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Luna Rossa trionfa a Napoli: dominio nel Golfo, New Zealand battuta e ora l’America’s Cup non è più un sogno

Luna Rossa ha conquistato Napoli e, soprattutto, ha mandato un messaggio molto forte al mondo della vela. Nel Golfo partenopeo l’equipaggio italiano ha vinto la seconda Preliminary Regatta della 38ª Louis Vuitton America’s Cup, completando un percorso praticamente perfetto e battendo ancora una volta Emirates Team New Zealand nel match race decisivo.
Dopo il successo ottenuto a Cagliari a maggio, il team italiano ha quindi concesso il bis. Ma questa volta il significato è ancora più particolare: la vittoria è arrivata nelle acque che nel 2027 ospiteranno la vera America’s Cup, davanti a un pubblico enorme e in un’atmosfera che ha trasformato una regata preliminare in una vera festa nazionale della vela.
Luna Rossa non ha semplicemente vinto la finale. Ha dominato anche la fase di flotta, chiudendo al comando con 71 punti su 80 disponibili e quattro vittorie nelle otto prove disputate. Emirates Team New Zealand ha chiuso la fase a 56 punti, qualificandosi insieme agli italiani per il match race finale. 

Una vittoria costruita prima ancora della finale

Il successo di Napoli non nasce nell’ultimo match race.
Luna Rossa aveva già dimostrato la propria competitività fin dalla practice race del giovedì e ha mantenuto il comando durante la fase di flotta. Le condizioni del Golfo non sono state sempre semplici: il vento leggero ha condizionato la prima giornata, mentre nelle prove successive il campo di regata ha offerto condizioni più impegnative e una maggiore possibilità di esprimere velocità e qualità nelle manovre.
Alla fine il bilancio della barca senior è stato di quattro vittorie, due secondi posti, un terzo e un sesto posto nelle otto regate valide.
Il sesto posto è arrivato dopo una doppia manovra alla boa che ha fatto perdere terreno agli italiani, ma non ha compromesso il risultato complessivo.
Anzi, Luna Rossa ha reagito immediatamente e nell’ultima giornata ha vinto entrambe le prove di flotta disputate, presentandosi al match race finale nella posizione migliore possibile.
È proprio questa continuità ad avere impressionato: non una vittoria arrivata per caso, ma un percorso nel quale il team italiano è rimasto stabilmente davanti agli avversari.

La finale contro New Zealand: sei lati e 17 secondi di vantaggio

Il momento più atteso è arrivato nel pomeriggio di domenica 27 settembre.
Da una parte Luna Rossa, dall’altra Emirates Team New Zealand, il Defender della prossima America’s Cup.
Il match race ha visto le due AC40 rimanere vicine nella prima parte della prova. La barca italiana, però, è riuscita progressivamente a costruire il proprio vantaggio.
Luna Rossa ha cercato fin dall’inizio il lato sinistro del campo di regata, una scelta che si è rivelata efficace. Al primo gate il vantaggio era già nell’ordine dei dieci secondi.
Da quel momento New Zealand ha cercato di rientrare, ma l’equipaggio italiano non ha concesso aperture.
Manovre pulite, controllo della barca e una gestione molto attenta del vantaggio hanno permesso a Luna Rossa di arrivare al traguardo senza subire il ritorno dei neozelandesi.
Dopo sei lati di percorso, il distacco finale è stato di 17 secondi.
Una differenza importante in una prova di match race, soprattutto considerando che Emirates Team New Zealand non è un avversario qualsiasi: è il Defender della Coppa America e ha conquistato le ultime tre edizioni della competizione.

Burling e Gradoni: esperienza e talento sulla stessa barca

Uno degli aspetti più interessanti della vittoria è stata la composizione dell’equipaggio.
Al timone di Luna Rossa Senior c'erano Peter Burling e Marco Gradoni, mentre Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini hanno svolto il ruolo di trimmer.
La presenza di Burling ha un peso enorme.
Il neozelandese è uno dei velisti più esperti e vincenti dell’era moderna dell’America’s Cup ed è stato per anni uno degli uomini simbolo di Team New Zealand.
A Napoli, però, al suo fianco c'era un altro nome destinato a far parlare di sé: Marco Gradoni.
Il giovane italiano ha soltanto 22 anni, ma ha già accumulato una carriera importante nelle classi giovanili e nel mondo della vela internazionale.
La scelta di affiancarlo a Burling ha permesso a Luna Rossa di combinare esperienza e freschezza.
Ed è proprio questo uno degli elementi che Max Sirena dovrà valutare nei prossimi mesi.

La questione dei timonieri non è ancora chiusa

La vittoria di Napoli non significa che la formazione definitiva della futura AC75 sia già stata decisa.
Anzi, è probabilmente uno degli aspetti più interessanti che emergeranno da questa stagione.
A Cagliari Luna Rossa aveva schierato una formazione diversa, con Burling e Ruggero Tita al timone.
A Napoli è arrivata la coppia Burling-Gradoni.
Il rendimento ottenuto nel Golfo potrebbe quindi alimentare il dibattito interno sulle scelte definitive per la barca che affronterà la vera America's Cup.
Non bisogna però confondere le prestazioni degli AC40 con una selezione già ufficiale dell’equipaggio dell’AC75.
Le Preliminary Regattas servono proprio a testare velisti, ruoli, procedure, tattiche e configurazioni.
Max Sirena ha sottolineato dopo la vittoria che le nuove formazioni hanno funzionato e che Luna Rossa dispone di un gruppo molto ampio e intercambiabile. Ha inoltre ricordato il lavoro svolto contemporaneamente sui programmi AC75 e AC40. 

Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini, una coppia che funziona

Un'altra indicazione importante arriva dal lavoro dei trimmer.
Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini hanno lavorato insieme a bordo della Luna Rossa Senior, contribuendo alla gestione delle vele e alla stabilità della barca.
Il loro affiatamento non è casuale: i due hanno già condiviso esperienze importanti nel mondo della vela e anche nella classe Nacra.
A Napoli hanno dimostrato di poter sostenere una barca che viaggiava ad alta velocità e che richiedeva grande precisione nelle manovre.
È un dettaglio che potrebbe diventare importante quando Luna Rossa passerà definitivamente dall'attività sugli AC40 alla preparazione dell'AC75.

Cagliari aveva già lanciato il segnale

Se Napoli ha fatto esplodere l'entusiasmo, Cagliari aveva già lanciato il primo grande segnale.
A maggio Luna Rossa aveva vinto la prima Preliminary Regatta della stagione nelle acque del Golfo degli Angeli, battendo anche in quell'occasione Emirates Team New Zealand nel match race finale.
La vittoria sarda aveva rappresentato il primo vero appuntamento competitivo del nuovo ciclo verso Napoli 2027.
Anche allora il confronto decisivo era stato tra Luna Rossa Senior e New Zealand Senior.
Il successo di Napoli rende quindi evidente una continuità.
Due regate preliminari.
Due finali contro il Defender.
Due vittorie italiane.
È difficile chiedere un avvio migliore del percorso verso il 2027.
Ma è altrettanto importante non trasformare questo dato in una certezza sul futuro.

Perché gli AC40 non sono gli AC75

Questo è forse il punto tecnico più importante da chiarire.
Le regate preliminari vengono disputate sugli AC40, imbarcazioni foiling più piccole rispetto agli AC75 che saranno utilizzati nella vera America's Cup.
Gli AC40 servono come piattaforma di sviluppo e competizione, permettendo ai team di testare equipaggi, strategie e procedure.
La Coppa America 2027 si correrà invece sugli AC75, con un equipaggio di cinque velisti per team e una nuova generazione di imbarcazioni sviluppate specificamente per la competizione. 
Questo significa che il dominio di Luna Rossa sugli AC40 è un segnale importante, ma non costituisce una prova matematica di superiorità sugli AC75.
Nel corso dei prossimi mesi entreranno in gioco design, foil, sistemi di controllo, affidabilità, sviluppo aerodinamico e capacità di adattamento alle condizioni del Golfo di Napoli.
La vera partita sarà molto più complessa.

Napoli ha già dimostrato di essere una sede speciale

La vittoria di Luna Rossa ha avuto un effetto che va oltre la classifica.
Il pubblico napoletano ha riempito il lungomare e il Race Village, trasformando le regate in uno spettacolo seguito da decine di migliaia di persone.
Il passaggio della barca italiana davanti al Lungomare Caracciolo è stato accompagnato da applausi e festeggiamenti.
Max Sirena ha addirittura scherzato sul fatto che il tifo dei napoletani avrebbe regalato al team “qualche nodo in più”. 
Ed è proprio questa atmosfera a rappresentare uno degli elementi più interessanti in vista del 2027.
Napoli non sarà soltanto il luogo in cui si svolgerà la competizione.
Sarà parte dello spettacolo.

Una storia che torna in Italia dopo 176 anni

Nel 2027 l'America's Cup arriverà in Italia per la prima volta nella storia.
È un passaggio storico perché il trofeo, nato nel 1851, non era mai stato conteso nelle acque italiane.
Napoli diventerà quindi la prima città italiana a ospitare la Louis Vuitton Cup e il Louis Vuitton America's Cup Match.
La città aveva già avuto un assaggio dell'evento nel 2012 e nel 2013, quando aveva ospitato due tappe delle America’s Cup World Series.
Secondo l'organizzazione dell'America's Cup, in quelle occasioni più di un milione di persone assistette complessivamente alle regate dal lungomare durante le settimane degli eventi.
Nel 2027, però, il livello sarà completamente diverso: non più una tappa preparatoria, ma la competizione per il trofeo. 

Luna Rossa e la storia di una sfida lunga quasi trent'anni

Luna Rossa è nata nel 1997 e nel corso degli anni ha costruito una delle storie più importanti nella storia italiana della vela.
Il debutto arrivò nell'America's Cup del 2000 ad Auckland, quando il team vinse la Louis Vuitton Cup e raggiunse per la prima volta la finale.
Nel 2003 arrivò nuovamente in finale.
Nel 2007 raggiunse ancora la finale della Challenger Selection Series.
Nel 2013, a San Francisco, affrontò uno dei cicli più spettacolari e tecnologicamente estremi della storia della Coppa.
Nel 2021 Luna Rossa vinse la Prada Cup e tornò al Match contro New Zealand.
Nel 2024 raggiunse nuovamente la finale della Challenger Selection Series a Barcellona.
La campagna 2027 rappresenta quindi il settimo challenge di Luna Rossa e arriva nel momento in cui la competizione si sposta finalmente in Italia. 

E c'è una rivincita simbolica con New Zealand

La presenza di Emirates Team New Zealand rende tutto ancora più interessante.
Il Defender arriva a Napoli da campione in carica e ha vinto le ultime tre America's Cup.
Nel 2021 a Auckland i neozelandesi batterono Luna Rossa nel Match.
Nel 2024, invece, Team New Zealand conquistò la Coppa battendo INEOS Britannia 7-2.
Adesso i due team stanno preparando una nuova sfida.
La vittoria di Cagliari e quella di Napoli non cancellano la storia recente, ma modificano almeno il tono del confronto.
Luna Rossa non si presenta più come una squadra che deve semplicemente inseguire.
Sta dimostrando di poter battere il Defender con continuità nelle regate preliminari.

Chi sono i favoriti per il 2027?

È ancora troppo presto per stabilire un favorito assoluto.
Questa non è prudenza diplomatica: è una questione tecnica.
Le Preliminary Regattas si corrono sugli AC40, mentre il Match del 2027 si correrà sugli AC75.
Nel frattempo i team stanno progettando e costruendo le nuove barche.
Luna Rossa ha mostrato grande competitività.
Emirates Team New Zealand rimane il Defender e arriva da tre Coppe consecutive vinte.
INEOS Britannia, dopo essere arrivata al Match nel 2024, rappresenta un altro progetto da seguire.
Altri challenger stanno cercando di colmare il divario e Napoli ha mostrato segnali interessanti anche da parte di La Roche-Posay Racing Team e ARC Team USA.
La fase preliminare non permette quindi di costruire una classifica definitiva delle forze del 2027.
Permette però di capire chi sta lavorando bene.
E in questo momento Luna Rossa è certamente tra i team che hanno fornito i segnali più evidenti.

La sorpresa francese e le difficoltà degli altri

Napoli ha fornito anche indicazioni sugli avversari.
La Roche-Posay Racing Team ha mostrato competitività e ha chiuso terza nella classifica della flotta, anche se ha dovuto fare i conti con due scuffie nel corso delle giornate.
ARC Team USA, al debutto, ha mostrato alcuni segnali interessanti.
GB1, invece, ha vissuto un evento molto più complicato, condizionato anche da un incidente in allenamento con il gommone di Alinghi.
Sono tutti elementi da leggere con cautela.
La preparazione alla America's Cup è lunga e un singolo weekend può essere influenzato da vento, corrente, affidabilità, errori di manovra e condizioni particolari.

La seconda Luna Rossa e il progetto Youth & Women

A Napoli era presente anche una seconda barca Luna Rossa, dedicata al programma Youth & Women.
È un aspetto importante perché la nuova America's Cup non riguarda soltanto la competizione maschile senior.
Il ciclo 2027 comprende anche programmi dedicati alle nuove generazioni e alla vela femminile.
La seconda Luna Rossa ha chiuso sesta nella classifica di flotta.
Il team Youth & Women di Emirates Team New Zealand ha invece vinto la relativa classifica, con Luna Rossa e New Zealand entrambe a 44 punti, ma con il team neozelandese davanti grazie al miglior piazzamento nell'ultima prova di flotta. 

Adesso comincia la parte più difficile

Il problema di Luna Rossa, paradossalmente, è che dopo Cagliari e Napoli le aspettative sono aumentate.
Due vittorie consecutive rendono il team italiano uno degli osservati speciali.
Gli avversari avranno mesi per studiare dati, video, scelte tattiche e configurazioni utilizzate.
E soprattutto il vero lavoro sarà concentrato sugli AC75.
Luna Rossa dovrà trasformare quello che ha imparato sugli AC40 in una barca capace di competere nel contesto completamente diverso della Coppa.
È qui che entreranno in gioco progettisti, ingegneri, meteorologi, simulatori, analisti dei dati e velisti.
La Coppa America non si vince soltanto andando più veloce.
Si vince costruendo una macchina competitiva e affidabile e riuscendo a farla rendere al massimo quando la pressione diventa enorme.

Il calendario verso Napoli 2027

La Louis Vuitton 38ª America's Cup entrerà nel vivo nel 2027.
Il percorso degli sfidanti passerà dalla Louis Vuitton Cup, che servirà a determinare quale Challenger avrà il diritto di affrontare Emirates Team New Zealand nel Match.
Il Match vero e proprio inizierà a Napoli il 10 luglio 2027. 
Manca ancora molto.
Ma dopo la vittoria di Napoli il conto alla rovescia è diventato improvvisamente più concreto.

Luna Rossa può davvero vincere la Coppa?

La risposta oggi deve essere prudente.
Può farlo? Sì, perché ha dimostrato di avere un progetto competitivo e ha battuto due volte il Defender nelle prime due Preliminary Regattas.
È già favorita? Non è possibile affermarlo in modo definitivo.
La strada è ancora lunga e il confronto sugli AC75 potrebbe cambiare completamente gli equilibri.
Ma c'è una differenza importante rispetto al passato.
Luna Rossa non sta più soltanto inseguendo un sogno.
Sta costruendo, regata dopo regata, le condizioni per arrivare a Napoli 2027 con ambizioni concrete.
Cagliari ha rappresentato il primo segnale.
Napoli è stata la conferma.
Il 2027 dirà se questi segnali erano l'inizio di qualcosa di ancora più grande.

Una festa italiana che potrebbe essere soltanto l'inizio

Quando Luna Rossa ha tagliato il traguardo davanti a New Zealand, il Lungomare Caracciolo è esploso.
La barca italiana aveva appena battuto il Defender davanti alla città che tra meno di un anno ospiterà la vera America's Cup.
È difficile immaginare una prova generale più suggestiva.
Ma proprio perché era una prova generale, bisogna mantenere i piedi per terra.
La Coppa America non è ancora iniziata.
Le nuove AC75 devono ancora scendere in acqua.
La Louis Vuitton Cup dovrà selezionare lo sfidante.
E Emirates Team New Zealand resta il campione in carica.
Tutto questo, però, non cancella ciò che Luna Rossa ha fatto a Napoli.
Quattro vittorie su otto regate di flotta.
71 punti su 80.
Un successo nel match race.
17 secondi di vantaggio su New Zealand.
Seconda vittoria consecutiva dopo Cagliari.
E soprattutto un pubblico italiano che ha iniziato a credere davvero che, nel 2027, quella Coppa potrebbe non essere soltanto un sogno.
Napoli ha acceso la miccia. Ora Luna Rossa deve trasformare quella luce in una lunga rotta verso il trofeo.

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