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Italia-Belgio 0-2: Mancini riparte dai fischi, cosa non ha funzionato

La nuova Italia di Roberto Mancini non riesce a cambiare subito passo. Allo stadio Olimpico, nella prima giornata della Nations League 2026/27, il Belgio vince 2-0 e lascia gli Azzurri con più interrogativi che certezze. La sconfitta arriva davanti a circa 47.000 spettatori e chiude una serata iniziata con l'attesa per il ritorno del tecnico che aveva guidato l'Italia al titolo europeo nel 2021. Il campo, però, racconta un'altra storia: il Belgio appare più brillante, più organizzato e più pericoloso, soprattutto nel primo tempo, mentre l'Italia trova una reazione nella ripresa ma non riesce a trasformarla in gol. 

Un primo tempo che riporta alla mente Zenica

Il confronto con la notte di Zenica è inevitabile perché arriva appena 178 giorni dopo quella sconfitta che aveva segnato la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali. Questa volta il palcoscenico è diverso, l'allenatore è cambiato e l'obiettivo dichiarato è quello di aprire un nuovo ciclo, ma per almeno 45 minuti il copione sembra ancora quello di una squadra alla ricerca della propria identità. Il Belgio prende il controllo della partita e costringe Donnarumma a intervenire più volte. Il portiere azzurro, secondo la stessa FIGC, tiene in partita l'Italia con almeno tre interventi importanti. 
La rete dell'1-0 arriva al 20'. Mika Godts trova il modo di superare Donnarumma e porta avanti il Belgio. L'Italia fatica a costruire una risposta convincente e lascia troppo spazio agli avversari, che possono sfruttare qualità individuale, velocità e una migliore gestione del pallone. Il dato più significativo non è soltanto lo svantaggio, ma la difficoltà degli Azzurri nel produrre una reazione continua. Alla fine del primo tempo arrivano i fischi dell'Olimpico.

La reazione nella ripresa c'è, ma dura troppo poco

Mancini non cambia uomini all'intervallo, ma l'atteggiamento dell'Italia è diverso. Gli Azzurri alzano il baricentro e costruiscono alcune delle occasioni più interessanti della serata. Al 47' Cambiaghi mette una palla molto pericolosa per Kean, che trova la risposta del portiere belga Lammens. Poco dopo anche Pio Esposito prova a rendersi pericoloso, mentre Cambiaghi continua a essere tra i giocatori più attivi nella fase offensiva. 
Per alcuni minuti sembra possibile arrivare al pareggio. È proprio questo il momento nel quale l'Italia avrebbe bisogno di trasformare la pressione in una rete, ma il Belgio resiste e torna a colpire al 69'. La ripartenza nasce da una palla persa dagli Azzurri, Lukébakio accelera e firma il 2-0. Il gol cambia nuovamente l'inerzia della partita e rende molto più complicato il tentativo italiano di rientrare.
Mancini prova a intervenire dalla panchina inserendo Scalvini, Maldini e Frattesi, poi Doumbia e Zoma. Gli Azzurri continuano a cercare la rete, ma senza riuscire a riaprire davvero la partita. All'87' una conclusione di Scalvini termina sulla traversa, uno degli ultimi episodi prima del fischio finale. 

Donnarumma tra i pochi punti di riferimento

Se c'è un elemento che emerge con chiarezza dalla serata dell'Olimpico è il ruolo di Donnarumma. Il portiere italiano viene chiamato in causa più volte soprattutto nella prima parte della gara e impedisce al Belgio di arrivare all'intervallo con un vantaggio più largo. La sua prestazione contribuisce quindi a mantenere l'Italia dentro la partita quando la squadra appare maggiormente in difficoltà.
Dall'altra parte, il Belgio può contare sulla qualità di Kevin De Bruyne e sull'impatto di Godts e Lukébakio. La squadra di Mark van Bommel non ha bisogno di dominare ogni minuto per essere efficace: quando trova spazio, riesce a trasformare le occasioni in gol. È una delle differenze più evidenti emerse all'Olimpico.

Mancini: “I fischi ci stanno”

Nel postpartita Mancini non ha cercato di nascondere le difficoltà. Il commissario tecnico ha riconosciuto che il Belgio ha giocato meglio nel primo tempo e che l'Italia era in difficoltà, mentre ha giudicato positivamente buona parte della ripresa. Secondo Mancini, il secondo tempo è stato giocato bene fino al contropiede che ha portato al 2-0. 
Anche sui fischi del pubblico il tecnico ha mantenuto una posizione diretta: quando si perde, ha spiegato, è normale riceverli. Una risposta che fotografa bene il momento della Nazionale: l'attesa per il nuovo corso era alta e la prestazione dell'Olimpico non ha prodotto quella svolta immediata che molti tifosi speravano di vedere.

Il problema non è soltanto il risultato

Ridurre Italia-Belgio al semplice 0-2 sarebbe però troppo semplice. La vera questione riguarda il modo in cui la squadra ha affrontato la partita. Nel primo tempo gli Azzurri hanno mostrato difficoltà nella costruzione, poca continuità e una certa vulnerabilità quando il Belgio riusciva a recuperare palla e ripartire. La seconda frazione ha mostrato invece una squadra più aggressiva, capace di mettere in difficoltà gli avversari per alcuni minuti.
È proprio questa differenza tra i due tempi a rappresentare uno dei principali elementi di lavoro per Mancini. Il tecnico ha parlato della necessità di continuare a lavorare e ha ricordato che il calendario offre ancora cinque partite nel girone. 
Non è quindi possibile considerare già chiuso il discorso qualificazione, così come sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive sul nuovo corso dopo una sola partita. Ma è altrettanto difficile ignorare i problemi emersi contro il Belgio. La Nations League mette immediatamente l'Italia davanti a un calendario molto impegnativo e il margine per trovare equilibrio e identità sarà ridotto.

La situazione nel Gruppo A1

Dopo la prima giornata, Belgio e Francia hanno iniziato con una vittoria, mentre Italia e Turchia sono rimaste a zero punti. La Francia ha infatti superato la Turchia per 1-0, mentre il Belgio ha battuto l'Italia 2-0. 
Il formato della competizione rende particolarmente importante la posizione finale nel gruppo. Le prime due classificate accederanno ai quarti di finale, mentre la quarta retrocederà direttamente in League B; la terza dovrà invece passare attraverso uno spareggio promozione-retrocessione. 

Ora arriva subito la Turchia

Il calendario non concede molto tempo per metabolizzare la sconfitta. L'Italia tornerà in campo lunedì 28 settembre contro la Turchia di Vincenzo Montella, in trasferta a Bursa, all'Atatürk Spor Kompleksi. La partita è in programma alle 20:45. 
Dopo la Turchia arriverà la trasferta contro la Francia del 2 ottobre, prima del ritorno casalingo contro la Turchia il 5 ottobre a Bologna. A novembre sono previste le ultime due sfide del girone contro Francia e Belgio. 
Per Mancini, quindi, il tempo per lavorare esiste ma non è molto. La sconfitta contro il Belgio ha mostrato una squadra ancora lontana dall'equilibrio cercato dal nuovo commissario tecnico. La parte positiva, se si vuole guardare oltre il risultato, è che nella ripresa l'Italia ha avuto una reazione e ha costruito alcune occasioni. La parte più preoccupante è che quella reazione non è stata sufficiente per cambiare la partita.

Una ripartenza che deve ancora cominciare davvero

Il ritorno di Mancini non ha prodotto la svolta immediata che l'ambiente azzurro aspettava. L'Italia ha perso 0-2, ha subito il Belgio per buona parte del primo tempo e ha chiuso la serata accompagnata dai fischi dell'Olimpico. Ma questa partita può essere letta anche come il primo capitolo di un percorso che deve ancora essere costruito.
La prossima risposta arriverà molto presto, contro la Turchia. Sarà lì che si capirà se la reazione vista nel secondo tempo con il Belgio può diventare una base concreta oppure se i problemi emersi all'Olimpico continueranno a condizionare il nuovo corso. Una cosa, però, è già evidente: per questa Italia non basta cambiare allenatore. Serve trovare rapidamente gioco, equilibrio, personalità e continuità.

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