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Italia-Turchia 3-1: Scamacca, Calafiori e Pio Esposito spingono Mancini al secondo posto

L’Italia chiude la prima parte della Nations League con una vittoria pesante, sofferta più di quanto dica il risultato ma soprattutto utile per la classifica. Al Dall’Ara di Bologna gli Azzurri battono 3-1 la Turchia di Vincenzo Montella, conquistano la seconda vittoria nel girone e salgono al secondo posto del Gruppo A1 con 7 punti, alle spalle della Francia che resta prima a quota 10.
È una vittoria diversa rispetto al 4-1 ottenuto pochi giorni prima a Bursa. Meno spettacolare, meno dominante, certamente più complicata, ma forse proprio per questo interessante per Roberto Mancini. La sua Italia questa volta ha dovuto soffrire, ha perso momentaneamente il controllo dopo il pareggio turco e ha dovuto trovare una risposta immediata. L'ha trovata prima con Riccardo Calafiori e poi con il solito Pio Esposito, diventato ormai uno dei volti più interessanti della nuova Nazionale.
La partita racconta anche un'altra storia: Mancini ha cambiato nove giocatori rispetto alla sfida contro la Francia. Una scelta quasi obbligata dopo quattro partite disputate in undici giorni, ma anche un test importante per capire quanto sia profonda la rosa a disposizione del commissario tecnico.

Un’Italia completamente rinnovata

Il dato più significativo della formazione iniziale è proprio il turnover.
Rispetto all'1-1 dello Stade de France contro la Francia, Mancini conferma soltanto Gianluigi Donnarumma e Alessandro Bastoni. Tutto il resto cambia.
Davanti al capitano azzurro giocano Giovanni Di Lorenzo, Gianluca Mancini, Bastoni e Matteo Ruggeri. A centrocampo spazio a Nicolò Barella, Alessandro Romano e Issa Doumbia, mentre il tridente offensivo è composto da Tommaso Vergara, Gianluca Scamacca e Daniel Maldini.
È una squadra molto diversa da quella vista a Parigi.
E proprio questa scelta spiega anche perché l'Italia non riesca immediatamente a imporre il proprio ritmo. I reparti devono trovare nuovi equilibri, alcuni giocatori giocano insieme per la prima volta dal primo minuto e la Turchia, pur arrivando a Bologna con numerose assenze, prova a sfruttare ogni incertezza.
Montella deve infatti rinunciare anche ad alcuni elementi importanti. Arda Güler e Barış Yılmaz sono squalificati, mentre Hakan Çalhanoğlu e Kenan Yıldız sono indisponibili. La Turchia scende quindi in campo con una formazione rimaneggiata e con l'obiettivo di cancellare lo 0-4 subito pochi giorni prima a Bursa.

Donnarumma deve ancora una volta fare gli straordinari

L'inizio dell'Italia non è brillante.
Gli Azzurri faticano a trovare le distanze corrette tra centrocampo e attacco e la Turchia riesce in alcune occasioni a costruire situazioni pericolose.
Ancora una volta, però, c'è Donnarumma.
Il portiere azzurro viene chiamato a intervenire nei momenti in cui la squadra non riesce ancora a controllare completamente la partita. È un elemento che si era già visto contro il Belgio e soprattutto contro la Francia: l'Italia di Mancini sta crescendo, ma non è ancora una squadra capace di eliminare completamente le fasi di sofferenza.
E questo rende ancora più importante la presenza del capitano.
Donnarumma non è soltanto il portiere che para quando serve. È diventato uno dei punti di riferimento di una squadra che sta cambiando pelle e che deve trovare una nuova gerarchia dopo anni complicati.

Scamacca ritrova il gol con la maglia azzurra

Al 26' arriva il vantaggio.
L'azione nasce dalla fascia destra con Di Lorenzo, che mette il pallone in area. Doumbia prova a intervenire di testa e la deviazione di Kabak crea un rimpallo favorevole. Scamacca è il più rapido a reagire e con un destro potente scarica il pallone sotto la traversa.
È l'1-0.
Ma è soprattutto un gol importante per l'attaccante dell'Atalanta.
Scamacca non segnava con la Nazionale da quasi tre anni. L'ultimo centro azzurro risaliva infatti all'ottobre 2023 contro l'Inghilterra a Wembley.
Il gol di Bologna arriva quindi dopo 1.084 giorni di attesa e rappresenta appena la seconda rete di Scamacca con la Nazionale maggiore.
Un dettaglio che racconta bene anche il significato di questa nuova fase della gestione Mancini: recuperare giocatori già conosciuti, ma contemporaneamente costruire nuove gerarchie.

Il 2-0 annullato e una Turchia che non molla

L'Italia avrebbe anche l'occasione di raddoppiare prima dell'intervallo.
Romano trova Scamacca in profondità e l'attaccante riesce a superare il portiere turco, ma l'azione viene fermata per fuorigioco.
Il primo tempo si chiude quindi sull'1-0.
Non è una prestazione dominante, ma l'Italia è cinica. E questo rappresenta forse uno degli aspetti più interessanti della serata.
Dopo il 4-1 di Bursa, gli Azzurri non hanno bisogno di costruire una valanga di occasioni. Devono imparare a gestire una partita più sporca, più equilibrata e meno spettacolare.
È esattamente ciò che accade.

Mancini cambia e la partita si trasforma

A inizio ripresa il commissario tecnico interviene immediatamente.
Entrano Michael Kayode, Riccardo Calafiori e Pio Esposito al posto di Di Lorenzo, Ruggeri e Scamacca.
Tre cambi che modificano sensibilmente la squadra.
Kayode garantisce maggiore spinta sulla destra, Calafiori aggiunge qualità e fisicità, mentre Pio Esposito diventa il riferimento offensivo.
La Turchia però prende coraggio.
Al 61' arriva il pareggio.
Yunus Akgün serve Zeki Çelik, che mette il pallone davanti alla porta. La giocata viene ulteriormente modificata da Eren Elmalı e sul pallone arriva Aral Şimşir, che da posizione favorevole firma l'1-1.
Per Şimşir è il primo gol con la Nazionale turca.
Per l'Italia, invece, è il momento più delicato della partita.

La risposta di Calafiori è immediata

L'aspetto più positivo della serata è proprio la reazione.
L'Italia non si disunisce.
Appena tre minuti dopo il pareggio arriva il nuovo vantaggio.
Barella calcia una punizione dalla destra e trova Calafiori sul secondo palo. Il difensore prende il tempo agli avversari, sale in cielo e colpisce di testa mandando il pallone all'incrocio.
2-1.
È il primo gol di Calafiori con la Nazionale maggiore.
Ed è un gol dal significato particolare perché arriva proprio al Dall'Ara, lo stadio nel quale il difensore aveva vissuto una parte fondamentale della propria crescita calcistica con il Bologna.
Calafiori era tornato in campo in quello stadio per la prima volta dal 20 maggio 2024, quando con la maglia rossoblù aveva segnato una doppietta contro la Juventus.
Ora torna da protagonista anche con la Nazionale.

Pio Esposito, ormai una certezza della nuova Italia

La Turchia prova nuovamente a reagire.
Al 78' Salih Özcan calcia pericolosamente dopo un'azione costruita da Akgün, ma Donnarumma riesce a deviare il pallone in corner.
È un intervento fondamentale perché mantiene l'Italia avanti.
Poi arriva il colpo finale.
All'87' Alessandro Romano mette il pallone davanti alla porta e Pio Esposito anticipa tutti.
3-1.
È il settimo gol dell'attaccante in 13 presenze con la Nazionale, un dato impressionante per un giocatore che rappresenta uno dei simboli più evidenti del nuovo ciclo azzurro.
Esposito non è più soltanto una promessa da osservare.
Sta diventando una soluzione concreta.
E soprattutto sembra avere una caratteristica che Mancini sta cercando in molti dei suoi giovani: personalità.

La panchina diventa una delle chiavi del successo

Uno degli elementi più interessanti della partita è il contributo arrivato dalle sostituzioni.
Calafiori entra e segna.
Pio Esposito entra e segna.
Kayode entra e contribuisce a dare maggiore spinta alla squadra.
Più tardi entrano anche Tonali e Frattesi, con l'obiettivo di aumentare energia e controllo nella fase finale.
È un dettaglio tutt'altro che secondario.
Mancini aveva deciso di cambiare nove giocatori rispetto alla Francia e, proprio per questo, la profondità della rosa diventava una variabile fondamentale.
Il risultato gli dà ragione.
Non tutti i giocatori hanno brillato allo stesso modo e la prestazione non è stata perfetta, ma l'Italia ha dimostrato di avere alternative.

Il ritorno di Scamacca e la nuova generazione

La serata di Bologna offre quindi più di una semplice vittoria.
Scamacca torna al gol.
Calafiori trova la prima rete in Nazionale.
Pio Esposito continua a segnare.
Romano trova spazio e fornisce l'assist decisivo per il 3-1.
Doumbia mostra personalità e qualità.
Kayode conferma di poter essere una soluzione importante sulla fascia.
E Donnarumma continua a rappresentare il punto di riferimento tra i pali.
È una combinazione interessante tra giocatori già affermati e giovani che stanno cercando di conquistare spazio.

Mancini e la sua prima vittoria in Italia

Per Roberto Mancini questa è una vittoria dal valore particolare.
È infatti il primo successo ottenuto in Italia da quando è tornato sulla panchina azzurra.
Il Dall'Ara è inoltre uno stadio speciale per il commissario tecnico, che proprio a Bologna aveva fatto il suo esordio in Serie A da calciatore 45 anni fa.
Mancini festeggia così la sua 39ª vittoria da commissario tecnico della Nazionale.
Ma soprattutto vede una squadra che, partita dopo partita, sembra recuperare una propria identità.
Dopo la sconfitta iniziale contro il Belgio, l'Italia ha infatti battuto la Turchia a Bursa, pareggiato a Parigi contro la Francia e nuovamente superato la Turchia a Bologna.
Tre risultati utili consecutivi dopo il difficile debutto.

La classifica cambia e ora il Belgio torna decisivo

Il risultato più importante della serata arriva anche dalla Francia.
A Saint-Denis i Bleus battono 4-1 il Belgio, rimontando dopo essere andati sotto.
La classifica del Gruppo A1 diventa così:
Francia 10 punti
Italia 7 punti
Belgio 6 punti
Turchia 0 punti
La Turchia è ormai staccatissima, mentre la lotta per i primi due posti resta apertissima.
Il regolamento prevede infatti che le prime due classificate di ciascun gruppo di Lega A accedano ai quarti di finale.
L'Italia è quindi pienamente dentro la corsa.

Cosa serve adesso all’Italia

Mancano due partite.
Il 12 novembre gli Azzurri affronteranno la Francia a San Siro.
Tre giorni dopo, il 15 novembre, ci sarà la trasferta di Bruxelles contro il Belgio.
Ed è soprattutto questa seconda partita che potrebbe diventare decisiva.
Con 7 punti, l'Italia parte davanti al Belgio, che ne ha 6. La Francia, con 10, ha invece un margine importante ma non ancora matematicamente definitivo.
Secondo le combinazioni aggiornate, una vittoria dell'Italia contro il Belgio nell'ultima giornata sarebbe sufficiente a garantire almeno il secondo posto anche in caso di sconfitta contro la Francia, mentre un successo contro i Bleus potrebbe addirittura riaprire la corsa al primo posto.
Il margine è quindi favorevole agli Azzurri, ma non c'è ancora nulla da festeggiare.

San Siro contro la Francia sarà il vero banco di prova

La partita del 12 novembre avrà un peso enorme.
Non soltanto per la classifica.
La Francia di Zinedine Zidane ha appena battuto il Belgio 4-1 ed è prima con 10 punti. L'Italia, dopo il pareggio ottenuto a Parigi, tornerà ad affrontarla davanti al proprio pubblico.
Sarà una partita completamente diversa da quella contro la Turchia.
E sarà probabilmente anche la gara più importante per capire quanto sia realmente cresciuta la nuova Italia di Mancini.
A Parigi gli Azzurri hanno dimostrato di poter competere contro la Francia.
A Bologna hanno dimostrato di saper vincere anche quando la partita si complica.
Ora servirà mettere insieme entrambe le cose.

Una vittoria importante, ma senza illusioni

Il 3-1 alla Turchia è una vittoria importante.
Non è però il momento di trasformarla in una sentenza definitiva.
L'Italia ha ancora problemi da risolvere, soprattutto nella gestione di alcune fasi della partita e nella continuità del gioco.
Il primo tempo di Bologna è stato tutt'altro che perfetto e la Turchia, pur priva di diversi titolari, ha trovato il modo di mettere in difficoltà gli Azzurri.
Ma proprio la capacità di reagire dopo l'1-1 rappresenta un segnale incoraggiante.
Questa squadra non si è disunita.
Ha cambiato uomini.
Ha cambiato ritmo.
Ha trovato un nuovo vantaggio.
E nel finale ha chiuso la partita.
È probabilmente questo il dato più importante che Mancini porta con sé dopo la prima tornata di Nations League.

La nuova Italia prende forma

In poco più di una settimana il quadro è cambiato.
Dalla sconfitta contro il Belgio e dai fischi dell'Olimpico si è passati al 4-1 di Bursa, al pareggio contro la Francia e al 3-1 di Bologna.
Non è ancora una Nazionale compiuta.
Ma è una Nazionale che sta crescendo.
I giovani stanno entrando.
I giocatori più esperti stanno recuperando fiducia.
La panchina offre alternative.
Donnarumma continua a garantire sicurezza.
E Mancini ha davanti a sé ancora un mese per preparare le due partite che possono decidere il destino degli Azzurri.
La Francia a San Siro sarà il primo grande appuntamento.
Il Belgio a Bruxelles potrebbe essere quello decisivo.
Per ora, però, l'Italia può godersi il secondo posto.
E soprattutto può guardare al futuro con un po' più di fiducia rispetto a quella notte dell'Olimpico con cui era iniziata questa Nations League.

 

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