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Francia-Italia 1-1: Donnarumma para tutto, Bastoni firma il pareggio che rilancia gli Azzurri

A Parigi l’Italia non vince, ma porta a casa qualcosa che in questa fase del nuovo ciclo di Roberto Mancini può pesare moltissimo: consapevolezza. Il pareggio per 1-1 contro la Francia allo Stade de France racconta una partita nella quale gli Azzurri hanno dovuto soffrire, difendere, ripartire e soprattutto resistere nei momenti in cui la squadra di Zinedine Zidane sembrava pronta a prendere definitivamente il controllo della gara.
Il protagonista assoluto, però, è stato Gianluigi Donnarumma. Il capitano azzurro ha risposto presente nei momenti più delicati, trasformando una serata che poteva diventare complicata in un punto prezioso per l’Italia. Davanti a lui Alessandro Bastoni ha trovato per la seconda partita consecutiva la strada del gol, rimettendo in equilibrio una sfida che la Francia aveva sbloccato con una splendida giocata di Michael Olise.
Il risultato finale è 1-1 e la classifica del Gruppo A1 dice Francia 7 punti, Belgio 6, Italia 4, Turchia 0. Non è ancora tempo di fare calcoli definitivi, ma dopo la sconfitta iniziale contro il Belgio, il 4-1 rifilato alla Turchia e il punto conquistato a Parigi rappresentano un percorso in crescita.

Donnarumma, la notte in cui il capitano ha tenuto in piedi l’Italia

Se bisogna scegliere un volto per raccontare Francia-Italia, quel volto è quello di Gianluigi Donnarumma.
Il portiere azzurro ha vissuto una delle sue serate più importanti con la Nazionale. La Francia ha avuto più possesso, ha costruito più situazioni offensive e ha costretto l’Italia a difendersi per lunghi tratti, soprattutto nella ripresa. In quei momenti è entrato in scena Donnarumma.
Gli interventi su Désiré Doué, Ousmane Dembélé, Michael Olise, Adrien Rabiot e, soprattutto nel recupero, su Eduardo Camavinga hanno contribuito a mantenere l’Italia dentro la partita. Secondo i dati Sofascore, Donnarumma ha chiuso con sette parate e 1,48 gol evitati, mentre Sky Sport lo ha indicato come migliore in campo con una valutazione di 8,5.
Non è soltanto una questione di numeri. Il valore della prestazione sta soprattutto nel momento in cui sono arrivati gli interventi. Dopo il vantaggio francese, l’Italia aveva bisogno di non perdere contatto con la partita e il suo capitano ha impedito che la pressione dei Bleus producesse un secondo gol.
È proprio questo il tipo di prestazione che può dare sicurezza a una squadra giovane e ancora in costruzione: sapere di poter contare su un portiere capace di trasformare una situazione difficile in un’occasione per restare in partita.

Il primo tempo: Italia coraggiosa, Francia più padrona del pallone

La Francia ha iniziato cercando di imporre il proprio ritmo. La squadra di Zidane ha avuto maggiore possesso e ha provato a muovere gli Azzurri da una parte all’altra del campo, ma l’Italia non è rimasta schiacciata.
Mancini ha scelto una formazione giovane e dinamica, confermando diversi protagonisti della vittoria di Bursa contro la Turchia. Kayode ha continuato a presidiare la fascia destra, Bastoni e Scalvini hanno formato il cuore della difesa e Calafiori è partito sulla sinistra. In mezzo Tonali, Frattesi e Fagioli hanno avuto il compito di reggere la pressione francese e, allo stesso tempo, accompagnare le ripartenze. Davanti spazio ancora alla coppia dei fratelli Esposito insieme a Kean.
L’occasione più clamorosa del primo tempo è arrivata proprio per l’Italia. Kean si è trovato a tu per tu con Maignan dopo una bella azione azzurra, ma la conclusione è stata respinta dal portiere francese. Poco dopo è arrivata anche una rete annullata a Kean per fuorigioco.
La Francia ha continuato a gestire il pallone, ma non è riuscita a trasformare il dominio territoriale in un vantaggio concreto. All’intervallo il risultato era ancora 0-0.

Olise rompe l'equilibrio con una magia

La ripresa ha cambiato immediatamente il volto della partita.
La Francia ha aumentato la pressione e al 55’ ha trovato il gol dell’1-0. Michael Olise ha trasformato una punizione con una conclusione spettacolare, nata da uno schema con Rayan Cherki, infilando il pallone sotto la traversa. Una giocata individuale di altissimo livello che ha premiato la pressione francese.
Per qualche minuto l’Italia ha rischiato di perdere il controllo della gara. Donnarumma ha dovuto compiere altri interventi importanti e la Francia sembrava poter sfruttare il momento favorevole.
Mancini ha però modificato progressivamente l’assetto della squadra, inserendo Nicolò Barella e Antonio Vergara. E proprio la capacità dell’Italia di reagire dopo lo svantaggio è diventata una delle immagini più interessanti della serata.

Bastoni, ancora lui: il pareggio arriva al 68'

Il gol dell’1-1 arriva al 68’ e porta ancora la firma di Alessandro Bastoni.
Il difensore dell’Inter, già a segno contro la Turchia, legge bene una situazione confusa nella costruzione francese, recupera il pallone e trova la conclusione che batte Mike Maignan. Un gol importante non soltanto per il risultato, ma anche per la continuità personale del difensore.
Due partite, due gol consecutivi per Bastoni: un dato che racconta anche quanto il nuovo assetto di Mancini stia cercando di distribuire responsabilità offensive oltre gli attaccanti.
Dopo il pareggio, l’Italia ha trovato maggiore fiducia. La Francia ha continuato ad attaccare, ma gli Azzurri sono riusciti a rispondere con maggiore convinzione, arrivando anche a sfiorare il sorpasso con Kean, che ha colpito la traversa di testa.

La Francia insiste, Donnarumma risponde

Il finale è diventato una vera prova di resistenza.
La Francia ha continuato a cercare il gol della vittoria e l’Italia ha dovuto abbassarsi nuovamente. Donnarumma è diventato ancora una volta decisivo, soprattutto nel recupero, quando ha negato alla squadra di Zidane la possibilità di chiudere la partita con il gol del 2-1.
A rendere ancora più particolare il finale è stata l’espulsione di Dayot Upamecano, arrivata per doppia ammonizione dopo un fallo su Kean. La Francia ha quindi chiuso la partita in dieci uomini, ma anche in inferiorità numerica ha continuato a creare pericoli.
Il triplice fischio ha sancito un 1-1 che fotografa abbastanza bene la partita: la Francia ha avuto più possesso e più conclusioni, l’Italia ha mostrato capacità di soffrire e di colpire nei momenti decisivi.

I numeri raccontano una Francia dominante nel possesso, ma non nel risultato

Le statistiche aiutano a capire perché la prestazione di Donnarumma sia stata così importante.
La Francia ha chiuso con circa il 65% del possesso e ha prodotto più conclusioni. I dati disponibili riportano 18 tiri francesi contro 14 dell’Italia e una netta superiorità nei passaggi.
Questo significa che gli Azzurri non hanno avuto il controllo territoriale della partita. Ma il calcio non si decide soltanto con il possesso e l’Italia è riuscita a compensare la differenza attraverso organizzazione difensiva, ripartenze e capacità di sfruttare gli errori avversari.
È una distinzione importante anche per valutare il lavoro di Mancini. La Nazionale non è ancora una squadra completamente definita e sarebbe prematuro trasformare una buona prestazione in una certezza assoluta. Però il pareggio di Parigi rappresenta un test molto più significativo rispetto al 4-1 ottenuto pochi giorni prima contro la Turchia.

Mancini ritrova una squadra giovane che non ha paura

La scelta di puntare su diversi giovani sta diventando uno degli elementi caratterizzanti di questo nuovo corso.
Kayode ha confermato personalità sulla fascia, i fratelli Esposito continuano a rappresentare una soluzione offensiva interessante e Pio Esposito, in particolare, sta vivendo una fase importante della sua crescita internazionale.
Bastoni è invece diventato il simbolo della serata per un altro motivo: esperienza e qualità possono convivere con una Nazionale che sta cambiando pelle.
Mancini, al termine della gara, ha sottolineato la difficoltà della partita e la capacità dei suoi giocatori di provare comunque a giocare contro una squadra ricca di talento.
Il punto centrale, quindi, non è soltanto il risultato. È il modo in cui l’Italia ha reagito dopo essere andata sotto.

Francia prima, Belgio secondo, Italia terza: la classifica resta apertissima

Dopo tre giornate, la situazione nel Gruppo A1 è questa: Francia 7 punti, Belgio 6, Italia 4, Turchia 0.
La Francia è ancora davanti a tutti, mentre il Belgio ha approfittato del 3-0 sulla Turchia per mantenersi al secondo posto. L’Italia è terza, ma a soli due punti dai belgi.
Ed è qui che il pareggio di Parigi assume un peso concreto. Una sconfitta avrebbe lasciato gli Azzurri a tre punti dalla Francia e potenzialmente più distanti dalla zona qualificazione. Il punto conquistato allo Stade de France permette invece all’Italia di rimanere pienamente coinvolta nella corsa.
Il regolamento della Nations League 2026/27 prevede che le prime due classificate di ciascun gruppo della Lega A accedano ai quarti di finale.
Per questo ogni punto può diventare determinante nella parte finale del girone.

Adesso arriva Italia-Turchia: niente distrazioni

Il prossimo appuntamento è già vicinissimo.
Lunedì 5 ottobre l’Italia affronterà nuovamente la Turchia, questa volta in casa a Bologna.
Sulla carta potrebbe sembrare una partita più semplice dopo il 4-1 di Bursa, ma proprio questo sarebbe il rischio maggiore.
La Turchia arriva dalla sconfitta per 3-0 contro il Belgio e non ha ancora conquistato punti nel girone. Per questo sarà necessario evitare qualsiasi calo di concentrazione.
Una vittoria permetterebbe all’Italia di salire a quota 7 e di mettere pressione al Belgio, impegnato nello stesso turno contro la Francia. È uno scenario che può cambiare rapidamente la classifica.

E poi ci sarà di nuovo la Francia

La sfida di Parigi, però, non rappresenta la conclusione della rivalità nel girone.
Italia e Francia si ritroveranno il 12 novembre, questa volta in Italia. Prima ci saranno altre partite importanti, compreso il confronto tra Francia e Belgio e gli altri appuntamenti della fase a gironi.
Quel secondo confronto potrebbe avere un peso ancora maggiore perché arriverà nella fase conclusiva del girone, quando ogni punto potrà determinare la qualificazione ai quarti.
E allora Donnarumma, Bastoni, Kayode, gli Esposito e tutti gli altri giovani che stanno entrando nel progetto Mancini saranno chiamati a dimostrare se la notte di Parigi è stata soltanto una bella serata oppure l'inizio concreto di qualcosa di più solido.

Il vero significato del pareggio di Parigi

Il valore di Francia-Italia 1-1 non sta nel fatto che gli Azzurri abbiano improvvisamente risolto tutti i propri problemi.
Sta nel fatto che, contro una Francia che ha dominato il possesso e che ha creato diverse occasioni, l’Italia non si è disunita dopo il gol di Olise.
Ha reagito.
Ha trovato il pareggio.
Ha sofferto.
Ha avuto la possibilità di vincere.
E soprattutto ha avuto un capitano capace di proteggere il risultato nei momenti più difficili.
Donnarumma è stato il volto della serata, Bastoni l’uomo del gol e Mancini il tecnico che ha visto la propria squadra superare un test molto più impegnativo rispetto alla precedente partita contro la Turchia.
La strada è ancora lunga e la classifica non permette di rilassarsi. Ma se l’obiettivo era capire quanto fosse realmente cambiata l’Italia rispetto all’esordio perso contro il Belgio, Parigi ha fornito una risposta interessante: gli Azzurri stanno imparando a soffrire senza smettere di giocare.
E in una Nations League che mette in palio un posto nei quarti di finale, potrebbe essere proprio questa la qualità più importante da conservare.


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Italia-Belgio 0-2: Mancini riparte dai fischi, cosa non ha funzionato

La nuova Italia di Roberto Mancini non riesce a cambiare subito passo. Allo stadio Olimpico, nella prima giornata della Nations League 2026/27, il Belgio vince 2-0 e lascia gli Azzurri con più interrogativi che certezze. La sconfitta arriva davanti a circa 47.000 spettatori e chiude una serata iniziata con l'attesa per il ritorno del tecnico che aveva guidato l'Italia al titolo europeo nel 2021. Il campo, però, racconta un'altra storia: il Belgio appare più brillante, più organizzato e più pericoloso, soprattutto nel primo tempo, mentre l'Italia trova una reazione nella ripresa ma non riesce a trasformarla in gol. 

Un primo tempo che riporta alla mente Zenica

Il confronto con la notte di Zenica è inevitabile perché arriva appena 178 giorni dopo quella sconfitta che aveva segnato la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali. Questa volta il palcoscenico è diverso, l'allenatore è cambiato e l'obiettivo dichiarato è quello di aprire un nuovo ciclo, ma per almeno 45 minuti il copione sembra ancora quello di una squadra alla ricerca della propria identità. Il Belgio prende il controllo della partita e costringe Donnarumma a intervenire più volte. Il portiere azzurro, secondo la stessa FIGC, tiene in partita l'Italia con almeno tre interventi importanti. 
La rete dell'1-0 arriva al 20'. Mika Godts trova il modo di superare Donnarumma e porta avanti il Belgio. L'Italia fatica a costruire una risposta convincente e lascia troppo spazio agli avversari, che possono sfruttare qualità individuale, velocità e una migliore gestione del pallone. Il dato più significativo non è soltanto lo svantaggio, ma la difficoltà degli Azzurri nel produrre una reazione continua. Alla fine del primo tempo arrivano i fischi dell'Olimpico.

La reazione nella ripresa c'è, ma dura troppo poco

Mancini non cambia uomini all'intervallo, ma l'atteggiamento dell'Italia è diverso. Gli Azzurri alzano il baricentro e costruiscono alcune delle occasioni più interessanti della serata. Al 47' Cambiaghi mette una palla molto pericolosa per Kean, che trova la risposta del portiere belga Lammens. Poco dopo anche Pio Esposito prova a rendersi pericoloso, mentre Cambiaghi continua a essere tra i giocatori più attivi nella fase offensiva. 
Per alcuni minuti sembra possibile arrivare al pareggio. È proprio questo il momento nel quale l'Italia avrebbe bisogno di trasformare la pressione in una rete, ma il Belgio resiste e torna a colpire al 69'. La ripartenza nasce da una palla persa dagli Azzurri, Lukébakio accelera e firma il 2-0. Il gol cambia nuovamente l'inerzia della partita e rende molto più complicato il tentativo italiano di rientrare.
Mancini prova a intervenire dalla panchina inserendo Scalvini, Maldini e Frattesi, poi Doumbia e Zoma. Gli Azzurri continuano a cercare la rete, ma senza riuscire a riaprire davvero la partita. All'87' una conclusione di Scalvini termina sulla traversa, uno degli ultimi episodi prima del fischio finale. 

Donnarumma tra i pochi punti di riferimento

Se c'è un elemento che emerge con chiarezza dalla serata dell'Olimpico è il ruolo di Donnarumma. Il portiere italiano viene chiamato in causa più volte soprattutto nella prima parte della gara e impedisce al Belgio di arrivare all'intervallo con un vantaggio più largo. La sua prestazione contribuisce quindi a mantenere l'Italia dentro la partita quando la squadra appare maggiormente in difficoltà.
Dall'altra parte, il Belgio può contare sulla qualità di Kevin De Bruyne e sull'impatto di Godts e Lukébakio. La squadra di Mark van Bommel non ha bisogno di dominare ogni minuto per essere efficace: quando trova spazio, riesce a trasformare le occasioni in gol. È una delle differenze più evidenti emerse all'Olimpico.

Mancini: “I fischi ci stanno”

Nel postpartita Mancini non ha cercato di nascondere le difficoltà. Il commissario tecnico ha riconosciuto che il Belgio ha giocato meglio nel primo tempo e che l'Italia era in difficoltà, mentre ha giudicato positivamente buona parte della ripresa. Secondo Mancini, il secondo tempo è stato giocato bene fino al contropiede che ha portato al 2-0. 
Anche sui fischi del pubblico il tecnico ha mantenuto una posizione diretta: quando si perde, ha spiegato, è normale riceverli. Una risposta che fotografa bene il momento della Nazionale: l'attesa per il nuovo corso era alta e la prestazione dell'Olimpico non ha prodotto quella svolta immediata che molti tifosi speravano di vedere.

Il problema non è soltanto il risultato

Ridurre Italia-Belgio al semplice 0-2 sarebbe però troppo semplice. La vera questione riguarda il modo in cui la squadra ha affrontato la partita. Nel primo tempo gli Azzurri hanno mostrato difficoltà nella costruzione, poca continuità e una certa vulnerabilità quando il Belgio riusciva a recuperare palla e ripartire. La seconda frazione ha mostrato invece una squadra più aggressiva, capace di mettere in difficoltà gli avversari per alcuni minuti.
È proprio questa differenza tra i due tempi a rappresentare uno dei principali elementi di lavoro per Mancini. Il tecnico ha parlato della necessità di continuare a lavorare e ha ricordato che il calendario offre ancora cinque partite nel girone. 
Non è quindi possibile considerare già chiuso il discorso qualificazione, così come sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive sul nuovo corso dopo una sola partita. Ma è altrettanto difficile ignorare i problemi emersi contro il Belgio. La Nations League mette immediatamente l'Italia davanti a un calendario molto impegnativo e il margine per trovare equilibrio e identità sarà ridotto.

La situazione nel Gruppo A1

Dopo la prima giornata, Belgio e Francia hanno iniziato con una vittoria, mentre Italia e Turchia sono rimaste a zero punti. La Francia ha infatti superato la Turchia per 1-0, mentre il Belgio ha battuto l'Italia 2-0. 
Il formato della competizione rende particolarmente importante la posizione finale nel gruppo. Le prime due classificate accederanno ai quarti di finale, mentre la quarta retrocederà direttamente in League B; la terza dovrà invece passare attraverso uno spareggio promozione-retrocessione. 

Ora arriva subito la Turchia

Il calendario non concede molto tempo per metabolizzare la sconfitta. L'Italia tornerà in campo lunedì 28 settembre contro la Turchia di Vincenzo Montella, in trasferta a Bursa, all'Atatürk Spor Kompleksi. La partita è in programma alle 20:45. 
Dopo la Turchia arriverà la trasferta contro la Francia del 2 ottobre, prima del ritorno casalingo contro la Turchia il 5 ottobre a Bologna. A novembre sono previste le ultime due sfide del girone contro Francia e Belgio. 
Per Mancini, quindi, il tempo per lavorare esiste ma non è molto. La sconfitta contro il Belgio ha mostrato una squadra ancora lontana dall'equilibrio cercato dal nuovo commissario tecnico. La parte positiva, se si vuole guardare oltre il risultato, è che nella ripresa l'Italia ha avuto una reazione e ha costruito alcune occasioni. La parte più preoccupante è che quella reazione non è stata sufficiente per cambiare la partita.

Una ripartenza che deve ancora cominciare davvero

Il ritorno di Mancini non ha prodotto la svolta immediata che l'ambiente azzurro aspettava. L'Italia ha perso 0-2, ha subito il Belgio per buona parte del primo tempo e ha chiuso la serata accompagnata dai fischi dell'Olimpico. Ma questa partita può essere letta anche come il primo capitolo di un percorso che deve ancora essere costruito.
La prossima risposta arriverà molto presto, contro la Turchia. Sarà lì che si capirà se la reazione vista nel secondo tempo con il Belgio può diventare una base concreta oppure se i problemi emersi all'Olimpico continueranno a condizionare il nuovo corso. Una cosa, però, è già evidente: per questa Italia non basta cambiare allenatore. Serve trovare rapidamente gioco, equilibrio, personalità e continuità.

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L’Italia conquista l’argento, ma resta l’amarezza: il sogno europeo si spezza al tie-break

L’Italia conquista la medaglia d’argento agli Europei di volley femminile 2026, ma a Istanbul resta un’amarezza difficile da nascondere. Il sogno del titolo continentale si è spezzato al quinto set, dopo una finale che le Azzurre avevano iniziato con grande autorità e che sembrava poter prendere la direzione desiderata. La Turchia, però, ha rimontato, ha sfruttato il fattore campo e ha chiuso la partita sul 3-2: 16-25, 25-22, 12-25, 25-21, 15-10. 
È una sconfitta che fa male proprio perché arrivata alla fine di un percorso straordinario. L’Italia era arrivata a Istanbul da campione olimpica e mondiale in carica, aveva vinto tutte le otto partite precedenti dell’Europeo e aveva appena eliminato la Polonia in semifinale. Per nove partite consecutive le Azzurre avevano costruito un cammino quasi perfetto. La nona, però, era quella che assegnava il titolo.
E quella nona partita ha premiato la Turchia.

L’inizio sembrava quello del sogno

La finale della Sinan Erdem Sports Hall è iniziata nel modo migliore possibile per l’Italia.
Le Azzurre hanno aggredito la partita, mettendo immediatamente pressione alla formazione di Daniele Santarelli. Il primo set è stato un messaggio chiarissimo: 25-16 per l’Italia.
La squadra di Julio Velasco sembrava avere in mano il controllo della partita. Ricezione, muro e attacco funzionavano, mentre la Turchia faticava a trovare continuità.
Anche nel secondo set l’Italia è partita bene. Le Azzurre hanno avuto un vantaggio importante, arrivando avanti 12-6, e per lunghi tratti sembrava che la finale potesse incanalarsi verso una vittoria azzurra.
Poi è arrivata la reazione turca.
La squadra di Santarelli ha iniziato a recuperare punto dopo punto, fino a ribaltare completamente il parziale e chiuderlo 25-22.
La finale era nuovamente aperta.

Il terzo set riaccende l’illusione

Se il secondo set aveva riportato la Turchia in partita, il terzo aveva nuovamente fatto pensare a un’Italia dominante.
Le Azzurre sono tornate in campo con una determinazione impressionante e hanno letteralmente travolto le padrone di casa.
Il risultato, 25-12, dice praticamente tutto.
L’Italia si è portata avanti 2-1 e sembrava avere ritrovato quella superiorità mostrata all’inizio.
A quel punto mancava un solo set.
Un solo set per conquistare il quarto titolo europeo della storia della Nazionale.
Un solo set per completare una delle più grandi imprese della pallavolo femminile italiana.
Ma la Turchia non aveva ancora finito.

Il quarto set cambia nuovamente la storia della partita

Nel quarto parziale sono state le padrone di casa a partire meglio.
La Turchia ha preso rapidamente il largo, arrivando anche a un vantaggio importante. L’Italia ha provato a reagire, ha accorciato le distanze e ha cercato di riaprire completamente il set.
Ma questa volta la rimonta non è arrivata fino in fondo.
La Turchia ha chiuso 25-21 e ha portato la finale al tie-break.
Ed è proprio qui che si concentra gran parte dell’amarezza azzurra.
Perché l’Italia aveva già dimostrato innumerevoli volte di saper vincere le partite più difficili, di saper rimontare e di trovare la soluzione nei momenti di maggiore pressione.
Questa volta, invece, la soluzione l’ha trovata la Turchia.

Il tie-break: il sogno si spezza

Il quinto set è stato quello decisivo.
La Turchia ha iniziato con maggiore lucidità, mentre l’Italia ha dovuto inseguire.
Il pubblico della Sinan Erdem Sports Hall ha spinto le padrone di casa punto dopo punto. Oltre 17mila spettatori hanno trasformato il palazzetto in una spinta continua verso il titolo.
Le Azzurre hanno provato a restare dentro la partita, ma nel momento decisivo la Turchia è riuscita a essere più cinica.
Il 15-10 finale ha fatto calare il sipario sulla finale.
Turchia campione d’Europa. Italia medaglia d’argento.
Melissa Vargas ha chiuso con 29 punti, mentre Paola Egonu è stata la miglior realizzatrice italiana con 28, seguita da Ekaterina Antropova con 16 e Myriam Sylla con 13. 
Numeri importanti, ma che non possono raccontare da soli una finale così complessa.

L’amarezza è enorme, ed è normale che sia così

Non bisogna nascondere l’amarezza.
Anzi, sarebbe sbagliato farlo.
Queste ragazze erano arrivate a Istanbul per vincere. Dopo l’oro olimpico di Parigi 2024 e il titolo mondiale conquistato in Thailandia nel 2025, l’Europeo rappresentava l’ultimo grande tassello di una possibile tripla corona.
Olimpiadi.
Mondiali.
Europei.
Tutti contemporaneamente.
Un’impresa riuscita nella storia della pallavolo femminile soltanto all’Unione Sovietica.
L’Italia era a una partita dal riuscirci.
Ora quella possibilità è sfumata.
La Turchia ha conquistato il titolo e anche il pass diretto per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Anche questo era un obiettivo enorme per le Azzurre.
La qualificazione olimpica diretta era infatti in palio nella finale e ora l’Italia dovrà conquistarsi il posto ai prossimi appuntamenti di qualificazione.

Si interrompe una striscia straordinaria

La sconfitta di Istanbul porta con sé anche alcuni numeri che raccontano quanto fosse eccezionale il percorso dell’Italia.
Prima della finale, le Azzurre avevano vinto 39 partite consecutive contro Nazionali europee nelle competizioni ufficiali.
L’ultima sconfitta contro una formazione europea era arrivata il 14 maggio 2024, quando la Polonia aveva battuto l’Italia 3-0 nella VNL ad Ankara.
La Turchia ha interrotto quella serie.
Ma non è tutto.
La finale ha anche interrotto una striscia di 21 vittorie consecutive dell’Italia nei tre grandi appuntamenti internazionali: Giochi Olimpici, Campionati Mondiali ed Europei.
Dopo la sconfitta contro i Paesi Bassi nella finale per il bronzo dell’Europeo 2023, l’Italia aveva vinto tutte le sei partite disputate a Parigi 2024, tutte le sette partite del Mondiale 2025 e le prime otto di EuroVolley 2026.
Ventuno vittorie consecutive.
Poi è arrivata Istanbul.

Ma una sconfitta non cancella ciò che è stato costruito

Ed è proprio questo il punto dal quale bisogna ripartire.
L’Italia ha perso una finale.
Non ha perso il proprio valore.
Non ha perso la propria identità.
Non ha perso ciò che ha conquistato negli ultimi anni.
Dal 2024 questa Nazionale ha vissuto una fase straordinaria: oro nella VNL 2024, oro olimpico a Parigi, oro nella VNL 2025, titolo mondiale nel 2025, bronzo nella VNL 2026 e ora argento europeo.
Il risultato di Istanbul non può cancellare tutto questo.
La medaglia d’argento è certamente diversa dall’oro che le Azzurre volevano, ma rimane una medaglia conquistata in una delle competizioni più importanti del calendario internazionale.
E soprattutto è arrivata dopo nove partite, con otto vittorie consecutive prima della finale.
L’Italia ha vinto la propria Pool D con cinque successi su cinque, ha battuto la Bulgaria negli ottavi, la Svezia nei quarti, la Polonia in semifinale e ha giocato per l’oro fino all’ultimo pallone.
Questo non è un fallimento.
È una sconfitta.
E sono due cose profondamente diverse.

La Turchia è stata più forte nel momento decisivo

Onore alle avversarie.
La Turchia ha giocato una finale di altissimo livello, soprattutto quando sembrava essere con le spalle al muro.
Dopo aver perso il primo e il terzo set, le padrone di casa hanno trovato la forza per reagire due volte.
E nel quinto set sono state più lucide.
Daniele Santarelli ha conquistato così il suo secondo titolo europeo consecutivo alla guida della Turchia, mentre la Nazionale turca ha confermato il titolo conquistato nel 2023.
Per Melissa Vargas è arrivato il riconoscimento di MVP del torneo.
Non ci sono alibi da cercare.
L’Italia ha avuto le proprie occasioni, la Turchia le ha sfruttate meglio.
È lo sport.
Ed è proprio per questo che una sconfitta del genere deve diventare materiale per ripartire, non per distruggere quanto costruito.

L’Italia resta sul podio europeo

Con l’argento di Istanbul, l’Italia torna sul podio europeo dopo cinque anni.
È la nona medaglia complessiva della Nazionale femminile ai Campionati Europei.
Il bilancio è ora di:
  • 3 ori: 2007, 2009, 2021
  • 3 argenti: 2001, 2005, 2026
  • 3 bronzi: 1989, 1999, 2019
L’Italia ha inoltre raggiunto la sua sesta finale europea, dopo quelle del 2001, 2005, 2007, 2009 e 2021.
Il quarto titolo non è arrivato.
Ma la storia europea dell’Italia continua ad avere numeri straordinari. 

Velasco, complimenti per una pagina di storia

In una giornata come questa è doveroso dedicare un capitolo particolare a Julio Velasco.
Perché la finale persa non deve oscurare il traguardo storico raggiunto dal tecnico azzurro.
Velasco è diventato il primo allenatore nella storia a raggiungere una finale dei Campionati Europei sia nel torneo maschile sia in quello femminile.
Con l’Italia maschile aveva raggiunto quattro finali europee, vincendone tre: 1989, 1993 e 1995.
A Istanbul ha aggiunto la prima finale europea sulla panchina della Nazionale femminile.
E lo ha fatto a 74 anni e 209 giorni, diventando anche il tecnico più anziano ad aver guidato una squadra in una finale europea. 
Sono traguardi che meritano rispetto.
E meritano soprattutto un riconoscimento che non può dipendere dal risultato dell’ultimo pallone.
A Velasco vanno quindi i complimenti per ciò che ha costruito e continua a costruire.
Dal suo ritorno sulla panchina femminile, l’Italia ha conquistato l’oro nella VNL 2024, l’oro olimpico, la VNL 2025, il titolo mondiale 2025, il bronzo VNL 2026 e ora l’argento europeo. La FIPAV riporta inoltre, nel complesso delle sue esperienze sulla panchina della Nazionale femminile, 118 partite e 97 vittorie. 

Complimenti a tutte le Azzurre

E poi ci sono loro.
Le giocatrici.
Quelle che scendono in campo.
Quelle che vengono celebrate quando vincono e spesso dimenticate troppo velocemente quando perdono.
A Anna Danesi, capitana.
Ad Alessia Orro, regista di una Nazionale che ha giocato partite memorabili.
A Paola Egonu, ancora una volta protagonista nei momenti più importanti.
A Ekaterina Antropova, sempre più centrale nel progetto azzurro.
A Myriam Sylla, simbolo di leadership, carattere e continuità.
A Sarah Fahr, Anna Danesi e Denise Meli, fondamentali al centro.
A tutte le palleggiatrici, schiacciatrici, centrali, opposte e liberi.
E a tutte le ragazze che hanno fatto parte di questo gruppo, anche quando non erano in campo.
Perché una squadra non è soltanto chi mette a terra l’ultimo pallone.
È un gruppo.
È uno staff.
È chi lavora in palestra.
È chi prepara una partita.
È chi studia l’avversaria.
È chi recupera da un infortunio.
È chi entra per pochi punti e deve essere immediatamente pronta.
È chi sostiene le compagne dalla panchina.
Ed è proprio per questo che tutti i componenti della Nazionale meritano complimenti.
Hanno dimostrato partita dopo partita di essere a un livello altissimo.

Il palmarès: la storia che nessuna finale può cancellare

Per comprendere davvero quanto sia importante questa Nazionale bisogna guardare anche il palmarès complessivo.

Giochi Olimpici

  • Oro: Parigi 2024
Quello di Parigi è stato il primo storico oro olimpico della Nazionale femminile italiana. 

Campionati del Mondo

  • Oro: 2002, 2025
  • Argento: 2018
  • Bronzo: 2022

Campionati Europei

  • Oro: 2007, 2009, 2021
  • Argento: 2001, 2005, 2026
  • Bronzo: 1989, 1999, 2019

Volleyball Nations League

  • Oro: 2022, 2024, 2025
  • Bronzo: 2026

World Cup

  • Oro: 2007, 2011

World Grand Prix

L’Italia non ha mai vinto il World Grand Prix, ma ha conquistato sette podi:
  • Argento: 2004, 2005, 2017
  • Bronzo: 2006, 2007, 2008, 2010

Giochi del Mediterraneo

  • Oro: 1979, 1983, 1991, 1997, 2001, 2009, 2013, 2022
  • Argento: 1975, 2026
  • Bronzo: 1987, 2005
Il palmarès, quindi, racconta una storia molto più ampia della sola finale persa a Istanbul.

Il sogno è spezzato, non il progetto

La frase più semplice forse è anche quella più importante.
Il sogno europeo è finito. Il progetto azzurro no.
La Turchia ha conquistato il titolo.
L’Italia torna a casa con l’argento.
Resta il dolore per una finale che sembrava poter prendere un’altra direzione. Resta il rimpianto per il secondo set perso dopo il vantaggio iniziale. Resta il quarto set in cui la rimonta non è stata completata. Resta soprattutto quel tie-break, 15-10, che ha consegnato alla Turchia il trofeo.
Ma resta anche tutto il resto.
Un oro olimpico.
Un titolo mondiale.
Tre VNL.
Tre Europei.
Due World Cup.
Decine di podi internazionali.
E una Nazionale che continua a presentarsi ai grandi appuntamenti come una delle squadre più forti del mondo.
La sconfitta di Istanbul non cancella tutto questo.
Lo rende, forse, ancora più umano.
Perché nello sport non esistono squadre invincibili.
Esistono squadre che sanno tornare.
E questa Italia ha già dimostrato di saperlo fare.

Ora bisogna ripartire

Il prossimo passo sarà trasformare l’amarezza in lavoro.
Analizzare gli errori.
Capire cosa non ha funzionato.
Studiare la Turchia.
Preparare il prossimo appuntamento.
E soprattutto mantenere intatta la consapevolezza di essere una Nazionale capace di competere per i titoli più importanti.
La medaglia d’argento non è quella che le Azzurre volevano.
Ma è quella che hanno conquistato.
E nessuno gliel'ha regalata.
Come ha ricordato Myriam Sylla dopo la finale, l’Italia è arrivata fino a Istanbul con le proprie forze, attraverso lavoro e sacrificio.
Per questo oggi si può essere amareggiati.
Si può essere delusi.
Si può piangere una finale persa.
Ma si deve anche essere orgogliosi.
Orgogliosi di questa Nazionale. Orgogliosi di Velasco. Orgogliosi di ogni componente della squadra.
Perché perdere una finale fa male.
Ma arrivare continuamente a giocarsi le finali è il segnale che una grande squadra esiste davvero.

I precedenti articoli:

Per ripercorrere il cammino delle Azzurre fino alla finale, vi invitiamo a leggere anche il precedente articolo:
 
 
E per rivivere la grande vittoria nei quarti di finale:
 
 
Grazie Azzurre. Grazie Velasco. La storia continua.

Fonti principali:

 

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Volley: l’Italia vola in finale

L’Italia vola in finale agli Europei di volley femminile 2026. Le Azzurre di Julio Velasco hanno superato la Polonia per 3-1 nella semifinale disputata sabato 5 settembre alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul, conquistando così l’accesso alla sfida per l’oro continentale. I parziali raccontano una partita intensa ma sostanzialmente controllata dalla Nazionale italiana: 25-19, 25-19, 21-25, 25-16. Domenica 6 settembre, alle ore 18 italiane, l’Italia affronterà la Turchia padrona di casa e campione d’Europa in carica. In palio non ci sarà soltanto il titolo continentale, ma anche la qualificazione diretta ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. 

Italia in finale: una marcia quasi perfetta

Il cammino dell’Italia agli Europei 2026 è arrivato all’ultimo atto senza conoscere sconfitte. Prima della semifinale contro la Polonia, le Azzurre avevano vinto tutte le sette partite disputate: cinque nella Pool D, l’ottavo di finale contro la Bulgaria e il quarto di finale contro la Svezia. Con il successo sulla Polonia sono diventate otto le vittorie consecutive nel torneo.
Il percorso era iniziato a Göteborg con il 3-0 sulla Croazia, seguito dal 3-0 al Montenegro e dal 3-0 alla Svezia. Poi erano arrivati il 3-0 contro la Slovacchia e il 3-1 contro la Francia, risultato che aveva permesso all’Italia di chiudere la Pool D al primo posto. Negli ottavi di finale, a Brno, le Azzurre avevano superato la Bulgaria 3-0. Nei quarti, ancora a Brno, era arrivata una sfida molto più complicata contro la Svezia, vinta 3-1. Infine Istanbul e la semifinale contro la Polonia. 

La semifinale contro la Polonia

A Istanbul l’Italia ha iniziato la semifinale con grande autorità. Nel primo set le Azzurre hanno preso progressivamente il controllo della partita, con Paola Egonu protagonista e una fase di muro particolarmente efficace. Il 25-19 ha dato subito alla squadra di Velasco un vantaggio importante.
Anche il secondo parziale ha seguito una traiettoria favorevole all’Italia. La Polonia ha provato a rimanere agganciata al punteggio, ma le Azzurre hanno trovato continuità in attacco e soprattutto la capacità di sfruttare le occasioni nei momenti più delicati. Un altro 25-19 ha portato l’Italia avanti 2-0.
La partita, però, non era ancora finita.
Nel terzo set la Polonia ha reagito con maggiore aggressività. Le biancorosse sono partite forte, arrivando a costruire un vantaggio significativo. L’Italia ha provato a ricucire lo strappo e si è riportata a contatto, ma la formazione polacca ha mantenuto abbastanza sangue freddo da chiudere 25-21 e riaprire la semifinale. 
Il quarto set è stato quello della risposta definitiva. L’Italia è ripartita immediatamente con maggiore intensità, portandosi avanti e impedendo alla Polonia di trasformare il momento positivo del terzo parziale in una rimonta completa. Il servizio, il muro e il contrattacco hanno nuovamente funzionato e le Azzurre hanno allungato fino al 25-16.
La festa è così potuta iniziare: Italia in finale, Polonia battuta 3-1.

Egonu, Antropova e Danesi: i numeri corretti

Anche sul tabellino è importante fare chiarezza.
La miglior realizzatrice italiana della semifinale è stata Paola Egonu con 20 punti. Alle sue spalle Ekaterina Antropova con 14 e Anna Danesi con 13. Per la Polonia, invece, Julia Szczurowska ha chiuso con 15 punti. Sono questi i numeri riportati dalla CEV nel resoconto ufficiale della semifinale. 
Il dato di Egonu è particolarmente significativo perché conferma il ruolo centrale dell’opposta azzurra nei momenti decisivi del torneo. Ma la semifinale non è stata soltanto la partita di una singola giocatrice. L’Italia ha costruito il successo attraverso una prestazione collettiva, alternando qualità offensiva, servizio, muro e capacità di reagire dopo il passaggio a vuoto del terzo set.
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della Nazionale di Velasco: anche quando la partita cambia ritmo, la squadra riesce a ritrovare rapidamente la propria identità.

Il muro azzurro ha fatto la differenza

Uno dei temi centrali della semifinale è stato il rendimento del muro italiano. La fase a rete ha permesso alle Azzurre di interrompere diversi tentativi di costruzione della Polonia e di trasformare alcune situazioni difensive in punti immediati.
La CEV ha sottolineato la qualità della prova italiana nei momenti in cui il servizio e il muro hanno contribuito maggiormente a spezzare il ritmo delle avversarie. L’Italia ha così potuto affrontare il quarto set senza dover ricorrere al tie-break, evitando il rischio di una partita completamente riaperta. 
La capacità di chiudere in quattro set assume ancora più valore considerando la posta in palio. Una semifinale europea può trasformarsi rapidamente in una partita di nervi, soprattutto quando una squadra ha appena perso un parziale dopo essere stata avanti 2-0. L’Italia, invece, ha reagito immediatamente.

La sesta finale europea della storia

Con la vittoria sulla Polonia, l’Italia ha raggiunto la sesta finale della propria storia agli Europei femminili.
Le precedenti finali erano state quelle del 2001, 2005, 2007, 2009 e 2021. L’Italia ha conquistato il titolo continentale nel 2007, nel 2009 e nel 2021. Quella di Istanbul sarà dunque l’occasione per andare alla ricerca del quarto oro europeo. 
Il dato racconta bene la continuità raggiunta dalla Nazionale negli ultimi anni. Dopo il titolo olimpico conquistato a Parigi 2024 e il titolo mondiale del 2025, l’Italia si presenta alla finale europea da campione in carica anche a livello olimpico e mondiale.
La vittoria contro la Polonia ha inoltre portato a 39 la serie di successi consecutivi dell’Italia contro avversarie europee nelle competizioni ufficiali, secondo i dati FIPAV. L’ultima sconfitta contro una Nazionale europea risaliva al 14 maggio 2024, proprio contro la Polonia, nella VNL. 

Velasco scrive un’altra pagina di storia

La finale di Istanbul avrà un significato particolare anche per Julio Velasco.
Il tecnico italiano è infatti diventato il primo allenatore nella storia a raggiungere una finale dei Campionati Europei sia nel torneo maschile sia in quello femminile. Con la Nazionale maschile aveva già disputato quattro finali europee, vincendone tre, nel 1989, nel 1993 e nel 1995.
Ora, alla guida delle Azzurre, Velasco ha riportato l’Italia in finale a distanza di cinque anni dall’oro conquistato a Belgrado nel 2021. 
È un altro tassello di una carriera straordinaria, ma la sfida di Istanbul avrà soprattutto un obiettivo concreto: provare a conquistare un altro titolo con la Nazionale femminile.

Italia-Turchia: una finale da non perdere

Dall’altra parte della rete ci sarà la Turchia, padrona di casa e campione d’Europa in carica.
La formazione allenata da Daniele Santarelli ha raggiunto la finale dopo aver battuto la Serbia 3-0 in semifinale. Nel torneo ha ottenuto sette vittorie su otto partite, perdendo soltanto contro la Polonia nella Pool A, al termine di un combattutissimo 3-2. 
La Turchia arriva inoltre all’appuntamento forte di un gruppo di giocatrici di altissimo livello, a partire da Melissa Vargas, miglior realizzatrice turca nel torneo con 167 punti. L’opposta turca ha già avuto un ruolo determinante nella finale mondiale del 2025, vinta dall’Italia 3-2 a Bangkok.
E proprio quel precedente rende ancora più interessante la sfida di Istanbul. Le due Nazionali si ritrovano nuovamente una contro l’altra in una partita che assegna un titolo.

Italia-Turchia, una rivalità sempre più importante

Quella di domenica sarà la 79ª sfida complessiva tra Italia e Turchia, con le Azzurre avanti 57-21 negli scontri diretti. Sarà inoltre il decimo confronto nella storia dei Campionati Europei.
La Turchia ha vinto gli ultimi tre precedenti continentali, tutti al tie-break, compresa la semifinale del 2023. Ma dal 2023 in poi l’Italia ha vinto tutti i sei confronti ufficiali successivi contro la Turchia: VNL 2024, due partite ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, VNL 2025, finale mondiale 2025 e VNL 2026. 
La finale, quindi, non sarà soltanto una sfida tra due squadre fortissime. Sarà anche un nuovo capitolo di una rivalità diventata centrale nella pallavolo femminile internazionale.

In palio c'è anche Los Angeles 2028

Il titolo europeo non sarà l’unico premio della giornata.
La vincitrice di EuroVolley 2026 otterrà infatti la qualificazione diretta ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Per entrambe le Nazionali è quindi una partita dal peso enorme.
L’Italia è già campione olimpica in carica dopo lo storico oro conquistato a Parigi 2024, ma il pass per Los Angeles rappresenterebbe un ulteriore tassello nella programmazione del prossimo ciclo olimpico. 
Per le Azzurre, inoltre, una vittoria permetterebbe di realizzare qualcosa di rarissimo nella storia della pallavolo femminile: detenere contemporaneamente il titolo olimpico, quello mondiale e quello europeo. Secondo la FIPAV, l’unica Nazionale ad aver già raggiunto questo risultato è stata l’Unione Sovietica.

La finale di Istanbul

L’appuntamento è dunque fissato per domenica 6 settembre alle ore 18:00 italiane alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul.
La partita sarà trasmessa in Italia su Rai 1, Sky Sport Uno, Sky Sport Arena e DAZN, secondo la guida ufficiale FIPAV aggiornata alla vigilia della finale. 
Italia e Turchia arrivano alla partita con motivazioni enormi. Da una parte le Azzurre, ancora imbattute in questo Europeo e determinate a conquistare il quarto titolo continentale. Dall’altra le padrone di casa, campionesse d’Europa in carica, sostenute dal pubblico di Istanbul e intenzionate a confermare il titolo conquistato nel 2023.
Il pronostico, almeno sulla carta, conta poco. La finale europea è una partita diversa da tutte le altre.
L’Italia ha già dimostrato di saper soffrire, reagire e vincere. Contro la Svezia nei quarti è stata costretta a rimontare dopo il primo set perso. Contro la Polonia ha invece dominato i primi due parziali, ha subito la reazione avversaria nel terzo e ha immediatamente risposto nel quarto.
Ora manca l’ultimo passo.
 
L’Italia è in finale. La Turchia è l’ultima avversaria. In palio ci sono l’oro europeo, il pass olimpico per Los Angeles 2028 e la possibilità di entrare ancora più profondamente nella storia della pallavolo femminile.

Per approfondire:

Per ricostruire il percorso delle Azzurre fino alla semifinale, puoi leggere anche il precedente articolo:
 
 
E puoi rivedere il video della precedente vittoria storica dell’Italia:
 

Fonti principali:

 
 

 

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