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Turchia-Italia 1-4, la rinascita degli Azzurri: Mancini trova i giovani e ora arriva la Francia

Per una sera l’Italia ha ritrovato se stessa. Tre giorni dopo la sconfitta contro il Belgio all’Olimpico, la Nazionale di Roberto Mancini ha reagito nel modo più netto possibile: 4-1 alla Turchia a Bursa, una prestazione travolgente soprattutto nel primo tempo e una squadra profondamente diversa per uomini, atteggiamento e qualità del gioco.
La risposta che Mancini cercava è arrivata dai giovani, da alcune scelte coraggiose e da un’idea tattica molto più aggressiva. Alessandro Bastoni ha aperto la partita, Davide Frattesi ha firmato il raddoppio, Michael Kayode ha trasformato il suo debutto in Nazionale in una notte indimenticabile e Francesco Pio Esposito ha chiuso definitivamente i conti.
Ma sarebbe sbagliato trasformare questo 4-1 in una sentenza definitiva sul nuovo corso azzurro. La Francia attende già venerdì a Parigi e sarà proprio quella partita a fornire indicazioni molto più pesanti sul reale livello dell’Italia.

Una risposta immediata dopo il Belgio

Il primo elemento da sottolineare è la capacità dell’Italia di reagire. Contro il Belgio, all’esordio nella Nations League, gli Azzurri avevano perso 0-2 mostrando difficoltà soprattutto nella costruzione e nell’atteggiamento complessivo. A Bursa Mancini ha cambiato otto undicesimi della formazione iniziale e ha presentato una squadra molto più verticale, aggressiva e dinamica.
La scelta ha funzionato quasi immediatamente.
L’Italia ha iniziato la partita cercando di occupare il campo avversario, con reparti più vicini e una pressione più intensa. Tonali ha avuto un ruolo centrale nella costruzione, Frattesi ha attaccato gli spazi, Fagioli ha contribuito alla gestione del pallone e sulle fasce Kayode e Ruggeri hanno dato profondità.
Davanti, invece, c'era una soluzione che aveva anche un enorme valore simbolico: Raspadori insieme ai fratelli Sebastiano e Pio Esposito.

Bastoni apre la notte azzurra

Il primo gol arriva al 9'. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Alessandro Bastoni anticipa la difesa turca e trova la conclusione vincente.
Per il difensore è anche una rete dal significato particolare dopo un periodo complicato vissuto con la Nazionale. Il vantaggio non rallenta l’Italia, che continua a giocare con personalità e mantiene la Turchia lontana dalla propria area.
La squadra di Vincenzo Montella fatica a trovare riferimenti offensivi e l’Italia continua a muovere il pallone rapidamente, cercando soprattutto le corsie esterne.

Frattesi firma il raddoppio, poi esplode Kayode

Al 22' arriva il 2-0. L’azione nasce da una lunga sequenza di passaggi e porta Kayode alla conclusione dalla destra. Il portiere turco respinge, ma sulla ribattuta arriva Frattesi che insacca.
È un gol che fotografa bene la nuova impostazione azzurra: recupero della palla, circolazione rapida, attacco dello spazio e presenza di più uomini nell’area avversaria.
Pochi minuti dopo arriva la sorpresa più bella della serata.
Michael Kayode, alla sua prima presenza con la Nazionale maggiore, riceve da Pio Esposito e trova il diagonale che vale il 3-0. Il giovane esterno trasforma così il debutto in un momento destinato a rimanere nella sua storia personale e in quella di questa nuova fase della Nazionale.
Il primo tempo si chiude con un’Italia padrona del campo e una Turchia incapace di trovare contromisure efficaci.

I fratelli Esposito entrano nella storia azzurra

Uno degli aspetti più particolari della partita riguarda Sebastiano e Francesco Pio Esposito.
Mancini li ha schierati entrambi dal primo minuto, un evento rarissimo per la Nazionale maggiore. Prima di loro, soltanto tre coppie di fratelli avevano condiviso il campo con l’Italia: Giuseppe e Felice Milano, Aldo e Luigi Cevenini e Filippo e Simone Inzaghi.
Gli Esposito hanno quindi aggiunto il loro nome a una lista storica.
Ma non si è trattato soltanto di una curiosità statistica. Sebastiano ha giocato largo a sinistra, partecipando anche al lavoro difensivo, mentre Pio ha rappresentato un riferimento centrale capace di giocare spalle alla porta, proteggere il pallone e favorire gli inserimenti dei compagni.
Il gol di Kayode nasce proprio da una giocata di Pio Esposito, mentre nella ripresa sarà lui a mettere il sigillo definitivo sulla partita.

La Turchia reagisce, ma Pio Esposito spegne la rimonta

All’inizio della ripresa la partita cambia volto.
La Turchia accorcia le distanze al 47' con Barış Alper Yılmaz, approfittando di una distrazione della difesa italiana.
Per alcuni minuti gli Azzurri sono costretti a soffrire. Arda Güler prova a prendere in mano la squadra, la pressione turca aumenta e l’Italia arretra troppo.
È proprio questo il passaggio della partita che non deve essere ignorato quando si analizza il 4-1.
Il risultato è largo, ma la ripresa ha mostrato che la nuova Italia deve ancora migliorare nella gestione dei momenti di difficoltà.
La risposta, però, arriva immediatamente.
Tonali colpisce il palo e sulla ribattuta Pio Esposito si avventa sul pallone e di testa firma il 4-1.
È il gol che restituisce tranquillità agli Azzurri e spegne definitivamente la possibilità di una rimonta turca.

Mancini trova risposte importanti

Al di là del risultato, la partita offre a Mancini una serie di indicazioni interessanti.
Kayode ha dimostrato personalità al debutto, Bastoni ha dato sicurezza alla difesa, Tonali è apparso più coinvolto nella costruzione e Frattesi ha confermato la capacità di inserirsi con continuità.
Anche Fagioli ha avuto un ruolo importante nella circolazione del pallone, mentre Sebastiano Esposito ha mostrato qualità e disponibilità al lavoro senza palla.
Il dato più importante, tuttavia, riguarda il concetto di squadra.
Dopo la prestazione negativa contro il Belgio, Mancini aveva bisogno di vedere una reazione collettiva. A Bursa l’ha ottenuta.
La Nazionale ha giocato con maggiore coraggio, ha attaccato gli spazi e ha cercato con continuità la verticalizzazione.

Il 4-1 non deve creare illusioni

Ed è proprio qui che bisogna mantenere equilibrio.
La vittoria è importante, ma non cancella automaticamente le difficoltà emerse contro il Belgio e non risolve in una sola sera tutti i problemi della Nazionale.
La Turchia, inoltre, ha affrontato la partita senza Hakan Çalhanoğlu e non ha avuto la stessa struttura vista in altre occasioni. Il primo tempo italiano è stato eccellente, ma nella ripresa sono emerse alcune fragilità difensive che contro avversari di livello superiore potrebbero costare molto di più.
Per questo la Francia arriva nel momento giusto.
Non come una condanna, ma come un test molto più attendibile.

Parigi sarà il vero esame

Venerdì 2 ottobre alle 20:45 l’Italia sarà ospite della Francia allo Stade de France.
La squadra di Zinedine Zidane ha iniziato la Nations League con due vittorie: 1-0 in Turchia e 1-0 in Belgio. È quindi prima nel Gruppo A1 con sei punti, mentre Italia e Belgio sono appaiate a quota tre e la Turchia è ferma a zero.
La classifica rende immediatamente evidente il peso della trasferta francese.
L’Italia arriverà a Parigi con maggiore fiducia rispetto a tre giorni fa, ma anche con la consapevolezza che il margine di errore resta ridotto.
La Francia permetterà di capire se il nuovo assetto di Mancini può reggere contro una squadra più forte e organizzata, soprattutto nelle fasi in cui l’Italia sarà costretta a difendersi e quando non avrà a disposizione gli stessi spazi concessi dalla Turchia.
Gli occhi saranno quindi puntati sugli uomini che hanno brillato a Bursa, ma anche sulla capacità del gruppo di confermare quelle idee contro un avversario di livello superiore.

Un calendario senza pause

La Nations League non concede praticamente tempo per respirare.
Dopo la Francia, l’Italia tornerà subito in campo il 5 ottobre contro la Turchia a Bologna. A novembre arriveranno poi la sfida interna con la Francia e la trasferta conclusiva contro il Belgio.
Il nuovo formato della competizione rende ancora più importante la classifica: le prime due del gruppo accedono ai quarti di finale, mentre il sistema di retrocessione è stato modificato per questa edizione.
Per Mancini, dunque, queste partite rappresentano contemporaneamente un torneo ufficiale e una fase di ricostruzione.

Dai giovani può partire la nuova Italia

Il successo di Bursa lascia soprattutto una sensazione: questa Nazionale ha ancora margini di crescita.
Kayode, i fratelli Esposito, Fagioli, Ruggeri e gli altri giovani utilizzati da Mancini hanno mostrato che esistono alternative e che il ricambio può diventare parte centrale del progetto.
Ma una Nazionale non si costruisce attraverso una sola partita.
Il 4-1 alla Turchia restituisce entusiasmo, punti e fiducia. La Francia dirà molto di più sulla consistenza del percorso.
E forse è proprio questo il modo corretto di leggere la notte di Bursa: non come la soluzione di tutti i problemi, ma come il primo segnale concreto che l’Italia può provare a ripartire.
Dopo il buio del Belgio, Mancini ha ottenuto la reazione che chiedeva.
Ora arriva Parigi.
E lì, più che mai, gli occhi saranno puntati sull’Italia.

 

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