Facebook YouTube Publish0x X Telegram RSS

🤝 Collaborazioni & Partnership 💼 ✉️ commentalanotizia@proton.me

Visualizzazione post con etichetta serie a. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta serie a. Mostra tutti i post

Serie A 2026/27, 2ª giornata: Roma inarrestabile, sei squadre a punteggio pieno e il Como sorprende Napoli

La seconda giornata della Serie A 2026/2027 ha confermato alcune delle sensazioni emerse al debutto, ma ha anche aperto scenari completamente nuovi. Dopo dieci partite e 31 gol complessivi nelle prime due giornate, la classifica comincia già a delineare un primo gruppo di squadre capaci di mantenere il passo perfetto: Roma, Inter, Milan, Juventus, Atalanta e Lazio sono tutte a quota 6 punti.
A guidare la graduatoria è la Roma di Gian Piero Gasperini, protagonista di un altro 4-0 dopo quello rifilato alla Fiorentina nella giornata inaugurale. I giallorossi hanno segnato otto gol in due partite senza subirne nemmeno uno. Una partenza impressionante, ulteriormente valorizzata dalla forma di Donyell Malen, già arrivato a cinque reti in campionato.
Alle spalle della Roma ci sono Inter, Milan, Juventus, Atalanta e Lazio. L'Inter ha vinto ancora una volta di misura, così come Milan, Juventus e Lazio, mentre l'Atalanta ha trovato il successo sul Bologna soltanto al 96'. Più indietro, invece, il Napoli ha incassato la prima sconfitta stagionale contro un Como capace di imporsi al Maradona per 2-1.
La giornata ha quindi prodotto una fotografia molto interessante: da una parte le sei squadre ancora imbattute e a punteggio pieno, dall'altra un gruppo già costretto a inseguire. Tra le sorprese più evidenti spiccano anche il Frosinone, autore di un clamoroso 3-0 a Firenze, e l'Udinese, vittoriosa 3-2 sul campo del Monza.

Roma, Malen ancora protagonista: altro poker e vetta della classifica

Il risultato più importante della giornata arriva dal Via del Mare, dove la Roma ha battuto il Lecce 4-0. Dopo il 4-0 rifilato alla Fiorentina nella prima giornata, la squadra di Gasperini ha ripetuto esattamente lo stesso risultato, portandosi a quota otto gol segnati e zero subiti.
La partita è stata indirizzata praticamente subito. Al 4' Donyell Malen ha approfittato di un errore difensivo del Lecce e ha trovato il gol che ha sbloccato l'incontro. Al 23' è arrivato il raddoppio, ancora firmato dall'attaccante olandese, bravo a sfruttare il cross di Wesley.
Pochi minuti più tardi la Roma ha completato un primo tempo praticamente perfetto. Al 25' Malen ha servito Matías Soulé, che ha trovato il gol dopo la respinta di Falcone.
Nella ripresa il Lecce ha provato a reagire, ma la Roma ha mantenuto il controllo della partita. Al 65' è arrivato anche il primo gol in giallorosso di Rodrigo Mora, servito da Gianluca Mancini.
Malen ha così portato a cinque le sue reti stagionali, confermandosi nettamente in testa alla classifica marcatori riportata da Diretta.it. 
La Roma è prima anche per differenza reti: +8, con otto gol fatti e nessuno subito. 
Il dato racconta bene l'inizio di stagione della squadra di Gasperini: due partite, due vittorie, due clean sheet e otto reti segnate.

Atalanta-Bologna, la beffa arriva al 96'

Se Roma-Lecce è stata una dimostrazione di forza, Atalanta-Bologna è stata una partita completamente diversa.
Per oltre novanta minuti il risultato è rimasto sullo 0-0. Il Bologna ha resistito, l'Atalanta ha cercato più volte la giocata decisiva e sembrava ormai inevitabile il primo pareggio stagionale per entrambe.
Poi, nel recupero, è arrivato il colpo di scena.
Al 96' Lazar Samardzic ha trovato il gol che ha regalato all'Atalanta la seconda vittoria consecutiva. La conclusione dalla distanza è stata resa ancora più amara per il Bologna da un'incertezza del portiere Skorupski.
Il successo permette all'Atalanta di raggiungere quota 6 punti e di rimanere nel gruppo delle squadre a punteggio pieno. La squadra bergamasca ha però una differenza reti inferiore rispetto alle prime quattro: 3 gol fatti e uno subito
Il Bologna, invece, resta fermo a zero punti dopo due giornate.

Inter, altra vittoria di misura: Calhanoglu decisivo

L'Inter continua a vincere, anche se senza gli stessi margini della Roma.
A Cagliari è bastato un gol di Hakan Calhanoglu al 9' per conquistare altri tre punti. Il centrocampista turco ha ricevuto e calciato da fuori area trovando l'angolo e portando subito avanti i nerazzurri.
Il resto della partita ha visto l'Inter creare numerose occasioni senza però riuscire a trovare il raddoppio. Il Cagliari ha avuto qualche possibilità nel finale, ma non abbastanza per evitare la sconfitta.
Secondo i dati riportati da Sky, l'Inter ha concluso la gara con oltre trenta conclusioni, mentre il Cagliari non ha centrato lo specchio della porta.  
Per Calhanoglu si tratta del secondo gol in campionato, dopo quello realizzato nella prima giornata contro il Monza.
L'Inter sale così a 6 punti, con cinque gol segnati e uno subito. 

Napoli-Como, il grande colpo della giornata

La sorpresa più pesante arriva dal Maradona.
Il Como ha battuto il Napoli 2-1, conquistando una vittoria di enorme valore e infliggendo alla squadra di Massimiliano Allegri la prima sconfitta del campionato.
Il Como è passato in vantaggio al 17' con Martin Baturina, bravo a finalizzare un'azione personale iniziata da Diao.
Il Napoli ha reagito al 30' grazie a Rasmus Højlund, autore di una conclusione di sinistro dal limite dell'area che ha rimesso momentaneamente in equilibrio la partita.
Il problema per gli azzurri è arrivato appena quattro minuti più tardi. Un errore in costruzione ha permesso a Anastasios Douvikas di riportare avanti il Como.
Nella ripresa il Napoli ha cercato il pareggio, ma la squadra di Cesc Fàbregas ha difeso bene il vantaggio. Nel recupero è arrivato anche un gol annullato a Lobotka per fuorigioco, chiudendo definitivamente le speranze dei padroni di casa. 
Il Como sale così a 4 punti, mentre il Napoli resta a 3.
Per la squadra lariana è un risultato particolarmente significativo perché arriva sul campo di una delle formazioni più ambiziose del campionato.

Lazio-Genoa, Frattesi firma un altro successo

Anche la Lazio resta a punteggio pieno.
All'Olimpico la squadra di Gennaro Gattuso ha superato il Genoa per 1-0, grazie al gol di Davide Frattesi al 25'.
La rete nasce da un cross di Tavares, trasformato da Frattesi con una conclusione di prima intenzione. 
Dopo il successo esterno contro il Bologna nella prima giornata, la Lazio centra dunque il secondo successo consecutivo.
Tre punti pesanti anche perché arrivano in una partita molto più equilibrata rispetto alla goleada della Roma.

Juventus, il secondo 2-0 consecutivo

La Juventus ha superato il Parma per 2-0, confermando il proprio avvio perfetto.
Dopo il successo di misura contro il Frosinone nella prima giornata, la squadra di Luciano Spalletti ha conquistato altri tre punti senza subire gol.
Il primo tempo si è chiuso senza reti, ma la Juventus aveva già colpito un palo con Francisco Conceição.
La svolta è arrivata nella ripresa. Al 62' Nico González ha trovato il vantaggio, pochi minuti dopo essere entrato in campo. Nel finale, all'88', Teun Koopmeiners ha segnato il 2-0 definitivo.
La panchina si è quindi rivelata decisiva. 
La Juventus è a quota 6 punti e, insieme alla Roma, è una delle squadre che non ha ancora subito gol.

Fiorentina-Frosinone, il risultato più clamoroso

Se c'è una partita che ha rovesciato le aspettative della giornata, è stata Fiorentina-Frosinone.
La squadra ciociara ha vinto addirittura 3-0 al Franchi, proprio nel giorno delle celebrazioni per il centenario della Fiorentina.
Il primo gol è arrivato al 25' con Antonio Raimondo, alla sua prima rete in Serie A. Il secondo è stato firmato da Gabriele Bracaglia al 38', mentre nella ripresa Raimondo ha completato la doppietta. 
Il Frosinone, dopo la sconfitta contro la Juventus nella prima giornata, conquista così i primi tre punti.
La Fiorentina, invece, resta a zero punti e con sette gol subiti in due partite.

Monza-Udinese, cinque gol e una partita piena di ribaltamenti

Spettacolare anche la sfida tra Monza e Udinese, terminata 2-3.
L'Udinese è passata avanti al 32' con Jakub Piotrowski. Il Monza ha risposto al 37' con Colpani, ma i friulani hanno nuovamente colpito nel finale del primo tempo con Hassane Kamara al 45' e Jurgen Ekkelenkamp al 45'+3'.
Nella ripresa Gustavo Varela ha accorciato le distanze al 63', ma il Monza non è riuscito a completare la rimonta.
L'Udinese sale così a quattro punti, mentre Varela raggiunge quota due gol in campionato. 

Sassuolo-Torino, il ritorno di Berardi

Il Sassuolo ha conquistato la prima vittoria stagionale battendo 2-1 il Torino.
Cristian Volpato ha aperto le marcature al 32'. Il Torino ha risposto in pieno recupero del primo tempo con Comuzzo.
La rete decisiva è arrivata al 78' e porta una firma particolarmente importante: Domenico Berardi, entrato dalla panchina e capace di segnare appena sei minuti dopo il suo ingresso.
Un sinistro potente e preciso ha regalato al Sassuolo tre punti preziosi. 

Milan-Venezia, due vittorie e porta ancora quasi inviolata

Il Milan ha aperto la seconda giornata battendo il Venezia 2-0 a San Siro.
La partita è rimasta in equilibrio a lungo. Il gol del vantaggio è arrivato al 69' con Gonçalo Ramos, autore del suo primo gol in Serie A con il Milan.
All'89' il Venezia ha poi incassato il secondo gol, arrivato su autorete di Redouane Halhal.
La squadra di Ruben Amorim raggiunge così sei punti dopo due partite. 

La classifica dopo due giornate

Dopo la conclusione di Atalanta-Bologna, la classifica vede sei squadre a punteggio pieno.
  1. Roma – 6 punti, 8 gol fatti, 0 subiti
  2. Inter – 6 punti, 5 gol fatti, 1 subito
  3. Milan – 6 punti, 4 gol fatti, 1 subito
  4. Juventus – 6 punti, 3 gol fatti, 0 subiti
  5. Atalanta – 6 punti, 3 gol fatti, 1 subito
  6. Lazio – 6 punti, 2 gol fatti, 0 subiti
  7. Udinese – 4 punti
  8. Como – 4 punti
  9. Frosinone – 3 punti
  10. Napoli – 3 punti
  11. Sassuolo – 3 punti
  12. Cagliari – 3 punti
  13. Lecce – 3 punti
  14. Torino – 0 punti
  15. Bologna – 0 punti
  16. Genoa – 0 punti
  17. Parma – 0 punti
  18. Monza – 0 punti
  19. Venezia – 0 punti
  20. Fiorentina – 0 punti
I dati della classifica dopo la seconda giornata confermano il vantaggio della Roma grazie alla differenza reti: +8, contro il +4 dell'Inter, il +3 del Milan e della Juventus e il +2 dell'Atalanta.

La classifica marcatori: Malen prova già la fuga

Il nome più importante è naturalmente quello di Donyell Malen.
L'attaccante della Roma è già a 5 gol dopo appena due giornate, grazie alla tripletta contro la Fiorentina e alla doppietta realizzata a Lecce.
Alle sue spalle, secondo la graduatoria fornita da Diretta.it, ci sono Hassane Kamara dell'Udinese con 2 gol, Hakan Calhanoglu dell'Inter con 2, Anastasios Douvikas del Como con 2, Davide Frattesi della Lazio con 2, Antonio Raimondo del Frosinone con 2 e Gustavo Varela del Monza con 2.
La corsa al titolo di capocannoniere è naturalmente ancora lunghissima, ma l'inizio di Malen è uno dei dati più evidenti di queste prime due giornate.

Cosa ci lascia la seconda giornata

La seconda giornata consegna una Serie A già estremamente interessante.
La Roma sembra essere la squadra più esplosiva dal punto di vista offensivo. L'Inter continua a dimostrare solidità e concretezza. Il Milan ha raccolto sei punti, la Juventus non ha ancora subito gol e la Lazio ha trasformato due partite equilibrate in sei punti.
L'Atalanta, invece, ha dimostrato di saper vincere anche quando la partita sembra destinata al pareggio.
Dietro questo gruppo, il Como e l'Udinese hanno quattro punti e rappresentano due delle sorprese più interessanti.
Il Napoli dovrà invece reagire dopo il passo falso interno, mentre Fiorentina, Monza, Parma, Genoa, Bologna, Torino e Venezia sono ancora senza vittorie.
Ma siamo soltanto alla seconda giornata. La classifica comincia a prendere forma, ma è ancora troppo presto per trasformare due risultati in sentenze definitive.
La terza giornata, però, potrebbe già alzare ulteriormente la temperatura: sono infatti in programma Inter-Napoli e Roma-Atalanta, due sfide capaci di modificare nuovamente gli equilibri al vertice. Il calendario ufficiale di Diretta.it indica inoltre Juventus-Milan, una partita che potrebbe mettere di fronte due delle sei squadre ancora a punteggio pieno. 

Hai perso la prima giornata?

Per avere il quadro completo dell'inizio del campionato, vale la pena recuperare anche il nostro precedente approfondimento sulla prima giornata: Roma, Inter, Napoli, Milan, Juventus e tutte le protagoniste del primo turno, con risultati, classifica e principali protagonisti.
 
 
La seconda giornata ha confermato alcune delle indicazioni iniziali, ma ha anche cambiato diverse prospettive. E con Roma-Atalanta e Inter-Napoli già all'orizzonte, il prossimo turno potrebbe raccontare un'altra storia.

 

Share:

Serie A 2026/27, la prima giornata lancia Roma, Inter e nuovi protagonisti

La nuova Serie A non ha aspettato nemmeno una giornata per mandare qualche messaggio.
Dieci partite, 34 gol, grandi vittorie, successi di misura, giovani italiani subito protagonisti e soprattutto due squadre capaci di prendersi la copertina: Roma e Inter.
Il primo turno del campionato 2026/27 si è concluso lunedì sera con due risultati importanti. La Lazio ha espugnato Bologna grazie a Davide Frattesi, mentre la Roma ha travolto la Fiorentina 4-0 con una straordinaria tripletta di Donyell Malen.
La classifica, dopo il primo weekend, racconta già una situazione curiosa: Roma e Inter sono appaiate a quota 3, ma i giallorossi occupano il primo posto grazie al +4 di differenza reti, contro il +3 dei campioni d'Italia.
Ma dietro le prime due ci sono già Lecce, Napoli, Milan e Atalanta.
Insomma, è soltanto la prima giornata. Ma qualche indicazione interessante è già arrivata..

Roma, Malen e Dybala accendono subito l'Olimpico

Il primo grande spettacolo della stagione arriva dalla Capitale.
La Roma di Gian Piero Gasperini non poteva immaginare un debutto migliore.
All'Olimpico arriva la Fiorentina di Fabio Grosso e il risultato finale è pesantissimo: 4-0.
Il protagonista assoluto è Donyell Malen.
L'attaccante olandese firma una tripletta e diventa immediatamente il nome più pesante della prima giornata. I tre gol arrivano al 27', al 53' e al 60', tutti con un denominatore comune: Paulo Dybala.
Il primo gol nasce da una giocata individuale dell'argentino, che entra in area e trova Malen nella posizione giusta. L'attaccante controlla e conclude.
Nella ripresa arriva il secondo.
Poi il terzo, ancora costruito da Dybala.
Il quarto gol porta invece la firma di Nicolò Pisilli all'86', entrato dalla panchina e bravo a sfruttare un rimpallo favorevole per chiudere definitivamente la partita. 
Il dato che più colpisce, però, non è soltanto il 4-0.
È la sensazione di intesa immediata tra Dybala e Malen.
Diretta.it ha premiato l'olandese con un Flashscore Rating di 9,7, il più alto della giornata, mentre Dybala ha ricevuto 9,1 dopo i tre assist. 
La Roma parte quindi davanti a tutti.
E lo fa con un attacco che potrebbe diventare uno degli elementi più interessanti del campionato.

L'Inter risponde da campione

A San Siro il risultato è ancora più largo di quanto dica il primo tempo.
L'Inter campione d'Italia ospita il Monza neopromosso e parte subito forte.
Hakan Calhanoglu sblocca la partita al 6' con una conclusione dalla distanza.
Il Monza però non si spaventa.
Al 29' Gustavo Varela trova il pareggio e porta le squadre sull'1-1.
Per un tempo la squadra di Cristian Chivu deve quindi fare i conti con un avversario coraggioso.
Poi cambia tutto.
Nel secondo tempo arrivano tre reti nerazzurre in rapida successione: Piotr Zielinski al 48', Pio Esposito al 55' e Yann Bisseck al 63'.
Il 4-1 finale certifica una ripresa dominante.
E proprio Pio Esposito è uno dei nomi da tenere d'occhio: il giovane attaccante italiano segna con un pregevole colpo di tacco e viene indicato da Sky Sport come migliore in campo. 
L'Inter manda quindi un messaggio molto semplice alle rivali:
la squadra campione è già pronta.

Napoli, il colpo arriva nel finale

A Genova il Napoli deve aspettare quasi tutta la partita.
Il Genoa gioca con aggressività e per lunghi tratti riesce a complicare la costruzione della squadra di Massimiliano Allegri.
Il primo tempo finisce senza reti.
La svolta arriva nella ripresa, anche grazie ai cambi.
Kevin De Bruyne entra e all'82' firma l'1-0.
Cinque minuti dopo arriva il raddoppio di Antonio Vergara.
Due giocatori entrati dalla panchina diventano quindi decisivi.
È una delle immagini più interessanti della prima giornata: il Napoli non brilla subito, ma trova comunque il modo di vincere.
E per una squadra che punta alle zone altissime della classifica, anche questo può essere un segnale importante.

Milan, Cissè è la sorpresa che non ti aspetti

Il Milan comincia con una vittoria, ma il volto nuovo della serata è italiano.
A Torino i rossoneri vincono 2-1 contro i granata.
Il primo gol arriva nella ripresa ed è firmato Alphadjo Cissè.
Il classe 2006 segna al 64' e diventa uno dei simboli della giornata dedicata ai giovani italiani.
Due minuti dopo arriva il raddoppio di Adrien Rabiot.
Il Torino reagisce nel finale e Adams accorcia al 90'+2', ma il Milan riesce a difendere il vantaggio. 
Per Ruben Amorim è quindi una partenza positiva.
Ma soprattutto è un esordio che porta alla ribalta un ragazzo destinato a essere osservato con attenzione.
Cissè è infatti uno dei 14 giovani italiani Under 20 che hanno trovato spazio nella prima giornata.

Juventus, tre punti ma finale da brividi

La Juventus vince, ma deve ringraziare anche la traversa.
A Frosinone i bianconeri conquistano uno 0-1 che vale tre punti.
La rete decisiva arriva al 22': Bremer svetta di testa e firma il vantaggio.
La squadra di Luciano Spalletti parte con grande intensità e nel primo tempo costruisce diverse situazioni pericolose.
Il Frosinone però non molla.
Nel finale la Juventus rischia addirittura di subire il pareggio: al 93' Gabriele Calvani colpisce la traversa.
Il risultato non cambia.
Per la Juventus è una vittoria importante soprattutto per il risultato, mentre sul piano del gioco ci sono già elementi da migliorare. 

Atalanta, Raspadori e Krstovic firmano la prima vittoria di Sarri

A Bergamo il nuovo ciclo parte con tre punti.
L'Atalanta supera il Sassuolo 2-1.
Giacomo Raspadori sblocca il risultato dopo appena sei minuti con una conclusione potente e precisa.
Il Sassuolo reagisce e trova il pareggio con Odenthal.
Poi arriva il gol decisivo di Nikola Krstovic.
Per Maurizio Sarri è quindi un debutto vincente in campionato sulla panchina nerazzurra. 
La partita lascia però anche un altro elemento interessante: il Sassuolo ha mostrato momenti di personalità nonostante la sconfitta.

Lecce, vittoria pesante a Venezia

Il Lecce torna da Venezia con tre punti e due gol nella ripresa.
Il Venezia, tornato in Serie A dopo una stagione, parte con entusiasmo e per tutto il primo tempo mette pressione agli ospiti.
Ma non riesce a concretizzare.
Il Lecce aspetta il momento giusto.
Al 46' Gorter trova l'1-0 con una conclusione deviata.
All'80' Tiago Gabriel raddoppia con un colpo di testa.
Finisce 0-2.
E tra i protagonisti c'è Wladimiro Falcone, decisivo in diverse situazioni e premiato come migliore in campo da Sky Sport. 
Il Lecce si ritrova così addirittura al terzo posto dopo la prima giornata.

Cagliari, il gol del giovane Romano vale tre punti

A Parma decide un ragazzo classe 2006.
La partita rimane bloccata per gran parte dei 90 minuti.
Poi, al 79', Alessandro Romano trova il gol che decide la partita.
Il Cagliari vince 0-1 al Tardini e conquista tre punti preziosi.
Romano gioca tutta la partita e diventa uno dei giovani italiani più interessanti del primo turno.
Un dato significativo in una giornata nella quale i calciatori italiani Under 20 hanno ricevuto parecchio spazio. 

Udinese e Como, un pareggio che poteva finire diversamente

A Udine il primo pareggio della stagione nasce da una partita apertissima.
L'Udinese passa avanti al 29' con Hassane Kamara, bravo a superare il portiere con un delicato pallonetto dopo il filtrante di Ekkelenkamp.
Il Como reagisce nella ripresa.
Al 54' Anastasios Douvikas trova l'1-1.
Nel finale arrivano occasioni da entrambe le parti.
L'Udinese spreca una grande opportunità con Bayo, mentre il Como colpisce una traversa con Ramon in pieno recupero.
Finisce 1-1.
Un punto per parte e la sensazione che entrambe avrebbero potuto portarne a casa tre. 

Lazio, Frattesi entra e decide

Il lunedì comincia con una vittoria biancoceleste al Dall'Ara.
Bologna e Lazio giocano una partita combattuta.
La Lazio parte con alcune occasioni interessanti, ma il Bologna riesce a resistere.
La svolta arriva con l'ingresso di Davide Frattesi.
Il centrocampista entra e al 59' segna il gol dello 0-1.
La squadra di Gennaro Gattuso riesce poi a difendere il risultato fino alla fine.
Il Bologna ci prova, ma trova sulla propria strada anche un Mandas molto attento.
La Lazio porta quindi a casa tre punti pesanti. 

La classifica dopo la prima giornata

Roma e Inter partono davanti, ma il gruppo è già molto compatto.
Dopo i primi dieci incontri:
Pos. Squadra Pt GF-GS Diff.
1 Roma 3 4-0 +4
2 Inter 3 4-1 +3
3 Lecce 3 2-0 +2
4 Napoli 3 2-0 +2
5 Milan 3 2-1 +1
6 Atalanta 3 2-1 +1
7 Juventus 3 1-0 +1
8 Lazio 3 1-0 +1
9 Cagliari 3 1-0 +1
10 Udinese 1 1-1 0
11 Como 1 1-1 0
12 Sassuolo 0 1-2 -1
13 Torino 0 1-2 -1
14 Bologna 0 0-1 -1
15 Frosinone 0 0-1 -1
16 Parma 0 0-1 -1
17 Genoa 0 0-2 -2
18 Venezia 0 0-2 -2
19 Monza 0 1-4 -3
20 Fiorentina 0 0-4 -4
La graduatoria è naturalmente ancora poco significativa: una sola partita non può definire il valore di una squadra.
Ma può già indicare tendenze.

Il dato che fa riflettere: spazio ai giovani italiani

La prima giornata ha lasciato anche un segnale importante per la Nazionale.
Prima delle ultime due partite erano già 13 i calciatori italiani nati dal 2006 in poi ad aver trovato spazio.
Dopo Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina, il numero è salito a 14.
Sky Sport aveva evidenziato come, nelle prime otto partite, fossero scesi in campo 76 italiani su 254 giocatori utilizzati, circa il 30%.
Il dato sui giovanissimi, però, racconta un'altra storia.
Ci sono stati debutti, titolarità importanti e soprattutto giocatori che non sono entrati soltanto nei minuti finali.
Tra i nomi più interessanti figurano Cissè, Alessandro Romano, Pio Esposito, Diego Mascardi, Alessio Cacciamani, Matteo Palma e altri ragazzi classe 2006, 2007 e 2008. 
È ancora presto per capire se si tratti di una tendenza destinata a durare.
Ma per Roberto Mancini è sicuramente un primo dato da osservare.

Cosa abbiamo capito davvero dopo una sola giornata?

Molto meno di quanto suggeriscano le classifiche. E forse molto di più di quanto sembri.
L'Inter ha mostrato profondità e capacità di reagire.
La Roma ha trovato immediatamente una coppia offensiva devastante.
Il Napoli ha dimostrato di saper vincere anche quando la partita si complica.
Il Milan ha scoperto un protagonista inatteso.
La Juventus ha iniziato con tre punti ma ha mostrato qualche crepa nel finale.
La Lazio ha trovato un nuovo acquisto subito decisivo.
E i giovani italiani hanno occupato uno spazio che merita attenzione.
La Serie A 2026/27 è appena cominciata.
Roma e Inter hanno già acceso la luce, ma dietro di loro ci sono sette squadre a tre punti e un campionato ancora tutto da scrivere.
 
La vera domanda arriverà tra qualche settimana: quali delle prime impressioni erano davvero anticipazioni del futuro e quali, invece, soltanto effetti della prima giornata?

Fonti principali consultate:

 

Share:

Franco Baresi, la leggenda eterna del Milan e del calcio italiano

Ci sono campioni che vincono trofei. Poi ci sono uomini che diventano il simbolo di un'intera epoca. Franco Baresi appartiene a questa seconda categoria. Il suo nome non richiama soltanto successi sportivi, ma valori come fedeltà, sacrificio, leadership e amore assoluto per una maglia.
In un calcio sempre più dominato dai trasferimenti milionari e dalle carriere costruite tra un club e l'altro, Baresi rappresenta ancora oggi l'esempio quasi irripetibile del calciatore che ha scelto di legare tutta la propria vita professionale a una sola squadra: il Milan.
Per oltre vent'anni è stato il cuore della difesa rossonera, il capitano che ha guidato una delle squadre più forti della storia del calcio mondiale e uno dei migliori difensori che questo sport abbia mai conosciuto. La sua eleganza, la capacità di leggere il gioco con diversi secondi d'anticipo e un carisma naturale lo hanno trasformato in una figura rispettata da compagni, avversari e tifosi di qualsiasi colore.
La sua storia, però, non nasce tra i riflettori di San Siro. Comincia molto lontano dalle coppe europee, in una famiglia semplice della provincia lombarda, segnata da difficoltà che avrebbero potuto cambiare per sempre il destino di quel bambino destinato a diventare una leggenda.

Dall'infanzia difficile al sogno rossonero

Franco Baresi nasce l'8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia. L'infanzia non è semplice. Rimane orfano di entrambi i genitori quando è ancora molto giovane, un evento che segna profondamente la sua crescita personale e quella dei suoi fratelli.
Dopo quella tragedia familiare, Franco viene cresciuto insieme ai fratelli dai parenti, in particolare dagli zii, che diventano un punto di riferimento fondamentale. È proprio in quegli anni che il calcio assume un significato speciale: non soltanto un gioco, ma un rifugio e una speranza per il futuro.
Curiosamente, il suo primo grande sogno sembrava destinato a essere diverso. Da ragazzo sostenne un provino con l'Inter, ma non venne ritenuto idoneo. Un episodio che oggi appare quasi incredibile, considerando ciò che sarebbe successo negli anni successivi.
Poco tempo dopo arrivò invece il provino con il Milan. I dirigenti rossoneri notarono immediatamente quel ragazzo magro, silenzioso ma dotato di un'intelligenza calcistica fuori dal comune. Fu l'inizio di una storia destinata a entrare nella leggenda.
Nel settore giovanile Franco cresce rapidamente. Non impressiona per la velocità o per il fisico dominante, ma conquista tutti grazie alla capacità di leggere le situazioni di gioco prima degli altri. Allenatori e osservatori iniziano presto a capire di trovarsi davanti a un talento raro.
Il debutto in Serie A arriva il 23 aprile 1978, quando ha appena diciassette anni. Da quel momento il Milan trova un difensore destinato a cambiare per sempre la propria storia.
Nessuno poteva ancora immaginare che quel giovane ragazzo sarebbe diventato il capitano più iconico della storia rossonera e uno dei simboli assoluti del calcio mondiale.

Il grande Milan che conquistò il mondo

Quando Franco Baresi iniziò a giocare in prima squadra, il Milan attraversava uno dei periodi più difficili della propria storia. Negli anni successivi arrivarono perfino la retrocessione in Serie B e momenti di grande incertezza societaria.
Molti campioni avrebbero probabilmente scelto di cambiare squadra. Baresi rimase.
Fu proprio questa fedeltà a renderlo ancora più amato dai tifosi. Restò accanto al Milan nei momenti peggiori e contribuì in prima persona alla rinascita del club.
La svolta arrivò nella seconda metà degli anni Ottanta con l'arrivo di Silvio Berlusconi alla guida della società e, poco dopo, con la scelta di affidare la panchina ad Arrigo Sacchi.
Quella decisione cambiò per sempre la storia del calcio.
Sacchi costruì una squadra rivoluzionaria, fondata sul pressing collettivo, sulla linea difensiva altissima e sul fuorigioco sistematico. Per far funzionare quel sistema serviva un difensore con qualità eccezionali, capace di comandare i movimenti dei compagni e leggere ogni azione con anticipo.
Quel giocatore era Franco Baresi.
Con accanto Paolo Maldini, Mauro Tassotti, Alessandro Costacurta e, successivamente, altri grandi interpreti, diede vita a quella che ancora oggi viene considerata una delle migliori difese della storia del calcio.
Ogni movimento sembrava perfetto.
Baresi guidava il reparto con la voce, con l'esempio e soprattutto con una straordinaria intelligenza tattica. Non aveva bisogno di entrare duramente sugli avversari: spesso bastava un anticipo perfetto o una lettura della traiettoria per interrompere l'azione.
Fu il cervello della squadra.

Un capitano nato

Nel 1982 ricevette la fascia di capitano del Milan.
La indossò fino al ritiro, diventando il simbolo assoluto del club.
Non era un leader che cercava i riflettori. Parlava poco davanti ai microfoni, ma moltissimo nello spogliatoio e in campo.
Compagni e allenatori hanno spesso raccontato come bastasse uno sguardo di Baresi per richiamare tutti alla concentrazione.
Il suo esempio trascinava l'intero gruppo.
In un'epoca ricca di fuoriclasse come Van Basten, Gullit, Rijkaard, Donadoni, Ancelotti e Maldini, fu proprio lui il punto di riferimento morale della squadra.

Le grandi vittorie

Con il Milan Franco Baresi conquistò praticamente tutto.
Nel corso della sua lunghissima carriera arrivarono:
  • 6 Scudetti
     
  • 3 Coppe dei Campioni / UEFA Champions League
     
  • 2 Coppe Intercontinentali
     
  • 3 Supercoppe Europee
     
  • 4 Supercoppe Italiane
     
  • 2 campionati di Serie B (considerando la promozione e le stagioni difficili della ricostruzione)
Tra le immagini più iconiche rimangono le finali europee dominate dal Milan di Sacchi e poi da quello di Fabio Capello.
Nel 1989 e nel 1990 i rossoneri conquistarono l'Europa proponendo un calcio considerato ancora oggi rivoluzionario.
La difesa guidata da Baresi divenne un modello studiato in tutto il mondo.

Il Pallone d'Oro sfiorato

Uno degli episodi che ancora oggi viene ricordato con maggiore rammarico riguarda il Pallone d'Oro del 1989.
In quell'anno straordinario il podio fu completamente rossonero:
 
🥇 Marco Van Basten
 
🥈 Franco Baresi
 
🥉 Frank Rijkaard
 
Baresi terminò al secondo posto per pochissimi voti.
Molti osservatori ritengono ancora oggi che avrebbe meritato di vincere il riconoscimento, soprattutto considerando l'incredibile livello espresso durante tutta la stagione.
Per un difensore arrivare così vicino al Pallone d'Oro rappresentò un'impresa eccezionale.

Il regalo di Silvio Berlusconi

Consapevole dell'importanza storica del suo capitano e del fatto che il Pallone d'Oro fosse sfumato davvero per pochissimo, Silvio Berlusconi volle compiere un gesto simbolico destinato a entrare nella memoria dei tifosi.
Il presidente rossonero fece realizzare e consegnare a Franco Baresi una copia celebrativa del Pallone d'Oro, come riconoscimento della sua immensa carriera e del valore dimostrato con la maglia del Milan.
Non era il premio ufficiale assegnato da France Football, ma rappresentava qualcosa di altrettanto significativo: il tributo del club a un uomo che aveva contribuito a trasformare il Milan nella squadra più forte del mondo.
Quel gesto sintetizzava perfettamente il rapporto speciale tra Berlusconi e il suo storico capitano.

Sette candidature al Pallone d'Oro

Il secondo posto del 1989 non fu un caso isolato.
Nel corso della sua carriera Franco Baresi fù candidato ben sette volte al Pallone d'Oro, risultato straordinario per un difensore centrale.
Per molti anni è stato considerato il punto di riferimento mondiale del ruolo, influenzando intere generazioni di difensori grazie alla sua capacità di anticipare l'avversario, impostare l'azione e guidare l'intera squadra con intelligenza tattica.
Ancora oggi il suo nome compare regolarmente nelle classifiche dedicate ai più grandi difensori della storia del calcio.

Franco Baresi e la Nazionale italiana

Se con il Milan Franco Baresi costruì una leggenda, con la Nazionale italiana riuscì comunque a lasciare un'impronta profonda.
Esordì in azzurro nel 1982, anno in cui l'Italia conquistò il Mondiale in Spagna. Pur facendo parte della rosa campione del mondo, non scese in campo durante il torneo.
Negli anni successivi diventò però il punto di riferimento della difesa italiana.
Partecipò agli Europei e ai Mondiali, affrontando alcuni dei più grandi attaccanti della sua epoca e confermandosi uno dei migliori difensori del panorama internazionale.
Il momento più emozionante arrivò durante il Mondiale del 1994 negli Stati Uniti.
Pochi giorni dopo l'inizio del torneo subì una grave lesione al menisco che sembrava aver concluso la sua avventura mondiale.
Contro ogni previsione recuperò in tempi record e tornò in campo direttamente per la finale contro il Brasile.
Fu una dimostrazione straordinaria di professionalità e forza mentale.
L'Italia disputò una grande partita terminata 0-0, ma venne sconfitta ai calci di rigore. Anche Baresi sbagliò il proprio penalty, episodio che lui stesso ha ricordato più volte come uno dei momenti più dolorosi della carriera.
Quel rigore, tuttavia, non ha mai intaccato l'immagine costruita in oltre vent'anni di calcio ad altissimo livello.
Per milioni di tifosi resta uno dei simboli della Nazionale italiana.

L'attaccamento alla maglia

In un calcio sempre più influenzato da trasferimenti milionari e cambi di squadra frequenti, Franco Baresi rappresenta ancora oggi l'esempio perfetto della bandiera.
Indossò soltanto una maglia per tutta la carriera professionistica.
Quella del Milan.
Nemmeno i periodi più difficili, comprese le stagioni in Serie B, lo convinsero a lasciare il club.
Questa scelta ha contribuito a renderlo una figura quasi unica nel panorama calcistico moderno.
Per molti tifosi rossoneri il numero 6 non rappresenta semplicemente un numero di maglia, ma un pezzo della storia del Milan.

Il ritiro e il numero 6

Il 28 ottobre 1997 Franco Baresi annunciò il ritiro dal calcio giocato.
Il Milan decise di compiere un gesto rarissimo: ritirare ufficialmente la maglia numero 6, destinandola a non essere più utilizzata da altri calciatori della prima squadra.
Si tratta di uno dei riconoscimenti più prestigiosi che un club possa concedere.
Ancora oggi il numero 6 è indissolubilmente legato al nome di Franco Baresi.

La vita dopo il calcio

Conclusa la carriera da giocatore, Baresi è rimasto profondamente legato al Milan.
Nel corso degli anni ha ricoperto diversi incarichi dirigenziali e istituzionali, rappresentando il club in Italia e all'estero e contribuendo alla crescita delle nuove generazioni rossonere.
Pur lontano dal terreno di gioco, continua a essere una delle figure più rispettate del calcio mondiale.

La scomparsa di Franco Baresi e la battaglia contro la malattia

 
Franco Baresi è morto il 31 luglio 2026 all'età di 66 anni dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute. Negli ultimi mesi della sua vita aveva affrontato una delicata battaglia personale legata a un problema polmonare.
Nell'agosto 2025 l'AC Milan aveva comunicato che, dopo alcuni accertamenti medici, all'ex capitano rossonero era stata diagnosticata una nodulazione polmonare. Baresi era stato successivamente sottoposto a un intervento chirurgico per l'asportazione della lesione e aveva iniziato un percorso terapeutico seguito da specialisti.
La famiglia e il Milan hanno mantenuto grande riservatezza sul decorso clinico, senza diffondere dettagli sulle cause mediche precise che hanno portato alla morte. Per questo motivo è corretto parlare di una lunga e difficile battaglia contro un problema di salute, senza attribuire una causa specifica non confermata ufficialmente.
La scomparsa del capitano rossonero rappresenta una perdita enorme per il calcio italiano e mondiale. Franco Baresi lascia un'eredità fatta di vittorie, leadership e fedeltà assoluta a una sola maglia.

L'eredità di una leggenda

Ridurre Franco Baresi ai numeri sarebbe ingiusto.
Le vittorie, i trofei e le candidature al Pallone d'Oro raccontano soltanto una parte della sua storia.
La vera eredità lasciata al calcio riguarda il modo in cui interpretava il ruolo di difensore.
Eleganza.
Intelligenza tattica.
Leadership.
Fedeltà.
Professionalità.
Sono qualità che ancora oggi vengono indicate come modello nelle scuole calcio di tutto il mondo.
Per molti esperti resta il più grande difensore italiano della storia e uno dei migliori di sempre a livello internazionale.
La sua carriera dimostra che si può diventare leggenda senza cercare continuamente i riflettori.
Basta lasciare parlare il campo.
E Franco Baresi lo ha fatto per oltre vent'anni.

Le nuove generazioni conoscono Franco Baresi attraverso video, statistiche e racconti.
Chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare, invece, ricorda qualcosa di ancora più prezioso: la sensazione di assistere a un calcio fatto di classe, sacrificio e amore assoluto per una sola maglia.
In un'epoca in cui il calcio cambia rapidamente, la storia di Franco Baresi dimostra che alcuni valori possono superare il tempo e continuare a ispirare generazioni intere.
 
Secondo te, il calcio moderno riuscirà ancora a regalare campioni capaci di legarsi per tutta la carriera a una sola squadra come fece Franco Baresi?

Fonti consultate:

 

Share:

Lameck Banda sparisce: il Lecce tradito nel momento decisivo?

Quando una squadra prepara una nuova stagione, ogni assenza pesa. Ma quando a mancare è uno dei giocatori più rappresentativi della rosa, il problema diventa molto più grande.
È quello che sta vivendo in queste settimane il Lecce, alle prese con il caso di Lameck Banda, esterno offensivo zambiano che non si è presentato al ritiro estivo, facendo perdere le proprie tracce e alimentando dubbi, polemiche e numerose indiscrezioni sul suo futuro.
La società salentina ha inizialmente spiegato che il calciatore aveva comunicato il protrarsi di presunti problemi logistici e burocratici che gli avrebbero impedito di rientrare in Italia. Una giustificazione che, però, non ha convinto pienamente il club, il quale ha annunciato verifiche approfondite e non ha escluso provvedimenti disciplinari legati agli obblighi contrattuali ancora in essere.

Il rinnovo fino al 2027 sembrava un punto di partenza

La vicenda sorprende ancora di più perché soltanto poche settimane prima il Lecce aveva esercitato l'opzione prevista dal contratto, prolungando il rapporto con Lameck Banda fino al 30 giugno 2027.
Una scelta che sembrava certificare la volontà reciproca di proseguire insieme anche nella nuova stagione.
Il club aveva infatti confermato la fiducia nel giocatore, insieme ai rinnovi di Antonino Gallo e Ylber Ramadani, considerati elementi importanti del progetto tecnico.
Per questo motivo, l'improvvisa assenza dell'attaccante ha colto di sorpresa sia la dirigenza sia lo staff tecnico guidato da Eusebio Di Francesco, che contava su Banda per preparare la stagione fin dal primo giorno di ritiro.

La versione ufficiale e i dubbi

Secondo quanto comunicato inizialmente dal Lecce, il giocatore avrebbe parlato di problematiche logistiche e burocratiche che gli avrebbero impedito il ritorno in Italia.
La società, però, non si è limitata a prendere atto della comunicazione.
Nel comunicato ufficiale ha precisato che avrebbe svolto tutti gli approfondimenti necessari per verificare le motivazioni addotte dal calciatore, riservandosi eventuali iniziative disciplinari qualora fossero emerse violazioni degli obblighi previsti dal contratto.
Con il passare dei giorni, tuttavia, la situazione si è ulteriormente complicata.

Il Lecce: "Non abbiamo più sue notizie"

A rendere ancora più tesa la situazione sono state le dichiarazioni del responsabile dell'area tecnica del Lecce, Stefano Trinchera.
Secondo il dirigente giallorosso, il club avrebbe continuato a convocare Banda per visite mediche e ripresa degli allenamenti, senza però ricevere risposte.
Le sue parole fotografano chiaramente il momento di rottura:
“Purtroppo non abbiamo più sue notizie da giorni.”
 
Trinchera ha aggiunto che il comportamento del calciatore ha sorpreso profondamente tutta la società, ricordando come il Lecce gli sia sempre stato vicino anche in alcune vicende personali.
Per questo motivo ha dichiarato che il giocatore “pagherà le conseguenze del suo comportamento”, lasciando intendere che il club intenda procedere fino in fondo sul piano disciplinare qualora la situazione non venga chiarita.

Banda è tornato in Zambia?

Secondo diverse ricostruzioni pubblicate dalla stampa sportiva italiana, Lameck Banda si troverebbe attualmente in Zambia, suo Paese d'origine.
Al momento, però, il calciatore non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche per chiarire la propria posizione né ha spiegato direttamente ai tifosi i motivi della mancata presenza in Italia.
Proprio questo silenzio sta alimentando ogni genere di indiscrezione.
Da una parte c'è chi ritiene che si tratti realmente di problemi burocratici legati al rientro; dall'altra cresce il sospetto che dietro la vicenda possano esserci motivazioni legate al mercato estivo o a un rapporto ormai deteriorato con il club.
Al momento, tuttavia, non esistono conferme ufficiali che colleghino la sua assenza a una trattativa di trasferimento.

Arabia Saudita, Turchia o nuova destinazione?

Come spesso accade quando un giocatore rompe improvvisamente i rapporti con la propria società, anche intorno a Banda si sono moltiplicate le indiscrezioni di mercato.
Nelle ultime settimane il suo nome è stato accostato a diversi campionati esteri, in particolare:
  • club dell'Arabia Saudita;
  • alcune società della Turchia;
  • possibili interessamenti provenienti da campionati africani.
Al momento, però, nessuna trattativa è stata ufficializzata.
Per il Lecce questo rappresenta un ulteriore problema.
Un eventuale trasferimento può infatti essere gestito soltanto se il giocatore torna a disposizione della società oppure attraverso un dialogo diretto tra le parti.
Finché la situazione rimane bloccata, diventa difficile pianificare sia eventuali cessioni sia nuovi acquisti.

Gli obblighi verso il Lecce

Dal punto di vista regolamentare la posizione appare piuttosto chiara.
Lameck Banda è ancora sotto contratto con il Lecce fino al 30 giugno 2027.
Questo significa che il calciatore ha precisi obblighi professionali previsti dall'accordo sottoscritto con il club.
Fra questi rientrano normalmente:
  • la presenza agli allenamenti;
  • la partecipazione ai ritiri;
  • la disponibilità alle visite mediche;
  • il rispetto delle convocazioni della società.
Qualora l'assenza risultasse ingiustificata, il club potrebbe valutare l'applicazione delle misure disciplinari previste dal contratto e dai regolamenti federali.
Naturalmente eventuali decisioni dipenderanno dalle verifiche che la società sta conducendo e da eventuali giustificazioni che il giocatore dovesse presentare.

Quanto costa questa situazione al Lecce?

La vicenda non riguarda soltanto il campo.
Per una società come il Lecce, costruita su un attento equilibrio economico e sulla valorizzazione dei propri giocatori, un caso simile può avere conseguenze importanti.
Sul piano tecnico, Di Francesco perde infatti un esterno offensivo dotato di grande velocità proprio durante la fase più delicata della preparazione estiva.
Sul piano economico, invece, aumenta l'incertezza sul valore del cartellino del giocatore.
Una situazione conflittuale può infatti rendere più complicata una futura cessione e ridurre il potere contrattuale della società nelle eventuali trattative.
Il Lecce, negli ultimi anni, ha costruito gran parte della propria solidità proprio attraverso una gestione attenta del mercato e la valorizzazione dei giovani talenti.
Per questo motivo il caso Banda rappresenta un problema che va ben oltre il semplice aspetto sportivo.

L'attaccamento alla maglia torna al centro del dibattito

Sui social network la vicenda ha acceso un confronto molto acceso tra i sostenitori del Lecce.
Molti tifosi hanno espresso profonda delusione, ricordando come Banda fosse stato spesso sostenuto anche nei momenti più difficili della sua esperienza in Salento. Per una parte della tifoseria, l'assenza improvvisa rappresenta una mancanza di rispetto verso la società, i compagni e i tifosi che hanno sempre accompagnato la squadra.
Altri, invece, invitano alla prudenza, sottolineando che senza conoscere tutti i dettagli della vicenda sarebbe sbagliato emettere giudizi definitivi sul comportamento del calciatore.
In ogni caso, il tema dell'attaccamento alla maglia è tornato con forza nel dibattito.

Il calcio moderno e il peso del denaro

Il caso Banda riporta alla luce una discussione che accompagna il calcio ormai da molti anni.
Nel calcio moderno è sempre più difficile trovare giocatori destinati a rimanere a lungo nella stessa squadra.
Le opportunità economiche offerte dai grandi campionati, dai club emergenti e soprattutto dai nuovi mercati internazionali hanno modificato profondamente il rapporto tra calciatori e società.
Oggi un trasferimento può cambiare improvvisamente il destino di un atleta, mentre le società devono convivere con contratti sempre più complessi e con agenti che gestiscono trattative su scala mondiale.
Per questo motivo molti tifosi hanno la sensazione che il senso di appartenenza stia progressivamente lasciando spazio alle logiche economiche.
Naturalmente ogni situazione è diversa e non è possibile attribuire automaticamente questa motivazione al caso Banda, ma il dibattito resta aperto.

Un talento frenato anche dagli infortuni

Lameck Banda è arrivato a Lecce come uno dei prospetti più interessanti del calcio africano.
Quando è stato bene fisicamente ha spesso mostrato qualità importanti:
  • grande velocità;
  • capacità di saltare l'uomo;
  • imprevedibilità negli uno contro uno;
  • disponibilità al sacrificio.
La sua esperienza italiana, però, è stata condizionata anche da diversi problemi fisici che ne hanno limitato continuità e rendimento.
Nonostante questo, il Lecce aveva continuato a credere nelle sue qualità, decidendo perfino di prolungarne il contratto.
Proprio per questo la situazione attuale appare ancora più sorprendente agli occhi dell'ambiente giallorosso.

Le possibili strade per il futuro

Le ipotesi sul tavolo sono diverse.
La prima è che Banda chiarisca la propria posizione e rientri a disposizione della squadra, ricucendo il rapporto con società e allenatore.
La seconda prevede invece una separazione, attraverso una cessione che possa soddisfare tutte le parti coinvolte.
Esiste poi anche uno scenario più complicato: quello di un irrigidimento dei rapporti che potrebbe portare a provvedimenti disciplinari e a una lunga fase di stallo, con conseguenze negative sia per il giocatore sia per il Lecce.
Nelle prossime settimane saranno decisive le mosse del club e l'eventuale presa di posizione del calciatore, che finora ha scelto il silenzio.
Una cosa, però, appare evidente: questa vicenda rischia di diventare uno dei casi più delicati dell'estate giallorossa e potrebbe influenzare in modo significativo la pianificazione della stagione.

Il caso Lameck Banda dimostra ancora una volta quanto il calcio moderno possa cambiare improvvisamente gli equilibri di una squadra.
Da un rinnovo di contratto che sembrava sancire un futuro insieme si è passati, nel giro di poche settimane, a un'assenza che ha aperto interrogativi, polemiche e preoccupazioni.
Il Lecce attende risposte, i tifosi chiedono chiarezza e il mercato continua a muoversi.
 
La domanda resta aperta: Banda tornerà a vestire la maglia giallorossa oppure la sua avventura in Salento è ormai arrivata ai titoli di coda?

 
Fonti consultate:

Share:

Cerca nel blog

Notizia in Primo Piano

BLURT: collasso o trasformazione? Bug, costi in aumento e nuovi scenari

Negli ultimi tempi sto riscontrando sulla piattaforma  Blurt una serie di problemi che, presi singolarmente, potrebbero sembrare semplici i...