidere di votare altri utenti, commentare e cercare di farsi conoscere.
Ma se ogni azione consuma una parte significativa delle sue risorse, quanto tempo resterà sulla piattaforma?
La risposta potrebbe essere molto semplice:
se ne andrà.
E con lui non perdiamo soltanto qualche BLURT.
Perdiamo una persona che avrebbe potuto diventare un membro attivo della community, produrre contenuti, commentare, creare relazioni e portare altri utenti.
Questo è il punto che secondo me dovrebbe essere compreso meglio.

Modificare un post può costare ancora di più

Un altro aspetto che considero particolarmente problematico riguarda il costo delle modifiche ai contenuti.
In determinate circostanze, modificare un post può arrivare a costare molto più della pubblicazione originale.
Personalmente ritengo questo approccio controproducente.
Se vogliamo che le persone producano contenuti di qualità, dobbiamo anche permettere loro di correggere errori, migliorare testi e aggiornare informazioni senza trasformare ogni modifica in una spesa sproporzionata.
Altrimenti si crea una situazione paradossale: chiediamo contenuti migliori, ma rendiamo più difficile correggerli e migliorarli.

Anche l'editor Markdown deve essere migliorato

Un altro problema che ho riscontrato riguarda l'editor.
Non pretendo certamente uno strumento professionale paragonabile ai software editoriali più avanzati. Ma almeno le funzioni fondamentali dovrebbero essere intuitive e prevedibili.
Un esempio riguarda i separatori realizzati con i trattini e la gestione degli spazi e delle interruzioni di riga.
In alcuni casi il testo può sovrapporsi visivamente o il separatore può comportarsi in maniera anomala. A volte è sufficiente aggiungere una riga vuota, altre volte no.
Per chi conosce già Markdown può essere soltanto fastidioso.
Per chi arriva per la prima volta, può diventare un vero ostacolo.
Credo quindi che Blurt dovrebbe intervenire seriamente sull'editor, anche prendendo come riferimento soluzioni già disponibili su piattaforme come Ecency e Publish0x.

La sezione Blog dovrebbe essere ripensata

Un'altra questione riguarda la struttura dei profili.
La sezione Blog, così come organizzata attualmente, può creare confusione.
Il sistema di voto di Blurt è legato a una determinata finestra temporale. Di conseguenza, mostrare determinati contenuti come prima scelta può portare utenti poco esperti a votare post che non sono più utili ai fini delle ricompense.
Per questo ritengo più logico rendere la sezione Posts quella principale.
Un'alternativa ancora più interessante sarebbe riorganizzare completamente il sistema, creando una vera area Blog dedicata alla pubblicazione e mantenendo separata la visualizzazione dei post.
L'obiettivo dovrebbe essere uno solo:
rendere la piattaforma più semplice da capire, soprattutto per chi arriva per la prima volta.

I problemi tecnici non sono finiti

Quelli descritti non sono gli unici problemi che ho incontrato.
Dall'inizio di settembre ho riscontrato anche problemi di compatibilità con Microsoft Edge, con blocchi del sito che lo hanno reso praticamente inutilizzabile per diversi giorni.
Ho effettuato diversi test: navigazione in incognito, modifica dei cookie, disattivazione temporanea dell'antivirus e cambio dei nodi.
Alcuni problemi sono successivamente scomparsi anche grazie al confronto con uno dei witness più importanti della piattaforma.
Altri, invece, restano da risolvere.
Questo dimostra anche quanto sia importante che gli utenti possano comunicare direttamente i problemi e che le segnalazioni vengano realmente ascoltate.

Aumentare continuamente i costi non può essere l'unica strategia

È qui che arrivo alla mia proposta.
Non credo che la soluzione ai problemi economici di Blurt debba essere semplicemente far pagare di più gli utenti.
Esistono altre possibilità.
Si potrebbero introdurre banner pubblicitari all'interno del sito, creare partnership con piattaforme di sondaggi, organizzare concorsi ed eventi della community oppure sviluppare sistemi interni di ricompensa.
Si potrebbero creare iniziative simili ai giochi fantasy, competizioni accessibili a tutti o eventi capaci di aumentare l'interazione.
E perché non pensare anche a progetti più ambiziosi?
Blurt potrebbe sviluppare nuove forme di intrattenimento integrate nell'ecosistema blockchain, creando un motivo ulteriore per rimanere sulla piattaforma.
La questione fondamentale è cambiare mentalità:
non pensare soltanto a come aumentare i costi, ma a come creare nuovo valore.

Blurt è pronta a cambiare?

È questa la domanda con cui voglio chiudere.
Blurt può correggere i bug.
Può migliorare l'editor.
Può riorganizzare il Blog.
Può modificare la struttura dei costi.
Ma soprattutto deve decidere che tipo di piattaforma vuole diventare.
Una blockchain social non può vivere soltanto attraverso la propria infrastruttura tecnica.
Ha bisogno di persone.
Ha bisogno di discussioni.
Ha bisogno di nuovi utenti.
Ha bisogno di persone disposte a restare.
E soprattutto deve evitare di trasformare ogni interazione in un costo.
Per questo la domanda che pongo alla community è:
Blurt è pronta alla trasformazione oppure rischia di percorrere una strada già vista con Hive?
 
Chi vuole approfondire il confronto può leggere anche i miei precedenti articoli:

Hive, la piattaforma milionaria sotto i riflettori: tra witness milionari e account fantasma

Rivelazioni shock su Hive: multi-account e downvote massicci

Per verificare direttamente i problemi tecnici, i costi e gli esempi descritti in questo articolo, consiglio inoltre la lettura della versione originale pubblicata su Blurt, dove sono presenti tutti gli screenshot e le immagini che documentano quanto riportato:

BLURT: Collapse or Transformation? Bugs, Rising Costs & New Scenarios

Non ho riprodotto qui gli screenshot presenti nella versione originale, proprio per evitare di duplicare inutilmente lo stesso materiale. Tutte le immagini e le schermate utilizzate come documentazione sono disponibili nell'articolo ufficiale.
 
Una cosa, però, continuo a considerarla fondamentale:
le persone si affezionano alle persone, non ai progetti.
E se una piattaforma dimentica questo principio, nessun sistema di ricompense, nessuna blockchain e nessun meccanismo di governance sarà sufficiente a trattenere per sempre la sua comunità.


FONTI DIRETTE:

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L’Italia conquista l’argento, ma resta l’amarezza: il sogno europeo si spezza al tie-break

L’Italia conquista la medaglia d’argento agli Europei di volley femminile 2026, ma a Istanbul resta un’amarezza difficile da nascondere. Il sogno del titolo continentale si è spezzato al quinto set, dopo una finale che le Azzurre avevano iniziato con grande autorità e che sembrava poter prendere la direzione desiderata. La Turchia, però, ha rimontato, ha sfruttato il fattore campo e ha chiuso la partita sul 3-2: 16-25, 25-22, 12-25, 25-21, 15-10. 
È una sconfitta che fa male proprio perché arrivata alla fine di un percorso straordinario. L’Italia era arrivata a Istanbul da campione olimpica e mondiale in carica, aveva vinto tutte le otto partite precedenti dell’Europeo e aveva appena eliminato la Polonia in semifinale. Per nove partite consecutive le Azzurre avevano costruito un cammino quasi perfetto. La nona, però, era quella che assegnava il titolo.
E quella nona partita ha premiato la Turchia.

L’inizio sembrava quello del sogno

La finale della Sinan Erdem Sports Hall è iniziata nel modo migliore possibile per l’Italia.
Le Azzurre hanno aggredito la partita, mettendo immediatamente pressione alla formazione di Daniele Santarelli. Il primo set è stato un messaggio chiarissimo: 25-16 per l’Italia.
La squadra di Julio Velasco sembrava avere in mano il controllo della partita. Ricezione, muro e attacco funzionavano, mentre la Turchia faticava a trovare continuità.
Anche nel secondo set l’Italia è partita bene. Le Azzurre hanno avuto un vantaggio importante, arrivando avanti 12-6, e per lunghi tratti sembrava che la finale potesse incanalarsi verso una vittoria azzurra.
Poi è arrivata la reazione turca.
La squadra di Santarelli ha iniziato a recuperare punto dopo punto, fino a ribaltare completamente il parziale e chiuderlo 25-22.
La finale era nuovamente aperta.

Il terzo set riaccende l’illusione

Se il secondo set aveva riportato la Turchia in partita, il terzo aveva nuovamente fatto pensare a un’Italia dominante.
Le Azzurre sono tornate in campo con una determinazione impressionante e hanno letteralmente travolto le padrone di casa.
Il risultato, 25-12, dice praticamente tutto.
L’Italia si è portata avanti 2-1 e sembrava avere ritrovato quella superiorità mostrata all’inizio.
A quel punto mancava un solo set.
Un solo set per conquistare il quarto titolo europeo della storia della Nazionale.
Un solo set per completare una delle più grandi imprese della pallavolo femminile italiana.
Ma la Turchia non aveva ancora finito.

Il quarto set cambia nuovamente la storia della partita

Nel quarto parziale sono state le padrone di casa a partire meglio.
La Turchia ha preso rapidamente il largo, arrivando anche a un vantaggio importante. L’Italia ha provato a reagire, ha accorciato le distanze e ha cercato di riaprire completamente il set.
Ma questa volta la rimonta non è arrivata fino in fondo.
La Turchia ha chiuso 25-21 e ha portato la finale al tie-break.
Ed è proprio qui che si concentra gran parte dell’amarezza azzurra.
Perché l’Italia aveva già dimostrato innumerevoli volte di saper vincere le partite più difficili, di saper rimontare e di trovare la soluzione nei momenti di maggiore pressione.
Questa volta, invece, la soluzione l’ha trovata la Turchia.

Il tie-break: il sogno si spezza

Il quinto set è stato quello decisivo.
La Turchia ha iniziato con maggiore lucidità, mentre l’Italia ha dovuto inseguire.
Il pubblico della Sinan Erdem Sports Hall ha spinto le padrone di casa punto dopo punto. Oltre 17mila spettatori hanno trasformato il palazzetto in una spinta continua verso il titolo.
Le Azzurre hanno provato a restare dentro la partita, ma nel momento decisivo la Turchia è riuscita a essere più cinica.
Il 15-10 finale ha fatto calare il sipario sulla finale.
Turchia campione d’Europa. Italia medaglia d’argento.
Melissa Vargas ha chiuso con 29 punti, mentre Paola Egonu è stata la miglior realizzatrice italiana con 28, seguita da Ekaterina Antropova con 16 e Myriam Sylla con 13. 
Numeri importanti, ma che non possono raccontare da soli una finale così complessa.

L’amarezza è enorme, ed è normale che sia così

Non bisogna nascondere l’amarezza.
Anzi, sarebbe sbagliato farlo.
Queste ragazze erano arrivate a Istanbul per vincere. Dopo l’oro olimpico di Parigi 2024 e il titolo mondiale conquistato in Thailandia nel 2025, l’Europeo rappresentava l’ultimo grande tassello di una possibile tripla corona.
Olimpiadi.
Mondiali.
Europei.
Tutti contemporaneamente.
Un’impresa riuscita nella storia della pallavolo femminile soltanto all’Unione Sovietica.
L’Italia era a una partita dal riuscirci.
Ora quella possibilità è sfumata.
La Turchia ha conquistato il titolo e anche il pass diretto per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Anche questo era un obiettivo enorme per le Azzurre.
La qualificazione olimpica diretta era infatti in palio nella finale e ora l’Italia dovrà conquistarsi il posto ai prossimi appuntamenti di qualificazione.

Si interrompe una striscia straordinaria

La sconfitta di Istanbul porta con sé anche alcuni numeri che raccontano quanto fosse eccezionale il percorso dell’Italia.
Prima della finale, le Azzurre avevano vinto 39 partite consecutive contro Nazionali europee nelle competizioni ufficiali.
L’ultima sconfitta contro una formazione europea era arrivata il 14 maggio 2024, quando la Polonia aveva battuto l’Italia 3-0 nella VNL ad Ankara.
La Turchia ha interrotto quella serie.
Ma non è tutto.
La finale ha anche interrotto una striscia di 21 vittorie consecutive dell’Italia nei tre grandi appuntamenti internazionali: Giochi Olimpici, Campionati Mondiali ed Europei.
Dopo la sconfitta contro i Paesi Bassi nella finale per il bronzo dell’Europeo 2023, l’Italia aveva vinto tutte le sei partite disputate a Parigi 2024, tutte le sette partite del Mondiale 2025 e le prime otto di EuroVolley 2026.
Ventuno vittorie consecutive.
Poi è arrivata Istanbul.

Ma una sconfitta non cancella ciò che è stato costruito

Ed è proprio questo il punto dal quale bisogna ripartire.
L’Italia ha perso una finale.
Non ha perso il proprio valore.
Non ha perso la propria identità.
Non ha perso ciò che ha conquistato negli ultimi anni.
Dal 2024 questa Nazionale ha vissuto una fase straordinaria: oro nella VNL 2024, oro olimpico a Parigi, oro nella VNL 2025, titolo mondiale nel 2025, bronzo nella VNL 2026 e ora argento europeo.
Il risultato di Istanbul non può cancellare tutto questo.
La medaglia d’argento è certamente diversa dall’oro che le Azzurre volevano, ma rimane una medaglia conquistata in una delle competizioni più importanti del calendario internazionale.
E soprattutto è arrivata dopo nove partite, con otto vittorie consecutive prima della finale.
L’Italia ha vinto la propria Pool D con cinque successi su cinque, ha battuto la Bulgaria negli ottavi, la Svezia nei quarti, la Polonia in semifinale e ha giocato per l’oro fino all’ultimo pallone.
Questo non è un fallimento.
È una sconfitta.
E sono due cose profondamente diverse.

La Turchia è stata più forte nel momento decisivo

Onore alle avversarie.
La Turchia ha giocato una finale di altissimo livello, soprattutto quando sembrava essere con le spalle al muro.
Dopo aver perso il primo e il terzo set, le padrone di casa hanno trovato la forza per reagire due volte.
E nel quinto set sono state più lucide.
Daniele Santarelli ha conquistato così il suo secondo titolo europeo consecutivo alla guida della Turchia, mentre la Nazionale turca ha confermato il titolo conquistato nel 2023.
Per Melissa Vargas è arrivato il riconoscimento di MVP del torneo.
Non ci sono alibi da cercare.
L’Italia ha avuto le proprie occasioni, la Turchia le ha sfruttate meglio.
È lo sport.
Ed è proprio per questo che una sconfitta del genere deve diventare materiale per ripartire, non per distruggere quanto costruito.

L’Italia resta sul podio europeo

Con l’argento di Istanbul, l’Italia torna sul podio europeo dopo cinque anni.
È la nona medaglia complessiva della Nazionale femminile ai Campionati Europei.
Il bilancio è ora di:
  • 3 ori: 2007, 2009, 2021
  • 3 argenti: 2001, 2005, 2026
  • 3 bronzi: 1989, 1999, 2019
L’Italia ha inoltre raggiunto la sua sesta finale europea, dopo quelle del 2001, 2005, 2007, 2009 e 2021.
Il quarto titolo non è arrivato.
Ma la storia europea dell’Italia continua ad avere numeri straordinari. 

Velasco, complimenti per una pagina di storia

In una giornata come questa è doveroso dedicare un capitolo particolare a Julio Velasco.
Perché la finale persa non deve oscurare il traguardo storico raggiunto dal tecnico azzurro.
Velasco è diventato il primo allenatore nella storia a raggiungere una finale dei Campionati Europei sia nel torneo maschile sia in quello femminile.
Con l’Italia maschile aveva raggiunto quattro finali europee, vincendone tre: 1989, 1993 e 1995.
A Istanbul ha aggiunto la prima finale europea sulla panchina della Nazionale femminile.
E lo ha fatto a 74 anni e 209 giorni, diventando anche il tecnico più anziano ad aver guidato una squadra in una finale europea. 
Sono traguardi che meritano rispetto.
E meritano soprattutto un riconoscimento che non può dipendere dal risultato dell’ultimo pallone.
A Velasco vanno quindi i complimenti per ciò che ha costruito e continua a costruire.
Dal suo ritorno sulla panchina femminile, l’Italia ha conquistato l’oro nella VNL 2024, l’oro olimpico, la VNL 2025, il titolo mondiale 2025, il bronzo VNL 2026 e ora l’argento europeo. La FIPAV riporta inoltre, nel complesso delle sue esperienze sulla panchina della Nazionale femminile, 118 partite e 97 vittorie. 

Complimenti a tutte le Azzurre

E poi ci sono loro.
Le giocatrici.
Quelle che scendono in campo.
Quelle che vengono celebrate quando vincono e spesso dimenticate troppo velocemente quando perdono.
A Anna Danesi, capitana.
Ad Alessia Orro, regista di una Nazionale che ha giocato partite memorabili.
A Paola Egonu, ancora una volta protagonista nei momenti più importanti.
A Ekaterina Antropova, sempre più centrale nel progetto azzurro.
A Myriam Sylla, simbolo di leadership, carattere e continuità.
A Sarah Fahr, Anna Danesi e Denise Meli, fondamentali al centro.
A tutte le palleggiatrici, schiacciatrici, centrali, opposte e liberi.
E a tutte le ragazze che hanno fatto parte di questo gruppo, anche quando non erano in campo.
Perché una squadra non è soltanto chi mette a terra l’ultimo pallone.
È un gruppo.
È uno staff.
È chi lavora in palestra.
È chi prepara una partita.
È chi studia l’avversaria.
È chi recupera da un infortunio.
È chi entra per pochi punti e deve essere immediatamente pronta.
È chi sostiene le compagne dalla panchina.
Ed è proprio per questo che tutti i componenti della Nazionale meritano complimenti.
Hanno dimostrato partita dopo partita di essere a un livello altissimo.

Il palmarès: la storia che nessuna finale può cancellare

Per comprendere davvero quanto sia importante questa Nazionale bisogna guardare anche il palmarès complessivo.

Giochi Olimpici

  • Oro: Parigi 2024
Quello di Parigi è stato il primo storico oro olimpico della Nazionale femminile italiana. 

Campionati del Mondo

  • Oro: 2002, 2025
  • Argento: 2018
  • Bronzo: 2022

Campionati Europei

  • Oro: 2007, 2009, 2021
  • Argento: 2001, 2005, 2026
  • Bronzo: 1989, 1999, 2019

Volleyball Nations League

  • Oro: 2022, 2024, 2025
  • Bronzo: 2026

World Cup

  • Oro: 2007, 2011

World Grand Prix

L’Italia non ha mai vinto il World Grand Prix, ma ha conquistato sette podi:
  • Argento: 2004, 2005, 2017
  • Bronzo: 2006, 2007, 2008, 2010

Giochi del Mediterraneo

  • Oro: 1979, 1983, 1991, 1997, 2001, 2009, 2013, 2022
  • Argento: 1975, 2026
  • Bronzo: 1987, 2005
Il palmarès, quindi, racconta una storia molto più ampia della sola finale persa a Istanbul.

Il sogno è spezzato, non il progetto

La frase più semplice forse è anche quella più importante.
Il sogno europeo è finito. Il progetto azzurro no.
La Turchia ha conquistato il titolo.
L’Italia torna a casa con l’argento.
Resta il dolore per una finale che sembrava poter prendere un’altra direzione. Resta il rimpianto per il secondo set perso dopo il vantaggio iniziale. Resta il quarto set in cui la rimonta non è stata completata. Resta soprattutto quel tie-break, 15-10, che ha consegnato alla Turchia il trofeo.
Ma resta anche tutto il resto.
Un oro olimpico.
Un titolo mondiale.
Tre VNL.
Tre Europei.
Due World Cup.
Decine di podi internazionali.
E una Nazionale che continua a presentarsi ai grandi appuntamenti come una delle squadre più forti del mondo.
La sconfitta di Istanbul non cancella tutto questo.
Lo rende, forse, ancora più umano.
Perché nello sport non esistono squadre invincibili.
Esistono squadre che sanno tornare.
E questa Italia ha già dimostrato di saperlo fare.

Ora bisogna ripartire

Il prossimo passo sarà trasformare l’amarezza in lavoro.
Analizzare gli errori.
Capire cosa non ha funzionato.
Studiare la Turchia.
Preparare il prossimo appuntamento.
E soprattutto mantenere intatta la consapevolezza di essere una Nazionale capace di competere per i titoli più importanti.
La medaglia d’argento non è quella che le Azzurre volevano.
Ma è quella che hanno conquistato.
E nessuno gliel'ha regalata.
Come ha ricordato Myriam Sylla dopo la finale, l’Italia è arrivata fino a Istanbul con le proprie forze, attraverso lavoro e sacrificio.
Per questo oggi si può essere amareggiati.
Si può essere delusi.
Si può piangere una finale persa.
Ma si deve anche essere orgogliosi.
Orgogliosi di questa Nazionale. Orgogliosi di Velasco. Orgogliosi di ogni componente della squadra.
Perché perdere una finale fa male.
Ma arrivare continuamente a giocarsi le finali è il segnale che una grande squadra esiste davvero.

I precedenti articoli:

Per ripercorrere il cammino delle Azzurre fino alla finale, vi invitiamo a leggere anche il precedente articolo:
 
 
E per rivivere la grande vittoria nei quarti di finale:
 
 
Grazie Azzurre. Grazie Velasco. La storia continua.

Fonti principali:

 

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