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Serie A 2026/27, la prima giornata lancia Roma, Inter e nuovi protagonisti

La nuova Serie A non ha aspettato nemmeno una giornata per mandare qualche messaggio.
Dieci partite, 34 gol, grandi vittorie, successi di misura, giovani italiani subito protagonisti e soprattutto due squadre capaci di prendersi la copertina: Roma e Inter.
Il primo turno del campionato 2026/27 si è concluso lunedì sera con due risultati importanti. La Lazio ha espugnato Bologna grazie a Davide Frattesi, mentre la Roma ha travolto la Fiorentina 4-0 con una straordinaria tripletta di Donyell Malen.
La classifica, dopo il primo weekend, racconta già una situazione curiosa: Roma e Inter sono appaiate a quota 3, ma i giallorossi occupano il primo posto grazie al +4 di differenza reti, contro il +3 dei campioni d'Italia.
Ma dietro le prime due ci sono già Lecce, Napoli, Milan e Atalanta.
Insomma, è soltanto la prima giornata. Ma qualche indicazione interessante è già arrivata..

Roma, Malen e Dybala accendono subito l'Olimpico

Il primo grande spettacolo della stagione arriva dalla Capitale.
La Roma di Gian Piero Gasperini non poteva immaginare un debutto migliore.
All'Olimpico arriva la Fiorentina di Fabio Grosso e il risultato finale è pesantissimo: 4-0.
Il protagonista assoluto è Donyell Malen.
L'attaccante olandese firma una tripletta e diventa immediatamente il nome più pesante della prima giornata. I tre gol arrivano al 27', al 53' e al 60', tutti con un denominatore comune: Paulo Dybala.
Il primo gol nasce da una giocata individuale dell'argentino, che entra in area e trova Malen nella posizione giusta. L'attaccante controlla e conclude.
Nella ripresa arriva il secondo.
Poi il terzo, ancora costruito da Dybala.
Il quarto gol porta invece la firma di Nicolò Pisilli all'86', entrato dalla panchina e bravo a sfruttare un rimpallo favorevole per chiudere definitivamente la partita. 
Il dato che più colpisce, però, non è soltanto il 4-0.
È la sensazione di intesa immediata tra Dybala e Malen.
Diretta.it ha premiato l'olandese con un Flashscore Rating di 9,7, il più alto della giornata, mentre Dybala ha ricevuto 9,1 dopo i tre assist. 
La Roma parte quindi davanti a tutti.
E lo fa con un attacco che potrebbe diventare uno degli elementi più interessanti del campionato.

L'Inter risponde da campione

A San Siro il risultato è ancora più largo di quanto dica il primo tempo.
L'Inter campione d'Italia ospita il Monza neopromosso e parte subito forte.
Hakan Calhanoglu sblocca la partita al 6' con una conclusione dalla distanza.
Il Monza però non si spaventa.
Al 29' Gustavo Varela trova il pareggio e porta le squadre sull'1-1.
Per un tempo la squadra di Cristian Chivu deve quindi fare i conti con un avversario coraggioso.
Poi cambia tutto.
Nel secondo tempo arrivano tre reti nerazzurre in rapida successione: Piotr Zielinski al 48', Pio Esposito al 55' e Yann Bisseck al 63'.
Il 4-1 finale certifica una ripresa dominante.
E proprio Pio Esposito è uno dei nomi da tenere d'occhio: il giovane attaccante italiano segna con un pregevole colpo di tacco e viene indicato da Sky Sport come migliore in campo. 
L'Inter manda quindi un messaggio molto semplice alle rivali:
la squadra campione è già pronta.

Napoli, il colpo arriva nel finale

A Genova il Napoli deve aspettare quasi tutta la partita.
Il Genoa gioca con aggressività e per lunghi tratti riesce a complicare la costruzione della squadra di Massimiliano Allegri.
Il primo tempo finisce senza reti.
La svolta arriva nella ripresa, anche grazie ai cambi.
Kevin De Bruyne entra e all'82' firma l'1-0.
Cinque minuti dopo arriva il raddoppio di Antonio Vergara.
Due giocatori entrati dalla panchina diventano quindi decisivi.
È una delle immagini più interessanti della prima giornata: il Napoli non brilla subito, ma trova comunque il modo di vincere.
E per una squadra che punta alle zone altissime della classifica, anche questo può essere un segnale importante.

Milan, Cissè è la sorpresa che non ti aspetti

Il Milan comincia con una vittoria, ma il volto nuovo della serata è italiano.
A Torino i rossoneri vincono 2-1 contro i granata.
Il primo gol arriva nella ripresa ed è firmato Alphadjo Cissè.
Il classe 2006 segna al 64' e diventa uno dei simboli della giornata dedicata ai giovani italiani.
Due minuti dopo arriva il raddoppio di Adrien Rabiot.
Il Torino reagisce nel finale e Adams accorcia al 90'+2', ma il Milan riesce a difendere il vantaggio. 
Per Ruben Amorim è quindi una partenza positiva.
Ma soprattutto è un esordio che porta alla ribalta un ragazzo destinato a essere osservato con attenzione.
Cissè è infatti uno dei 14 giovani italiani Under 20 che hanno trovato spazio nella prima giornata.

Juventus, tre punti ma finale da brividi

La Juventus vince, ma deve ringraziare anche la traversa.
A Frosinone i bianconeri conquistano uno 0-1 che vale tre punti.
La rete decisiva arriva al 22': Bremer svetta di testa e firma il vantaggio.
La squadra di Luciano Spalletti parte con grande intensità e nel primo tempo costruisce diverse situazioni pericolose.
Il Frosinone però non molla.
Nel finale la Juventus rischia addirittura di subire il pareggio: al 93' Gabriele Calvani colpisce la traversa.
Il risultato non cambia.
Per la Juventus è una vittoria importante soprattutto per il risultato, mentre sul piano del gioco ci sono già elementi da migliorare. 

Atalanta, Raspadori e Krstovic firmano la prima vittoria di Sarri

A Bergamo il nuovo ciclo parte con tre punti.
L'Atalanta supera il Sassuolo 2-1.
Giacomo Raspadori sblocca il risultato dopo appena sei minuti con una conclusione potente e precisa.
Il Sassuolo reagisce e trova il pareggio con Odenthal.
Poi arriva il gol decisivo di Nikola Krstovic.
Per Maurizio Sarri è quindi un debutto vincente in campionato sulla panchina nerazzurra. 
La partita lascia però anche un altro elemento interessante: il Sassuolo ha mostrato momenti di personalità nonostante la sconfitta.

Lecce, vittoria pesante a Venezia

Il Lecce torna da Venezia con tre punti e due gol nella ripresa.
Il Venezia, tornato in Serie A dopo una stagione, parte con entusiasmo e per tutto il primo tempo mette pressione agli ospiti.
Ma non riesce a concretizzare.
Il Lecce aspetta il momento giusto.
Al 46' Gorter trova l'1-0 con una conclusione deviata.
All'80' Tiago Gabriel raddoppia con un colpo di testa.
Finisce 0-2.
E tra i protagonisti c'è Wladimiro Falcone, decisivo in diverse situazioni e premiato come migliore in campo da Sky Sport. 
Il Lecce si ritrova così addirittura al terzo posto dopo la prima giornata.

Cagliari, il gol del giovane Romano vale tre punti

A Parma decide un ragazzo classe 2006.
La partita rimane bloccata per gran parte dei 90 minuti.
Poi, al 79', Alessandro Romano trova il gol che decide la partita.
Il Cagliari vince 0-1 al Tardini e conquista tre punti preziosi.
Romano gioca tutta la partita e diventa uno dei giovani italiani più interessanti del primo turno.
Un dato significativo in una giornata nella quale i calciatori italiani Under 20 hanno ricevuto parecchio spazio. 

Udinese e Como, un pareggio che poteva finire diversamente

A Udine il primo pareggio della stagione nasce da una partita apertissima.
L'Udinese passa avanti al 29' con Hassane Kamara, bravo a superare il portiere con un delicato pallonetto dopo il filtrante di Ekkelenkamp.
Il Como reagisce nella ripresa.
Al 54' Anastasios Douvikas trova l'1-1.
Nel finale arrivano occasioni da entrambe le parti.
L'Udinese spreca una grande opportunità con Bayo, mentre il Como colpisce una traversa con Ramon in pieno recupero.
Finisce 1-1.
Un punto per parte e la sensazione che entrambe avrebbero potuto portarne a casa tre. 

Lazio, Frattesi entra e decide

Il lunedì comincia con una vittoria biancoceleste al Dall'Ara.
Bologna e Lazio giocano una partita combattuta.
La Lazio parte con alcune occasioni interessanti, ma il Bologna riesce a resistere.
La svolta arriva con l'ingresso di Davide Frattesi.
Il centrocampista entra e al 59' segna il gol dello 0-1.
La squadra di Gennaro Gattuso riesce poi a difendere il risultato fino alla fine.
Il Bologna ci prova, ma trova sulla propria strada anche un Mandas molto attento.
La Lazio porta quindi a casa tre punti pesanti. 

La classifica dopo la prima giornata

Roma e Inter partono davanti, ma il gruppo è già molto compatto.
Dopo i primi dieci incontri:
Pos. Squadra Pt GF-GS Diff.
1 Roma 3 4-0 +4
2 Inter 3 4-1 +3
3 Lecce 3 2-0 +2
4 Napoli 3 2-0 +2
5 Milan 3 2-1 +1
6 Atalanta 3 2-1 +1
7 Juventus 3 1-0 +1
8 Lazio 3 1-0 +1
9 Cagliari 3 1-0 +1
10 Udinese 1 1-1 0
11 Como 1 1-1 0
12 Sassuolo 0 1-2 -1
13 Torino 0 1-2 -1
14 Bologna 0 0-1 -1
15 Frosinone 0 0-1 -1
16 Parma 0 0-1 -1
17 Genoa 0 0-2 -2
18 Venezia 0 0-2 -2
19 Monza 0 1-4 -3
20 Fiorentina 0 0-4 -4
La graduatoria è naturalmente ancora poco significativa: una sola partita non può definire il valore di una squadra.
Ma può già indicare tendenze.

Il dato che fa riflettere: spazio ai giovani italiani

La prima giornata ha lasciato anche un segnale importante per la Nazionale.
Prima delle ultime due partite erano già 13 i calciatori italiani nati dal 2006 in poi ad aver trovato spazio.
Dopo Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina, il numero è salito a 14.
Sky Sport aveva evidenziato come, nelle prime otto partite, fossero scesi in campo 76 italiani su 254 giocatori utilizzati, circa il 30%.
Il dato sui giovanissimi, però, racconta un'altra storia.
Ci sono stati debutti, titolarità importanti e soprattutto giocatori che non sono entrati soltanto nei minuti finali.
Tra i nomi più interessanti figurano Cissè, Alessandro Romano, Pio Esposito, Diego Mascardi, Alessio Cacciamani, Matteo Palma e altri ragazzi classe 2006, 2007 e 2008. 
È ancora presto per capire se si tratti di una tendenza destinata a durare.
Ma per Roberto Mancini è sicuramente un primo dato da osservare.

Cosa abbiamo capito davvero dopo una sola giornata?

Molto meno di quanto suggeriscano le classifiche. E forse molto di più di quanto sembri.
L'Inter ha mostrato profondità e capacità di reagire.
La Roma ha trovato immediatamente una coppia offensiva devastante.
Il Napoli ha dimostrato di saper vincere anche quando la partita si complica.
Il Milan ha scoperto un protagonista inatteso.
La Juventus ha iniziato con tre punti ma ha mostrato qualche crepa nel finale.
La Lazio ha trovato un nuovo acquisto subito decisivo.
E i giovani italiani hanno occupato uno spazio che merita attenzione.
La Serie A 2026/27 è appena cominciata.
Roma e Inter hanno già acceso la luce, ma dietro di loro ci sono sette squadre a tre punti e un campionato ancora tutto da scrivere.
 
La vera domanda arriverà tra qualche settimana: quali delle prime impressioni erano davvero anticipazioni del futuro e quali, invece, soltanto effetti della prima giornata?

Fonti principali consultate:

 

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Inter da leggenda: Chivu firma il double nerazzurro

L’Inter torna sul tetto del calcio italiano e lo fa nel modo più pesante possibile. Dopo lo Scudetto conquistato nelle scorse settimane, i nerazzurri hanno alzato anche la Coppa Italia battendo la Lazio 2-0 nella finale dello Stadio Olimpico. Una vittoria che vale il double nazionale e che consacra definitivamente il lavoro di Cristian Chivu, protagonista di una stagione che pochi mesi fa sembrava quasi impossibile da immaginare.
 
La squadra milanese ha dominato la finale con personalità, intensità e maturità. L’Inter è passata avanti grazie a un’autorete di Marusic nei primi minuti, poi ha controllato il ritmo della gara trovando il raddoppio con Lautaro Martinez, ancora decisivo nei momenti che contano. L’argentino ha confermato il suo ruolo di leader assoluto della squadra, trascinando il gruppo in un’altra notte storica davanti a migliaia di tifosi nerazzurri arrivati a Roma.
 
Il successo contro la Lazio non rappresenta soltanto una vittoria di prestigio. È il simbolo di un nuovo ciclo che sembra già entrato nella storia recente del club. L’Inter ha mostrato continuità, organizzazione e fame di vittorie per tutta la stagione. Lo Scudetto numero 21 aveva già riportato entusiasmo a Milano, ma la Coppa Italia completa un’annata che potrebbe diventare una delle più ricordate dell’era moderna nerazzurra.
 
Gran parte dei meriti va inevitabilmente a Cristian Chivu. L’ex difensore romeno, amatissimo dai tifosi per il suo passato da giocatore interista, ha saputo trasformarsi rapidamente in un allenatore vincente. Da calciatore aveva già scritto pagine importanti della storia del club, conquistando lo storico Triplete del 2010 insieme a José Mourinho. Oggi, seduto in panchina, ha riportato quello spirito combattivo e quella mentalità vincente che i tifosi aspettavano da tempo.
 
La stagione dell’Inter è stata caratterizzata da equilibrio tattico, rotazioni intelligenti e una gestione psicologica perfetta dei momenti difficili. Chivu ha dato spazio ai giovani senza perdere competitività, riuscendo a valorizzare sia i leader storici sia i nuovi innesti. La crescita di giocatori come Thuram, Barella e Sucic si è unita all’esperienza di Lautaro Martinez e Bastoni, creando una squadra completa e difficile da affrontare.
 
Anche il percorso in Coppa Italia racconta molto della mentalità di questo gruppo. Dopo aver eliminato Venezia e Torino, i nerazzurri hanno superato il Como in una semifinale spettacolare terminata con una rimonta clamorosa a San Siro. Quella partita aveva già mostrato il carattere della squadra. La finale contro la Lazio è stata invece la dimostrazione definitiva della maturità raggiunta.
 
Nel frattempo Milano è esplosa di gioia. Migliaia di tifosi si sono riversati nelle strade subito dopo il triplice fischio. Piazza Duomo, San Siro e il centro città si sono trasformati in un’enorme festa nerazzurra tra bandiere, fumogeni e cori fino a notte fonda. L’entusiasmo ricorda le grandi notti europee del passato e conferma quanto questo gruppo sia riuscito a riconnettersi emotivamente con il popolo interista.
 
Ora però l’attenzione si sposta già sul futuro. L’Inter vuole aprire un ciclo duraturo. La società sembra intenzionata a continuare il progetto puntando su giovani talenti e stabilità tecnica. Chivu, dopo aver conquistato campionato e Coppa Italia, potrebbe diventare il simbolo di una nuova era. E i tifosi iniziano già a chiedersi fin dove possa arrivare questa squadra.
 
La sensazione è che il club abbia ritrovato qualcosa che negli ultimi anni sembrava smarrito: identità, fame e continuità. Non è soltanto una vittoria. È un messaggio al calcio italiano ed europeo. L’Inter è tornata davvero.
 
FONTI:
Reuters
Inter.it
SportMediaset
ANSA
Sky Sport
 
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Inter da impazzire: Milano esplode per il 21° scudetto

L’Inter è tornata sul tetto d’Italia e questa volta lo ha fatto con la forza delle grandi squadre che non lasciano spazio ai dubbi. Il ventunesimo scudetto nerazzurro è arrivato con tre giornate d’anticipo dopo la vittoria contro il Parma a San Siro, trasformando Milano in una gigantesca festa a cielo aperto.
 
I caroselli, le bandiere, i cori e le immagini di Piazza Duomo piena fino a notte fonda hanno confermato una sensazione chiara: questo titolo ha un peso speciale. Non solo perché arriva dopo la seconda stella conquistata nel 2024, ma perché rappresenta la rinascita immediata dopo una stagione complicata e dopo i dubbi che avevano accompagnato l’arrivo di Cristian Chivu in panchina.
 
Molti non credevano che l’ex difensore rumeno potesse raccogliere un’eredità pesante senza esperienza ad altissimo livello. E invece proprio Chivu è diventato uno dei simboli di questa cavalcata. Ha trasformato una squadra reduce da delusioni europee e tensioni ambientali in una macchina quasi perfetta. Pressing alto, gioco verticale, difesa aggressiva e mentalità vincente: l’Inter ha dominato la Serie A con continuità impressionante.
 
Il dato che racconta meglio la stagione è forse quello relativo alla distanza dalle inseguitrici. I nerazzurri hanno chiuso virtualmente il campionato lasciando Napoli e Milan molto indietro, mostrando una superiorità tecnica e mentale evidente soprattutto nella seconda parte dell’anno.
 
Uno dei protagonisti assoluti è stato ancora Lautaro Martinez. Il capitano argentino ha trascinato la squadra nei momenti decisivi, confermandosi leader emotivo oltre che bomber. Nonostante alcuni problemi fisici durante la stagione, Lautaro è rimasto il riferimento offensivo principale dell’Inter e uno dei giocatori più decisivi dell’intero campionato.
 
Accanto a lui è cresciuto definitivamente Marcus Thuram, autore di una stagione straordinaria per continuità, intensità e qualità nelle grandi partite. La coppia offensiva nerazzurra è stata devastante e ha rappresentato una delle armi principali della corsa scudetto.
 
Fondamentale anche il contributo di Barella, Dimarco e Bastoni. Tre simboli italiani di una squadra che ha saputo unire esperienza internazionale e identità forte. Dimarco, in particolare, è stato uno degli uomini più determinanti grazie agli assist e alla qualità sulle fasce.
 
Questo titolo ha anche un valore storico importante. Con il ventunesimo scudetto, l’Inter supera definitivamente il Milan nell’albo d’oro della Serie A per numero di campionati vinti e consolida il proprio posto tra i club più vincenti del calcio italiano.
 
I tifosi ricordano bene quanto sia cambiato il mondo nerazzurro negli ultimi anni. Dal periodo difficile post-Triplete fino al ritorno al vertice con Conte, Inzaghi e ora Chivu. Questo nuovo successo sembra quasi la conferma definitiva di un ciclo che non vuole fermarsi.
 
E i prossimi obiettivi sono già chiarissimi. La società vuole aprire una nuova era internazionale. Si parla di investimenti mirati, giovani talenti da valorizzare e una squadra sempre più competitiva anche in Champions League.
 
Intanto Milano continua a festeggiare. Le immagini della notte scudetto hanno fatto il giro del web: fumogeni nerazzurri, bandiere dalle finestre, cortei infiniti e San Siro trasformato in un’enorme esplosione di emozioni.
 
Per molti tifosi questo non è stato soltanto uno scudetto. È stata una risposta. A chi parlava di fine ciclo. A chi vedeva l’Inter in difficoltà. A chi pensava che il futuro appartenesse ad altri.
 
Ora la domanda è una sola: questo è l’inizio di una nuova dinastia nerazzurra?
   

FONTI:

Reuters  The Guardian Inter.it  Sky TG24  ANSA 
 

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